Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog

In collaborazione con le Redazioni - NotizieWeb 24/24; DangerNews; The Curious MagazineWeb

22 Sep

Immigrazione .... La pazienza è finita?!

Pubblicato da Vincenzo Bisbiglia // Francesca Musacchio  - Tags:  #DANGER NEWS

La loro pelle brilla sotto il sole più degli altri, così sembra “agli altri” appunto; la tolleranza è davvero fragile, la convivenza anzi, tuttavia non esiste il minimo sospetto di una simile possibilità: convivenza o integrazione. Niente da fare, sono concetti ameni, nobili, ma pregni di condizioni inattuabili. I neri cosa possono farci? Un uomo di mezza età, un italiano in coda, fa il conto in percentuale, riesce bene evidentemente, poi realizza che i neri sono almeno il 70%, riesce a fare di questi conti, alla fine della coda prende il numero, si allontana, ce l’ha fatta, tornerà dopo un’ora e potrà mangiare, è nei 32. I neri sono troppi, ciò nonostante, rimuginano tra gli astanti, siracusani, disoccupati, quale identità oggi attiene a un povero? La rosa è abbastanza ampia. Ma: i neri sono di più. Cosa possono farci però? Deambulano, da un semaforo a un altro, non entrano nemmeno più nei Cie, niente, non un riconoscimento, un foglio in tasca e via; sono portatori di status paludosi, non sono niente, non sono identificati, non hanno documenti, al massimo decreti di espulsione verso frontiere talmente esotiche e impraticabili (Fiumicino per dire) da equivalere a ipergalassie.

Sappiamo che Siracusa e Augusta sono i nuovi cardini a guado di un pianeta che si sta spostando, un continente si sta spostando, due città di provincia Augusta e Siracusa sono i soli avamposti. Se non è una guerra questa, se non sono questi i precordi. Se non fosse che Siracusa e Augusta hanno perso memoria di quel che erano, adesso sono all’incirca (Siracusa in special modo) un cimitero di negozi, con il comune in default, il welfare uguale a zero, ridotte all’osso povere polis di decantata e rafferma memoria; Augusta vanta un comune assediato da ben tre commissari. Tutto il resto nella migliore delle ipotesi può definirsi: caos. Il 70% dei 25650 arrivi siciliani piombano su di esse come una scure. Ecco cosa succede allora: l’umanità negletta, in grande maggioranza a dirla tutta, diventa suo malgrado protagonista di nuove evoluzioni, nuove guerre di quartiere, si sperimenta la capacità di sopravvivere l’un contro l’altro, mai insieme. Ed è facile che in fila, nella mensa dei poveri, esplodano risse tra etnie, neanche fossimo la nuova polveriera, Bosnia del sud del mondo; siracusani versus africani, ridicolo, eppure; esperimenti indotti da bisogni primitivi, violenti e ottusi... Gli animi sono esasperati. Il boom di immigrati sta creando molto malumore tra chi vive alla periferia della città. Fortunatamente la conducente dell’autobus aggredita ne è uscita sana e salva. Ma i medici sospettano che lo choc le abbia procurato un «leggerissimo infarto del miocardio» e verrà sottoposta ad ulteriori accertamenti per fermare l’eventuale attacco di cuore e scongiurare drammatiche complicazioni. Quel che è certo, è che la giovane se l’è vista davvero brutta. «Stavo ritornando dal capolinea di Corcolle - racconta Elisa - e percorrevo la via Polense. A un certo punto, vedo che ad aspettare l’autobus alla fermata c’erano un gruppo di 30-40 ragazzi di colore. Non è una novità, ce ne sono tantissimi che, specie nelle ore serali, vanno e vengono con l’autobus». Ma stavolta, c’era qualcosa di diverso. «Li vedo quasi tutti con la birra in mano. A un certo punto, uno di loro scaglia una bottiglia piena verso l’autobus e mi spacca il vetro. Io mi spavento ma mantengo la calma, non faccio la fermata e vado via». Elisa percorre un altro chilometro, poi accosta e chiama in rimessa. «Ho comunicato quanto accaduto - prosegue - mi hanno detto di riportare la vettura in deposito e, se me la sentivo, di prenderne un’altra. Per me non c’era problema, in fondo non era accaduto nulla di grave». La telefonata dura circa un quarto d’ora. Poi Elisa riparte, ma poche centinaia di metri dopo, ritrova lo stesso gruppo di africani che, probabilmente, avevano preso un altro autobus (che nel frattempo aveva superato lo 042 di Elisa) ed erano scesi per aspettarla. «Me li sono ritrovati di nuovo davanti - continua - si sono messi per strada, bloccando l’autobus, e hanno iniziato a prendere a calci la vettura». La donna è spaventata, gli aggressori sono inferociti, le gridano «ti uccidiamo puttana, apri» e prendono a sassate e bottigliate il bus. «Credevo di morire - racconta - Se fossero entrati, non so cosa mi avrebbero fatto. Ho preso il cellulare e ho chiamato i colleghi. A quel punto, forse, gli aggressori pensavano che stessi chiamando la polizia. Così si sono aperti un attimo. Appena ho visto il varco, ho schiacciato il piede sull’acceleratore e sono scappata. Guidavo e piangevo, è stata un’esperienza terribile».

Ora toccherà alle forze dell’ordine individuare i responsabili. Stando alle dichiarazioni dell’autista aggredita, gli aggressori dovrebbero ricercarsi all’interno dei numerosi centri di accoglienza per rifugiati politici che si trovano nel Municipio VI. Fra la Casilina e la Prenestina è infatti concentrato circa il 60% dei rifugiati di tutta Roma, stando ai dati forniti dal Municipio. Due mesi fa, si contavano circa 1.300 «ospiti», fra stanziali e nuovi richiedenti asilo, per un totale di 15 centri di accoglienza aperti da tempo o preventivati per altri futuri sbarchi. In totale, la Capitale già accoglie circa 5.000 richiedenti asilo e rifugiati Ma gli sbarchi non cessano e nuovi arrivi sono previsti nelle prossime ore. La protesta di ieri sera dei residenti sarebbe motivata anche dal fatto che gli africani autori dell’aggressione all’autista del bus sarebbero dei nuovi arrivati. Il presidente del Municipio VI, Marco Scipioni, è furibondo: «Pare che tre giorni fa abbiano fatto arrivare altri immigrati all’insaputa di tutti, questo territorio è ormai allo stremo. È inaccettabile che il Municipio non sia stato informato. Siamo al fianco dei cittadini».

Intanto, oltre al sindaco Marino, che chiede «di fare piena luce su quanto accaduto», anche l’Atac ha inviato la propria solidarietà alla sua dipendente aggredita: «Auspichiamo che si avvii una riflessione da parte di tutti gli organi preposti e assicuriamo il nostro impegno per garantire la massima attenzione alla sicurezza».

Corcolle, periferia est di Roma. Due assalti a due bus dell’Atac a suon di pietre e bottiglie hanno scatenato la giustizia fai da te dei cittadini che, convinti che gli assalti fossero opera «degli immigrati dei centri di accoglienza», ieri sera hanno picchiato tre extracomunitari. Colpevoli solo di scendere da un bus.

«Le istituzioni sono assenti e noi qui i neri non li vogliamo», dicono ora i residenti di questo hinterland tra paese e città, agro romano e centro commerciale. Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha invitato a «mantenere la calma e non rinfocolare sentimenti di intolleranza». In serata i residenti sono di nuovo scesi in piazza per ribadire a gran voce che «noi gli immigrati non li vogliamo».

E la pensa così anche il presidente della circoscrizione, Marco Scipioni, del Pd: «Sono troppi, due settimane fa hanno aperto anche un centro per rifugiati, basta». Così i residenti come si sono organizzati per ripulire strade e giardini si stanno organizzando per «mandare via gli extracomunitari del centro di accoglienza che portano solo guai». Ieri sera si sono radunati in una manifestazione spontanea in strada dopo quella che definiscono la goccia che ha fatto traboccare il vaso: due aggressioni a due autiste Atac avvenute nella stessa zona nell’arco di 24 ore. Intanto la Questura ha deciso di intensificare le misure di sicurezza. Per evitare nuovi assalti ai bus e anche la giustizia fai da te. E le forze dell’ordine hanno “consigliato” ai rifugiati del Cara di non uscire dalla struttura. La paura sono le ritorsioni. Il timore delle forze dell’ordine però è che questo fenomeno possa propagarsi ad altre zone, tanto che la sicurezza è stata intensificata anche nelle altre zone dove sorgono altri centri di accoglienza.Quella di Corcolle può essere la miccia di una polveriera, basti pensare al delitto di Tor Pignattara pochi giorni fa dove un 17enne per uno sputo in faccia ha ucciso a pugni un pachistano ricevendo, l’assassino, la solidarietà di molti cittadini anche sui social.

A Corcolle invece la molla sono stati gli assalti ai bus. La prima aggressione, due giorni fa, ad una autista, Elisa: la vettura che guidava, linea 042, è stata colpita dai sassi e bottiglie tirati da «una quarantina di extracomunitari» che hanno provocato la rottura di un vetro. Poi insulti e minacce di morte: «facci salire o ti ammazziamo». La seconda aggressione è di ieri sera: alcuni sassi sono stati lanciati da ignoti contro un bus della linea 508 con alla guida una 27enne. Appena si è sparsa la voce molti residenti della zona sono scesi in strada e hanno dato vita a una manifestazione contro gli immigrati. E quando hanno visto cinque extracomunitari scendere da un bus li hanno bloccati e ne hanno picchiati tre, poi portati via in ambulanza e medicati per alcune contusioni. Gli altri sono sfuggiti gettandosi in un canale. Ora la polizia sta indagando per identificare gli aggressori. Ma la tensione è palpabile. «Abbiamo paura che a causa di queste aggressioni tutte ad opera di immigrati, Atac sospenda le linee - dice un gruppo di ragazzi che vive a Corcolle - Qui i neri non li vogliamo: ne sono arrivate a decine ospitati in un centro di accoglienza nella zona. Vadano via». Anche Francesca la pensa così: «Da loro abbiamo solo problemi: furti, aggressioni. Le istituzioni intervengano. Qui la violenza non la vogliamo, vogliamo solo vivere in pace». Marino ha promesso che incontrerà gli autisti Atac per parlare di sicurezza ma la polemica politica non si fa attendere. Maurizio Gasparri di Fi attacca: «La Roma di Marino sta diventando un incubo infernale». E l’europarlamentare della Lega Nord, Mario Borghezio: «L’apertura di decine di centri per rifugiati e immigrati mette a repentaglio la sicurezza degli italiani». Per l’ex sindaco Gianni Alemanno «è giunta l’ora di dire basta ad ogni forma di buonismo». E Giorgia Meloni (Fdi) annota: «La pazienza è finita».

Sul blog

In collaborazione con le Redazioni - NotizieWeb 24/24; DangerNews; The Curious MagazineWeb