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11 Aug

Dossier: Ebola

Pubblicato da Marco Ferrari  - Tags:  #DOSSIER

[...] (Continua l'epidemia, si attendono i nuovi dati dell'Oms: finora i morti sono 961. Msf: "La situazione in Liberia è al collasso". Il papa: "Preghiamo per le vittime")
 
E' UN BAMBINO di due anni che è morto il 6 dicembre a Guèckèdou in Guinea, vicino al confine con Sierra Leone e Liberia, il 'paziente zero' dell'epidemia di Ebola che ha colpito l'Africa. Lo afferma il New York Times, citando ricercatori impegnati sul campo. Secondo la ricostruzione degli esperti dopo una settimana è morta la madre del bimbo, quindi la sorella di tre anni e in seguito la nonna. Tutti avevano febbre, vomito e diarrea.
Due persone presenti al funerale della nonna hanno poi portato il virus nel proprio villaggio, un infermiere a sua volta lo ha portato in un altro, dove è morto, così come il suo dottore. A loro volta questi casi ne hanno generati altri in altri villaggi. Nel momento in cui l'epidemia è stata riconosciuta, a marzo, dozzine di persone erano morte in otto comunità in Guinea, e casi sospetti stavano già emergendo in Liberia e Sierra Leone.

Il bilancio parla di 961 morti, ma si attendono nelle prossime ore i dati aggiornati che potrebbero far salire il numero delle vittime oltre i mille. Al momento l'epidemia è limitata a quattro paesi dell'Africa occidentale, appunto Guinea, Liberia, Sierra Leone e in Nigeria, dove sono ancora pochi casi.

Medici senza frontiere in Liberia denuncia la situazione drammatica nel Paese: l'epidemia ha completamente travolto il sistema sanitario che sta "cadendo a pezzi". Lindis Hurum, portavoce di Msf, dice anche che le cifre ufficiali fornite dalle autorità locali "sottostimano la realtà" della situazione. "Le nostre capacità sono tirate al limite", dice Hurum, riferendo che nella capitale Monrovia cinque dei maggiori ospedali sono rimasti chiusi per oltre una settimana e "alcuni hanno iniziato a riaprire, ma ci sono altri ospedali in altre zone che vengono abbandonati dal personale".

Dell'emergenza ebola ha parlato anche papa Francesco nel suo Angelus: "Preghiamo - ha detto - anche per le vittime del virus ebola e per quanti stanno lottando per fermarlo".

La corsa per il vaccino. Tre centri per la produzione di massa di emergenza di medicinali negli Usa hanno assicurato la loro disponibilità ad intervenire per produrre vaccini contro ebola, se il governo federale lo chiederà. Insieme i tre centri possono attualmente produrre fino 50 milioni di dosi di vaccini anti-influenzali in tre mesi. "Ma visto che il trattamento di Ebola - ha aggiunto Giroir - non dovrebbe richiedere numeri così grandi, siamo piuttosto fiduciosi di poter soddisfare le richieste del governo, quando verranno fatte. Noi siamo pronti, il governo può chiamarci in qualsiasi momento".
 
Questa l'ultima notizia conosciuta sulla malattia, già in passato si è affrontato l'argomento, che ora di dominio mondiale ritorna predominante. [Fonte Ansa]
 
 
Finora questo patogeno era limitato a pochi villaggi perduti nella foreste tropicali di Costa d'Avorio, Congo, Guinea e Sudan, in cui l'epidemia si spegneva in pochi giorni.

L'arrivo del virus Ebola nella capitale della Guinea, Conakry - città con più di un milione di abitanti - preoccupa molto, perché il virus è altamente contagioso.

Finora - dati dell'OMS aggiornati all'4 agosto - il virus Ebola ha ucciso672 persone e contagiate almeno 1.200.

Alcuni Paesi vicini hanno chiuso le frontiere con la Guinea, per paura delle diffusione del virus. Riassumiamo qui sotto quello che sappiamo oggi sul virus e la sua pericolosità.
 
1. Cos'è il virus Ebola?
È un virus è estremamente aggressivo, appartenente alla famiglia deiFiloviridae, come il virus Marburg, che causa problemi simili. Ebola provoca una serie complessa e rapidissima di sintomi, dalle febbri emorragiche al dolore ai muscoli e agli arti e numerosi problemi al sistema nervoso centrale.

Il periodo di incubazione (dal momento del contagio all'insorgenza dei primi sintomi) va da 2 a 21 giorni. La morte è fulminante e sopraggiunge nello stesso periodo (2-21 giorni).

Il materiale genetico è RNA, che va incontro a mutazioni non particolarmente rapide e contiene solo sette geni. Sono stati isolati finora cinque ceppi diversi del virus, di cui quattro sono letali per l'uomo. La prima scoperta del virus risale al 1976, in Congo e Sud Sudan. Di solito il virus è molto infettivo e virulento, e quindi se colpisce una o due persone di un villaggio si diffonde con estrema rapidità e "consuma" tutte le persone che colpisce.
 
2. Da dove proviene?
Il cosiddetto serbatoio naturale del virus sono molto probabilmente le volpi volanti, grossi chirotteri che mangiano frutta e abitano le foreste tropicali; si pensa che il virus "viva" all'interno di questi animali da moltissimo tempo perché non causa in essi nessuna sintomo.
 
Per arrivare all'uomo il virus potrebbe essere passato dalle volpi volanti alle scimmie, o altri animali della foresta, e infine all'uomo attraverso il fenomeno del bush-meat, cioè la carne ricavata da animali selvatici come antilopi o scimpanzé. Il fenomeno si è aggravato da quando compagnie occidentali e cinesi sono penetrate nella giungla per il disboscamento e la ricerca di fonti di minerali. Mangiando la carne di questi animali gli uomini possono essere rapidamente contagiati.
 
3. Come si trasmette?
La trasmissione del virus è molto rapida, attraverso i fluidi corporei, come muco o sangue, ma anche attraverso le lacrime o la saliva, e il contatto con aghi o coltelli usati dall'ammalato. Anche se di solito questi virus non si trasmettono attraverso l'aria, è stata dimostrata nelle scimmie la trasmissione in goccioline contenenti il virus. È probabile che la trasmissione possa avvenire anche attraverso i rapporti sessuali. Nei villaggi o nelle zone più remote i contatti frequenti tra gli ammalati e i parenti aiuta la trasmissione del virus.
 
4. È il più pericoloso virus conosciuto?
Ebola ha una percentuale di fatalità del 68% tra le persone colpite (vedi tabella a fondo pagina). Pur essendo mortale non è riuscito a diffondersi al di fuori dei villaggi in cui è scoppiata l'epidemia, fermato solo dalla fatto che colpiva regioni e agglomerati remoti e isolati. Qui spesso uccideva la maggior parte della popolazione e l'isolamento e la mancanza di strade rendeva facile iniziare una quarantena. Per questo l'arrivo in una città popolosa e con rapidi collegamenti con l'esterno potrebbe essere molto preoccupante. Le condizioni di una grande città sono ideali per la trasmissione di un virus così aggressivo.
 
Volpi volanti in vendita in un mercato di Brazzaville, capitale della Repubblica del Congo: una ricerca afferma che tre specie di volpi volanti sono portatrici sane del virus Ebola (foto © Jiro Ose/Redux/contrasto).
 
5. Perché colpisce solo adesso?
La scoperta del virus è relativamente recente probabilmente perché è aumentata anche la penetrazione nelle foreste da parte delle grandi compagnie del legname o minerarie, che hanno spinto gli abitanti dei singoli villaggi a nutrirsi del bush-meat (vedi sopra).
 
6. Perché la preoccupazione per la diffusione in una città?
Poiché l'infezione è estremamente veloce e la virulenza molto alta, se un virus di questo tipo "conquista" una città potrebbe colpire la popolazione molto rapidamente, prima che le autorità siano in grado di fermarlo.
 
7. C'è una cura o un vaccino?
Non esistono cure o vaccini, anche se ci sono stati tentativi con la trasfusione di individui colpiti ma sopravvissuti. Sono alla studio metodi estremamente avanzati, come la cosiddetta tecnologia antisenso, ma non si hanno ancora risultati clinici. A oggi - quando le vittime vengono immediatamente idratate, nutrite e curate con appositi farmaci antipiretici - c'è comunque una probabilità di sopravvivenza.
 
 
 
8. È vero che dopo molto tempo i patogeni perdono la loro virulenza?
È una specie di leggenda urbana, perché si pensava che un virus o un batterio si evolvesse in modo da essere sempre meno virulento più a lungo dura il suo rapporto con l'ospite. Ma il danno che un virus o un batterio infliggono all'ospite dipendono da molti fattori, in particolare la facilità di trasmissione. La cosiddetta "ipotesi del compromesso" suggerisce che il patogeno debba stare in equilibrio tra il tempo in cui è in grado di stare in un ospite e la velocità di trasmissione. In breve, il danno che si crea all'ospite e la trasmissione debbono esser bilanciate per massimizzare la diffusione. Un patogeno che si trasmette attraverso l'aria (sia autonomamente sia attraverso vettori come gli insetti) è molto facile che non divenga affatto più "buono" col tempo, ma rimanga estremamente dannoso; questo perché può spostarsi da un ospite all'altro anche se il colpito è fermo a letto, malato. Le specie che si trasmettono per fluidi corporei o in generale attraverso il contatto diretto hanno bisogno che l'ospite si muova e incontri altri "contagiabili" e quindi non devono creare troppi danni agli ospiti stessi. È stato dimostrato che aumentare la difficoltà di trasmissione diminuisce anche la virulenza di un virus.
 
 
CRONOLOGIA DELLE PRECEDENTI EPIDEMIE DI EBOLA
 
 
 
 
 
Anno
Paese
Ceppo
 virus
Casi
Decessi
Tasso
mortalità
2012
Rep. Dem. del Congo  
Bundibugyo
57
29
51%
2012
Uganda
Sudan
7
4
57%
2012
Uganda
Sudan
24
17
71%
2011
Uganda
Sudan
1
1
100%
2008
Rep. Dem. del Congo
Zaire
32
14
44%
2007
Uganda
Bundibugyo
149
37
25%
2007
Rep. Dem. del Congo
Zaire
264
187
71%
2005
Congo
Zaire
12
10
83%
2004
Sudan
Sudan
17
7
41%
2003
(Nov-Dic)
Congo
Zaire
35
29
83%
2003
(Gen-Apr)
Congo
Zaire
143
128
90%
2001-2002
Congo
Zaire
59
44
75%
2001-2002
Gabon
Zaire
65
53
82%
2000
Uganda
Sudan
425
224
53%
1996
Sud Africa (ex-Gabon)
Zaire
1
1
100%
1996
(Lug-Dic)
Gabon
Zaire
60
45
75%
1996
(Gen-Apr)
Gabon
Zaire
31
21
68%
1995
Rep. Dem. del Congo
Zaire
315
254
81%
1994
Costa d'Avorio
Taï Forest
1
0
0%
1994
Gabon
Zaire
52
31
60%
1979
Sudan
Sudan
34
22
65%
1977
Rep. Dem. del Congo
Zaire
1
1
100%
1976
Sudan
Sudan
284
151
53%
1976
Rep. Dem. del Congo
Zaire
318
280
88%
 
 
Se per letale si intende il virus che ha ucciso più persone, è probabilmente quello dell’influenza cosiddetta “spagnola” che, tra l’ottobre 1918 e i primi mesi dell’anno successivo, colpì un quinto della popolazione mondiale, lasciandosi alle spalle circa 30 milioni di morti.
La sua infettività era molto elevata, e quindi si diffuse con estrema rapidità in tutto il mondo.

La mortalità maggiore appartiene invece al virus della rabbia, che uccide il 100 per cento delle persone colpite. Ha un periodo di incubazione lunghissimo e non viene immediatamente riconosciuto dal sistema immunitario umano.

FULMINANTE. Tra questi due estremi si trova il virus Ebola, che colpisce saltuariamente alcuni villaggi nel centro Africa (in Congo, Uganda e Sudan). Ha una mortalità molto elevata ed è anche estremamente infettivo e debilitante.

Ma fortunatamente (si fa per dire) ha decorso molto rapido: uccide così qualche decina di persone e si “spegne” senza avere il tempo di diffondersi oltre i confini della zona colpita.
 
L'epidemia di Ebola in corso in Africa occidentale è una "emergenza di salute pubblica di livello internazionale". Lo ha deciso il comitato di emergenza istituito dall'Oms, che ha dato l'annuncio durante una conferenza stampa a Ginevra. Lo status prevede misure aggiuntive di contenimento. In passato lo status era stato utilizzato solo per la pandemia di influenza H1N1. L'Ue: "Il rischio che l'Ebola arrivi su da noi è estremamente basso".

 

Peggior epidemia degli ultimi 40 anni - L'epidemia di Ebola in corso in Africa Occidentale è "la peggiore che si sia avuta in almeno 40 anni", ha affermato il segretario generale dell'Oms Margaret Chan. "Ci sono le condizioni per dichiarare l'epidemia un'emergenza di salute pubblica internazionale - ha spiegato il segretario generale dell'Oms -. Uno sforzo coordinato a livello internazionale è indispensabile per fermare la diffusione del virus".

"L'Ebola si può fermare" - Ebola "non è una malattia misteriosa, si puo' fermare", ha assicurato Keiji Fukuda, vicesegretario dell'Oms. "Abbiamo preparato raccomandazioni sia per gli Stati affetti sia per quelli che ancora non lo sono - ha spiegato -. La prima è che tutti i Paesi in cui c'è trasmissione del virus dichiarino lo stato di emergenza nazionale". 

No a restrizioni sui viaggi - Non sono necessarie restrizioni internazionali ai viaggi per evitare i contagi da Ebola, ma i Paesi dove l'epidemia è presente devono fare test a tutti i passeggeri di porti e aeroporti in uscita. E' una delle raccomandazioni dell'Oms. "Tutti i Paesi - ha spiegato Keiji Fukuda, vicesegretario generale - devono essere pronti ad accogliere potenziali casi".

Farmaci sperimentali in quantità minima - I trattamenti sperimentali contro il virus Ebola "sono disponibili solo in quantità estremamente limitata", ha detto il Comitato di Emergenza dell'Oms annunciando che lunedì si riunirà una commissione per studiare il possibile utilizzo di farmaci e vaccini nell'epidemia in corso. "Al momento i farmaci sperimentali sono disponibili solo in piccolissime quantità, e ci sono diverse questioni etiche e mediche da risolvere - hanno spiegato gli esperti -. Da lunedì ci sarà un meeting di esperti per sviluppare una strategia per il possibile uso, e speriamo in pochi giorni di avere indicazioni solide". 

Ue: "Rischi bassi ma l'Europa è pronta" - "Voglio rassicurare i cittadini europei, il rischio che l'Ebola arrivi su territorio europeo è estremamente basso". Lo ha detto il commissario alla Salute, Tonio Borg. "Nell'improbabile caso che il contagio arrivi, l'Europa è pronta: la Ue ha uno standard sanitario, anche sulla prevenzione, molto elevato".
 
 
[MAGGIORI INFORMAZIONI SU:http://www.farmacoecura.it/malattie/ebola-sintomi-trasmissione-cura-sopravvivenza/ ]

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