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In collaborazione con le Redazioni - NotizieWeb 24/24; DangerNews; The Curious MagazineWeb

13 Aug

Esiste la morte?

Pubblicato da Riccardo Valmaggia  - Tags:  #Enigmi

Per molti scienziati, il concetto di vita ultraterrena è una sciocchezza, mentre per altri semplicemente non è dimostrabile. Eppure c’è un esperto, il Professor “Robert Lanza”, che spiega perché la morte non esiste. La morte non esisteEgli sostiene di avere le prove per confermare l’esistenza della “vita dopo la morte” e che questa conferma si trovi nella fisica quantistica. La “teoria del biocentrismo”, sostenuta da Lanza, afferma che la morte come noi la conosciamo, è un’illusione creata dalla nostra stessa coscienza. Egli ritiene che è la nostra coscienza a creare l’universo, e non il contrario, e una volta che accettiamo che spazio e tempo siano solo “strumenti della nostra mente”, la morte non può esistere in alcun senso reale.

“Pensiamo che la vita sia solo l’attività degli acidi nucleici e delle proteine? Viviamo un po’ per poi marcire nel terreno?”, ha scritto lo scienziato, in modo provocatorio, sul suo sito web. Lanza – attualmente direttore scientifico presso l’Advanced Cell Technology e professore aggiunto alla Wake Forest University School of Medicine nel North Carolina – ha proseguito spiegando, che come esseri umani noi crediamo nella morte, perché ci è stato insegnato che si muore, o più precisamente, la nostra coscienza associa la vita al corpo fisico… e sappiamo che i corpi, prima o poi, muoiono. Il Professor Robert Lanza spiega questa teoria nel suo libro “Biocentrismo: come la vita e la coscienza sono le chiavi per comprendere la vera natura dell’Universo”. La sua teoria del biocentrismo, spiega che la morte non può rappresentare un punto d’arrivo, una fine. Il biocentrismo è il credere che la vita e la biologia siano centrali nella realtà, e che siano queste a creare l’universo, non il contrario. Ciò suggerisce, quindi, che sono le coscienze stesse delle persone a determinare forma e dimensioni degli oggetti nell’universo. “Quello che vediamo non potrebbe esistere senza la coscienza”, ha spiegato Lanza. “La nostra coscienza ha un proprio senso del mondo”. Osservare l’universo dal punto di vista della biocentrica, significa anche considerare che spazio e tempo siano solo semplici strumenti della nostra mente. Secondo le considerazioni relative agli esperimenti di fisica quantistica, tutta la nostra esperienza sensoriale non è altro che un vortice di informazioni che si verificano nella nostra mente. Se questa concezione di spazio e tempo viene accettata, significa allora che la morte non esiste. Allo stesso modo, i fisici teorici sostengono che ci sia un numero infinito di universi, che coesistono contemporaneamente, con diverse varianti relative a persone e situazioni. Lanza ha aggiunto, che tutto ciò che può accadere e accade in questi diversi universi, ha a che fare col fatto che la morte non può esistere in “alcun senso reale”.

Lanza, ha anche affermato che quando moriamo la nostra vita diventa un “fiore perenne che torna a fiorire nel multiverso”, e che “la vita è un’avventura che trascende il nostro modo ordinario di pensare”. Lanza ha citato il famoso “esperimento della doppia fenditura” per spiegare le sue affermazioni: quando gli scienziati guardano un passaggio di particelle attraverso due feritoie, la particella passa attraverso una fenditura o l’altra. Se invece nessuno osserva, la particella si comporta come un’onda, che può passare attraverso entrambe le fenditure contemporaneamente. Questo significa che i cambiamenti di comportamento della particella, sono determinati dalla percezione delle persone presenti, e dal fatto che queste stiano osservando o meno. Questo dimostra che la materia e l’energia hanno un comportamento che è connesso alla percezione e alla coscienza delle persone. Robert Lanza*Robert Lanza, è attualmente direttore scientifico presso l’Advanced Cell Technology e professore aggiunto presso la Wake Forest University School of Medicine. Ha pubblicato centinaia di articoli scientifici e realizzato numerose invenzioni. Ha scritto, fino ad ora, più di 30 libri, tra i quali “Principles of Tissue Engineering” (Principi di ingegneria dei tessuti) e “Essentials of Stem Cell Biology” (Fondamenti di biologia delle cellule staminali), due pubblicazioni riconosciute come riferimenti definitivi in campo scientifico.

LA TESTIMONIANZA
[...]Quando stai per morire, o meglio, stai per lasciare il corpo, per prima cosa, istintivamente lotterai per continuare a vivere. Questo è naturale, si tratta della pulsione automatica dell’istinto di sopravvivenza. E’ inconcepibile per la nostra mente comprendere l’esistenza di un’altra realtà che coesista con la nostra fatta di materia e limitata nello spazio e nel tempo. Siamo stati resi coscienti solo di quest’ultima. Noi siamo abituati fin dalla nascita a vivere e prosperare in essa. Ci identifichiamo in ciò che crediamo di essere dagli stimoli esterni che riceviamo.
La vita ci dice chi siamo e noi lo accettiamo. Anche questo si da per scontato. Il tuo corpo si affloscia. Il tuo cuore si ferma. Non respiri più. Perdi la vista, la sensibilità, e la facoltà di muoverti, sebbene la capacità di sentire tutto svanisca per ultima. L'identità cessa.
Il “te” che eri prima diviene solo un ricordo. Non c’è alcun dolore al momento della morte. Soltanto il silenzio pacato. . . calma. . . quiete. Ma tu esisti ancora.


È facile non respirare. Infatti, è più facile, più comodo, ed infinitamente più naturale non respirare che respirare. La sorpresa più grande per la maggior parte delle persone morenti è dover comprendere che morendo non finisce la vita. Se l’oscurità o la luce vengono dopo, qualsiasi altro evento, che ti piaccia o no, la sorpresa più grande
è dover comprendere che sei ancora tu. Puoi ancora pensare, ricordare, vedere, sentire, muoverti, meravigliarti, porti domande e ridere agli scherzi se lo desideri.
Sei ancora vivo, intensamente vivo. Davvero, sei più vivo dopo la morte che durante la tua vita. Solo, lo sei in modo completamente diverso; diverso perché non hai più un corpo fisico per filtrare ed amplificare le varie sensazioni che una volta consideravi come gli unici riferimenti validi per comprendere la vita.
Sei stato educato a pensare di avere bisogno di un corpo per vivere. Se pensi di morire quando esso morirà resterai deluso. Cesserà questa vita ma tu continuerai ad esistere! L'unica cosa che accade quando si muore è che ci si libera, che esce fuori e si scarta "il rivestimento" che si è portato una volta (chiamato più comunemente corpo).
Quando muori perdi il tuo corpo. Tutto qua. Non ci sono altre perdite. Non sei il tuo corpo. È solo qualcosa che indossi per un istante, perché vivere sul piano di esistenza terreno è infinitamente più significativo e più coinvolgente se stai indossando il tuo abbigliamento e conformato alle sue “regole.”

C'è un aumento di energia al momento di morte, anche della velocità come se stessi vibrando, dapprima velocemente. Usando la radio come analogia, questa accelerazione è paragonabile ad avere vissuto tutta la tua vita ad una certa radiofrequenza, quando tutt' ad un tratto, qualcuno o qualcosa si presenta e cambia la sintonia. Questa vibrazione ti sposta ad una lunghezza d'onda più alta. La frequenza originale dove una volta esistevi è ancora là. Non è cambiata. Tutto è ancora come prima. Solo tu sei cambiato… hai accelerato per sintonizzarti sulla radiofrequenza successiva.


Come per le radio ed emittenti radiofoniche, in cui possono esserci sovrapposizioni o distorsioni dei segnali di trasmissione dovute ad interferenze. Queste possono permettere o costringere le frequenze a coesistere o mescolarsi per i periodi indefiniti di tempo. Normalmente, più si spostano più sono rapide ed efficienti; ma, saltuariamente, uno può imbattersi in un’interferenza, forse per un'emozione forte, un senso del dovere, o per bisogno di adempiere un voto, per mantenere una promessa. Questa interferenza può permettere la coesistenza di frequenze per alcuni secondi, giorni, o persino per anni (così probabilmente si spiegano le apparizioni ricorrenti); ma alla fine, presto o tardi, ogni frequenza vibratoria troverà il suo posto di appartenenza.
Misura la tua frequenza particolare sulla manopola dalla tua velocità di vibrazione. Non puoi coesistere per sempre là dove non appartieni. Chi può dire quanti punti sono sulla manopola o quanti frequenze ci devono essere. Nessuno lo sa. Quando muori, sposti le frequenze in un'altra lunghezza d’onda. Sei ancora un punto sul quadrante, ma ora sei spostato di una tacca o due.
Non muori quando muori. Sposti solo la tua coscienza e la velocità di vibrazione. Questo è tutto, la morte non esiste, è. . . solo uno spostamento...[...]

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