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In collaborazione con le Redazioni - NotizieWeb 24/24; DangerNews; The Curious MagazineWeb

24 Aug

Il cammino della "strega"

Pubblicato da M.G. Gennaro  - Tags:  #Enigmi

"Si ringrazia M.G Gennaro per la piacevole giornata e la sua preziosa testimonianza sul suo - Cammino di strega -"


Etimologicamente la parola strega deriva dal latino strix, che in italiano si traduce con “barbagianni”, “gufo”. La credenza popolare attribuiva a quest’uccello la pratica di rapire i neo
nati dalle loro culle. Da qui nacque la leggenda secondo cui la strega sacrificava i bambini a
Satana e preparava filtri e fatture di ogni genere, ammaliando gli uomini grazie ai suoi ambigui favori. La figura del diavolo come animale con le corna, simile a un caprone, ha proba
bilmente origine da Pan, dio greco delle greggi protettore del mondo animale e vegetale. Si
supponeva vivesse nei boschi, avesse corna d’ariete, barba di capra e piedi biforcuti. Dal
suo nome deriverebbe il termine “panico”, per il timore paralizzante che l’aspetto di questa
divinità incuteva. La Chiesa si è in seguito probabilmente rifatta a questa figura per dare
un volto al diavolo, frequentatore, secondo l’opinione comune, dei sabba delle streghe. A
causa di una visione distorta della cristianità, nell’epoca dei roghi donne innocenti vennero
torturate e processate senza possibilità di salvezza. In verità, vista l’origine precristiana dei
culti legati alla Natura, si suppone che la Chiesa di quei secoli abbia distorto una realtà innocua, ma scomoda, perseguitando i seguaci della “vecchia” religione e facendo coincidere
alcune festività cattoliche con quelle magiche per soffocarla. In nome di un’istituzione votata all’espiazione, molte presunte streghe sono state torturate e condannate con crudeltà.

 

Secondo alcune fonti, cinque milioni di donne sono state uccise con l’accusa di stregoneria. Se un uomo si innamorava perdutamente di una donna, ma non veniva ricambiato, poteva vendicarsi dicendo di essere stato ammaliato per opera di pratiche demoniache, nascondendo in questo modo la propria debolezza, in un’epoca nella quale gli istinti venivano
sopraffatti dalla rigidità morale.Si è attribuito alla strega un legame stretto con i demoni,
consolidato da un vincolo di sangue con una creatura detta “famiglio”, un animale demoniaco, che sarebbe stato suo aiutante e consigliere. Si riteneva, inoltre, che la strega donasse
qualche goccia di sangue attraverso il “capezzolo del diavolo”, in cambio dei favori di questo, perciò il marchio veniva ossessivamente cercato nel corpo delle donne durante i processi per stregoneria. Ovviamente, ogni piccolo neo o macchia cutanea veniva considerato
valido come prova schiacciante.

 

Le seguaci del culto della stregoneria hanno sempre avuto un forte senso di rispetto e di devozione verso il mondo animale, perché simbolo di quell’equilibrio che in seguito l’uomo
ha lentamente perso nel tempo (probabilmente la leggenda del “famiglio” nasce dalla loro
abitudine di tenere degli animali protettori e complici di vita nell’ambiente domestico). Anche l’origine della scopa come accessorio portentoso deriva dal gesto magico, in usanza
presso le streghe, di spazzar via le negatività. Superstizioni e leggende derivano quindi da
differenti aspetti positivi, che sono stati cancellati a favore di una religione dominata dalla
sete di potere sul popolo.
Oggi le streghe non hanno più paura, possono vivere liberamente la loro esistenza, seguendo e divulgando le proprie idee. Ogni strega vive in sintonia con la Divinità e ricerca nella
Natura il senso della vita e della morte. L’amore per tutto il creato e la capacità di percepire l’essenza di ogni cosa sono il filo che le accomuna.

 


 

 

RIFLESSIONI DI UNA STREGA

(intervista biografica)


Una regola di base del credo è questa: se non offende nessuno, fa’ ciò che vuoi.

La Grande Madre esaudisce i nostri desideri e gli spiriti dell’Acqua, dell’Aria, della Terra e del
Fuoco ci sorreggono nel cammino. La magia non è né bianca né nera, rispecchia solamente
il nostro animo e i nostri fini.

Sapevo fin da piccola che mia nonna mi avrebbe tramandato delle formule per guarire alcuni mali. Mi aveva raccontato più volte di aver ereditato alcune capacità da una vecchia strega che abitava in un mulino del paese e che, al momento della morte, le aveva svelato alcuni segreti. Mia nonna scelse di utilizzare i riti di cui era a conoscenza solo in rare eccezioni, in cui qualcuno del paese necessitava del suo aiuto. Si diceva che molti acciacchi fossero
dovuti al malocchio e, in previsione di conoscere le formule che tanto aspettavo di ricevere, mi convinsi che non potevo essere affascinata dalle streghe, dipinte dal cinema e dall’immaginario collettivo come figure alquanto negative e, contemporaneamente, dalle guaritrici. Avevo una visione negativa della stregoneria, perché così la superstizione popolare l’aveva sempre dipinta. Ricordo molto bene il giorno in cui per me tutto diventò chiaro e definito.
Un libro è stata la chiave che mi ha aperto la porta della verità sul mondo della stregoneria,
precisamente un romanzo sulle streghe, ambientato nell’Inghilterra del ‘600, da cui ero rimasta attratta per la sua trama particolare. Una ragazza molto giovane, orfana, alla ricerca
di se stessa e delle sue origini, scopre di essere una strega e quanto questo sia lontano dalla
visione distorta creata dal maschilismo e dalla repressione dell’epoca dei roghi. Quando lessi di quello che in realtà significava praticare la stregoneria, mi sentii rinascere. Vidi finalmente la realtà per quella che era. Ero uscita dagli schemi. Istintivamente avevo sempre vissuto la stregoneria nella sua forma più libera e creativa, senza rendermene conto. C’era, vicino a casa mia, un bellissimo albero nodoso, con una tana di qualche animale selvatico all’interno. Ogni giorno mi recavo ad ammirarlo e portavo con me semplici doni, castagne,
piccole mele del frutteto dei miei nonni, chiodi di garofano.

 

Lasciavo le offerte ai piedi dell’albero e spesso, a casa, fantasticavo su esseri magici, civette e scoiattoli che avrebbero raccolto i miei doni e li avrebbero portati nella loro tana nascosta. La ricerca naturale di se stessi porta a un meraviglioso mondo magico, quando nasce da un sincero bisogno di consapevolezza. Con il passare degli anni, in particolare dopo aver compreso profondamente la mia Natura, ho iniziato ad avvicinarmi a tutto quanto creava una vibrazione energetica con il mondo circostante. I cristalli, le pietre, le conchiglie, i piccoli rametti nodo si trovatiper caso sono tutti amuleti di enorme potere, sono un collegamento spirituale con le energie primordiali. Come si può certamente intuire, credo che ogni forma di vita e di materia
abbia un’anima, che può esprimersi e mettersi in relazione con la nostra personale energia.

Amo il vento tra gli alberi, osservare la Natura quando a ogni Equinozio di primavera rinasce a nuova vita, il profumo dell’erba appena tagliata, gli animali selvatici. Un vento magico
che si alza improvvisamente durante le invocazioni è un segno divino oppure è solo una
semplice brezza? La risposta è sempre nella propria percezione del mondo circostante, c’è
modo e modo di “sentire” gli avvenimenti. Sono convinta che ci siano contatti telepatici e
vibrazioni che vanno oltre la concezione comune del linguaggio. Comunicare con la Natura è una di queste esperienze. Lavorare la terra, coltivarla, avere uno spazio in cui osservarla e instaurare un forte legame con essa è essenziale. Solo con la fatica, con il piacere della
nascita, della crescita, dell’alimentazione naturale, si possono nutrire la consapevolezza, la
spiritualità.

 


Inizialmente ho preso confidenza con gli Elementi grazie a molte vacanze trascorse nella
baita di mio nonno. Ho imparato ad apprezzare il dolore delle mie gambe, dopo lunghe
camminate nei sentieri di montagna, aspettando di scorgere in lontananza il piccolo tetto
di pietra, la fontanella in cui lavavamo la frutta, la pietra sulla quale cucinavamo carne e
verdure alla luce del tramonto. Mi ricordo i piccoli ghiri che si aggiravano sulle travi e che
si nascondevano a volte dentro a vecchi scarponi e stivali da pesca. La notte lasciavamo
pezzi di pane sul vecchio tavolo di legno e la mattina seguente trovavamo solo poche briciole. Avvolta nel mio sacco a pelo, ascoltavo il rumore della pioggia, i temporali estivi, i rumori degli animali notturni che salivano sul basso tetto della baita. Non c’era acqua calda,
non c’era elettricità: era solo una semplice costruzione in pietra con all’interno un tavolo,
una credenza con lo scatolame, una stufa a legna, dei letti a castello. Il fascino di quel luogo è proprio nelle avventure al crepuscolo al ruscello, a lavarsi con l’acqua corrente e un po’
di sapone, nei piatti sciacquati alla fontana, nelle interminabili notti a giocare a carte, con
un bicchiere di vino e la luce di una semplice lampada a gas appesa alla trave. A volte capitavano incontri casuali, con persone che incrociavano la baita scendendo dalle più alte montagne e si fermavano a rifocillarsi. Come quella volta che un archeologo americano si fermò a cenare con noi e condivise un tratto della sua vita, senza usare il dialogo, solo con gli
sguardi e la comunione del cibo.
La via più semplice e diretta per arrivare alla consapevolezza, è la “deprogrammazione” rispetto a tutto quanto ha spento la fiamma della meraviglia nel nostro cuore. I piaceri non
hanno prezzo, perché la Natura non ha prezzo. Non bisogna lasciarsi distrarre da fattori
esterni. Ricordatevi che è la Natura a darvi tutto quello che può farvi sentire liberi e sereni, si tratti della spuma briosa del mare o dello scrosciare eterno di una cascata, della rugiada mattutina in un prato o della quiete del lago. Questa è musica per la nostra anima. Tutti
possiamo ascoltare la vita che pulsa in noi. Imparando a guardare nella giusta direzione,
con un po’ di pazienza e volontà, riuscirete ad acuire i vostri sensi, in modo che vi possano
guidare verso voi stessi e la vostra Natura.


Mi sono sempre chiesta se, in questa e in altre vite, qualcuno con cui non abbiamo un rapporto tangibile come quello che si avverte in questa dimensione terrena, vegli sulle nostre
azioni aiutandoci nei momenti di bisogno. Se avessimo degli antenati spirituali che ci guidano, ci osservano e che, a volte, in casi di vero bisogno, interagiscono con noi attraverso
simboli e messaggi che dobbiamo pazientemente decifrare? Quando prevediamo il futuro,
o abbiamo un’intuizione, forse è proprio qualcuno accanto a noi a darci le risposte, ad aiutarci a sviluppare quelle doti che altrimenti rimarrebbero sopite dentro di noi. La festa di
Samhain, il trentun ottobre, è l’occasione in cui si dice i defunti possano tornare su questa
Terra a farci visita, una notte sospesa nel tempo e durante la quale la divinazione e il contatto con il mondo ultraterreno sono propizi. La tradizione dice di lasciare del cibo, come mele, noci, vino, pane, come offerta ai defunti e questo è, secondo la stregoneria, l’unico mezzo per avvicinarsi al mondo degli spiriti con rispetto, senza turbare l’equilibro delle cose.
Ci sono poi luoghi sulla Terra, nei quali l’energia tellurica è più forte, come nei punti terrestri in corrispondenza dei quali gli antichi hanno percepito questo potere e hanno lasciato
tracce del loro culto. Questi luoghi sono visitati ancor oggi con rispetto e devozione da
molti pagani. Quando creiamo un altare nel bosco e ci rechiamo lì per eseguire operazioni
magiche, per meditare o pregare, possiamo notare come la Natura circostante cresca sempre più rigogliosa. Un luogo che ha grande fascino, al pari di Benevento e del suo Noce, sotto il quale si narrava si riunissero le streghe, è Triora, in provincia di Imperia. Ciò che ha reso famoso questo piccolo borgo è una grave carestia abbattutasi sulla popolazione intorno
al 1587 e che fu considerata l’effetto di malefici di presunte streghe.

 

Il Consiglio degli Anziani intervenne con processi e interrogatori e alcune donne furono arrestate, torturate econdannate al rogo con l’accusa di stregoneria. Le donne del paese, si dice, combattevanole streghe appendendo dell’aglio al collo dei loro bambini e mettendo alla finestra scope disaggina che, presumibilmente, avrebbero tenuto lontano il loro influsso malefico. L’aspetto interessante della lotta contro le streghe è l’utilizzo da parte del popolo di erbe, simboli e strumenti che appartengono proprio alla tradizione magica e, di conseguenza, alla stregoneria: una vera e propria contraddizione. A Triora si narrava che le streghe rubassero vestiti e
fasce, con cui avvolgevano i neonati rapiti, per poi giocarci a palla con le loro compagne di
tregenda di Molini, una frazione sottostante. In Liguria si credeva inoltre che le streghe,
come i vampiri, succhiassero il sangue ai fanciulli dopo averli feriti con uno spillo sul calcagno. A parte leggende e superstizioni legate al luogo e al passato, è innegabile il particolare
potere magico di questo paese, nel quale il tempo sembra fermarsi e l’energia della Terra,
con i suoi boschi, i piccoli sentieri e le montagne, è forte e chiaramente percepibile. A Triora è ancora possibile essere avvolti dall’atmosfera magica, che permea le strette vie, le mulattiere e le vecchie costruzioni di pietra, come la Cabotina, dove, si racconta, le streghe si incontravano per i loro convegni. Una piccola statua che raffigura una strega e il suo calderone è situata sulla via principale del paese, mentre un Museo Etnografico con memorie di
vita locale e una sezione dedicata a libri, stampe, processi e documenti relativi alla stregoneria, è aperto al pubblico per chi vuole conoscere meglio questo caratteristico borgo dell’entroterra ligure.

La magia zingara è un mondo affascinante e affine all’arte della stregoneria, con molte analogie riguardanti la superstizione e il folklore popolare Gli zingari credono alle influenze
nefaste che causano malattie, al malocchio, all’esistenza di spiriti della Natura e adorano la
Luna. Partendo dal presupposto che ogni culto antico deriva dal paganesimo primordiale,
non è difficile risalire alle stesse credenze in ogni forma di stregoneria, con nomi e definizioni diverse, ma con principi e origini molto simili. I contadini dei paesi slavi del Sud, nel
giorno di San Giorgio, adornano le corna del bestiame con ghirlande, per proteggerlo dalle
influenze maligne. Un’altra usanza legata a questa ricorrenza è quella di prendere del sale in
una mano, un coccio nell’altra con dei carboni accesi all’interno e mettere delle rose sui carboni, per tenere lontane le streghe dal bestiame. Nel folklore zingaresco slavo si narra che
le streghe si incontrino ai crocevia, alla pari delle italiane, per danzare in circolo con la Luna piena. Si dice inoltre che è meglio non avvicinarsi, per non rischiare di essere stregati e
cadere in un sonno profondo. Si racconta che le streghe amino particolarmente radunarsi
in cima agli alberi, su un noce, un frassino o un tiglio: una strana corrispondenza con le
streghe di Triora, che si narrava salissero sugli alberi per passare i neonati in fasce alle streghe di Molini. Un’altra analogia è l’importanza attribuita al pugnale personale, o Athame,
utilizzato dai wiccan e dalle streghe, ma anche dagli zingari come strumento di potere. La
figura del rospo, presente nel folklore italiano sotto forma di famiglio o come ingrediente
di pozioni demoniache, nella stregoneria zingara è simbolo di potere e magia. Tenere un rospo nell’ambiente domestico, si dice, porta capacità di preveggenza e fortuna. Mentre le
streghe, però, sono per lo più famose nella superstizione popolare per le loro fatture, i filtri
e le pozioni, le zingare lo sono per le loro doti persuasive, per la chiaroveggenza, in particolare la chiromanzia (l’arte di leggere la mano) e la capacità di incantare le loro vittime con il solo sguardo.

 

Ci siamo mai chiesti perché, nonostante il benessere materiale diffuso oggi, ci fosse più vitalità un tempo, quando si possedeva molto meno? La risposta è che l’uomo ha bisogno di fatica e di impegno fisico, per poter godere appieno dei piaceri. Un saggio si avvicina molto a un bambino. Spensierato, non conosce tabù. Ride quando e se ne ha voglia, gioca, scherza. Non ha desideri morbosi, perché li ha lasciati andare con la vecchia esistenza. Tutto scorre attraverso di lui come un fiume, ma senza toccarlo veramente. Conosce la Verità,
che tanti ricercano con ardore e questa è che non c’è niente da dire, niente da fare, niente
da cercare. Osservando i bambini, potrete notare come sono liberi e lo saranno fino al giorno in cui la società e la famiglia purtroppo insegnerà loro a “vivere”. Essere felici significa
disimparare tutto, perché è tutto quello che ci hanno inculcato a renderci schiavi. Potremmo scoprire talenti che non immaginavamo di possedere, oppure la grinta per realizzare i
nostri sogni, anche grazie alle persone vicine che ci dissuadono ogni giorno e ci abbattono,
tirandoci fuori inconsapevolmente la forza necessaria a combattere e a non cedere mai. Capita a tutti, prima o poi, di trovarsi di fronte qualcuno e di riceverne un’impressione negativa per poi ricredersi sentendolo parlare. Credo sia un errore, semplicemente perché è
l’istinto che ci guida nella direzione giusta. Dentro di noi sappiamo se qualcuno è sincero o
se sta recitando una parte che non gli appartiene, ma ci facciamo deviare dai discorsi che
quella persona usa per “vendersi” in maniera positiva. L’unica cosa ragionevole da fare è
ascoltare se stessi e fidarsi, senza cambiare la propria iniziale opinione. Un esercizio che mi
è servito per imparare a conoscere il prossimo è stato quello di osservare gli altri, magari
nelle botteghe, per le strade. Esistono persone, dette comunemente “vampiri psichici”,
che si nutrono dell’energia altrui. Sono una categoria di individui che spesso è inconsapevo
le, altre volte ben cosciente e gongolante della propria opera, ma che in ogni caso, è difficile da annientare. I sintomi che indicano un attacco psichico di questo tipo sono spossatezza, apatia e confusione mentale. Non c’è difesa oltre a quella di evitare la compagnia di un
vampiro psichico il più possibile, visualizzando, se è il caso, uno scudo protettivo per non
permettergli di sottrarci energia. Da quel lontano pomeriggio in cui lessi il mio primo vero
libro sulle streghe, scoprendo la vera natura della stregoneria e aprendo quella piccola porta che mi ha condotto alla libertà, sono passati molti anni, anni di letture, di riflessione,
ma soprattutto di lavoro interiore tramite il quale ho cercato, lentamente, di percorrere
una strada spesso ripida e tortuosa, ma che mi ha dato veramente molte soddisfazioni. Come per ogni cosa, anche nella stregoneria, oltre all’intento e alla volontà sono importanti la
pratica e l’esperienza. Sono certa che gli alberi, il cielo, le stelle siano fonte inesauribile di
saggezza. Un libro non può svelarci nulla, non può insegnarci a stabilire un contatto con gli spiriti della Natura, ma certamente può aiutarci a rendere la strada meno impervia, più accessibile.

 

Molto Spesso ci si chiede, COME FACCIO A CAPIRE DI ESSERE UNA STREGA?

 


La risposta è molto semplice,''l'essere strega nessuno potrà mai dirvelo,lo sentirete e basta,in ogni singolo angolo del vostro corpo e della vostra mente''. Non esistono ''Sintomi'', non è di certo una malattia,la magia è dentro di noi,basta solo coltivarla,accettarla,rilasciarla e non temere di esser cio che siete.
Ognuno a suo tempo e modo si affaccia a questo mondo lentamente o in maniera precoce a seconda di quanto si è veramente pronti.
L'essere affascinati non sempre indica l'esser una strega,ma è un inizio sicuramente di curiosità. Esistono persone che ricevono dei segni durante il percoso della prorpia vita,che avvertono nell'animo in maniera viscerale un richiamo,anche allontanando tale pensiero,ritorna poichè non si pu rinnegare la propria natura,puoi provare a scappare ma non potrai mai sfuggire a cio che sei.


Terminato questo concetto iniziale,definiamo: COS'E' LA STREGA:


La strega è sentirsi differente,come una piacevole nota stonata, ovviamente indico strega ma la strega è anche uomo insomma indistintamente dal sesso è solo un nome indicaticativo. Descrivere e dare una dfinizione sarebbe troppo riduttivo ma chi pratica chi ha in se la magia apre la sua mente a limiti che la razionalità spesso non concepisce,va oltre le regole sociali,va oltre gli schemi imposti da qualsiasi tipo di religione,riesce a vedere oltre,riesce a percepire l'essenziale,e come si sa l'essenziale è spesso invisibile agli occhi,riesce a ricercare la pace e ad essere un tutt'uno con gli elementi in natura,riesce a sfuttare e a render suo potere le proprietà della natura perchè non si ha bisogno di altro se non di vivere in armonia con essa,la strega dicono molti son quelle che danzano nel cuore della notte a piedi scalzi beandosi dei raggi della luna,una metafora molto bella chracchiude in se la magia di un mondo dove pochi riescono ad entrare,il mondo della Grande Madre. Intesa come la generatrice del centro dell'universo.
NON IMPORTA DI QUALE RELIGIONE TU SIA- ognuno di noi nel corso della sua vita ha ricevuto un impronta un ideologia,ma sta a noi decidere se staccarci o far combaciare le due cose.


CIO CHE E' IMPORTANTE E' CONOSCERE LA STORIA,documentarsi,Togliere paletti ed imposizioni,ogni religione sebbene in maniera differente è connessa,la Stregoneria è una fede che abbraccia tutti i punti di vista.C'è chi si pone il problema di dire ''ma io credo in Dio'' problema che non sussiste,poichè esistono molti cattolici che praticano magia bianca o verde o di altri tipo,stesso nelle istituzioni religiose vi è magia,l'esorcismo ad esempio non è altro che un enorme atto di purificaione,le festività spesso hanno origine pagana o celtica.
E' UN ENORME RETICOLO FITTO FATTO DI FILI INTRECCIATI se ci si apre a questa verità allora non si deve temere di osare.


Esiston vari tipi di Magia fra cui la Nera. Alcuni la identificano come il ''satanismo'' ebbene ci tengo a precisare CHE NON LO E'. La magia nera,qella praticata dalle streghe non ha nulla a che vedere con determinate entità. E' una magia piuoscura è vero semplicemente perchè le intenzioni spesso possono non esser, per alcuni come chi pratica magia bianca ,giuste. E' una magia piu pericolosa-non che le altre non lo siano- che mette piu a rischio la strega poichè bisogna ricordare la LEGGE DEL TRE:


''fai del bene e per tre volte ti tornerà indietro,fa del male e ti ritronerà per tre volte indietro'' ed alla legge NON SI SFUGGE. con cio non voglio minimamente ''allarmarvi'' ma farvi comprendere che anche la MAGIA HA LE SUE REGOLE! Come tale vanno rispettate.


Non dovete avere fretta non dovete esser impazienti la calma è la virtù dei forti,la disperazione non aiuta poichè una strega necessita tempo, meditazione e la magia è un qualcosa CHE AGISCE CON I SUOI TEMPI| non siamo degli Harry Potter non lanciamo incantesimi da bacchette istantaneamente quello lo lasciamo al mondo dell'immaginazione la realtà è ben diversa,essere una strega è un percorso lungo che ti accompagnerà nel resto della tua vita.


TIPOLOGIE DI STREGHE: esistono varie tipologie di streghe,Bianche,verdi,rosse,nere...ancora alcune legate prettamente al culto Wiccan altre Che si definiscono Druide, altre che sono Pagane ovvero praticano a seconda della neessità ogni tipo di magia.


COME CAPIRE COSA SIETE? innanzi tutto saprete voi cosa scegliere cio che vi affina di piu. Capirete da soli verso cosa siete piu portati,se verso un unico ramo o se abbracciarli interamente tutti. NOn è detto che una strega verde non possa compiere un incanto di magia rossa o nera...semplicemente sceglie tipologie piu differenti. Come ho spiegato non esiste una magia buona o cattiva, ma è l'intenzione con la quale si compie a determinarne l'uso. NOnbisogna temere ne la bianca ne la nera cosi come rossa ecc...semplicemente bisogna essere consapevoli che vi sono differenza fra loro e che alcune richiedono piu sacrifici o comunque hanno piu conseguenze.Esempio in genere il malocchio è anche consderato magia nera è un rito piu potente perchè va a lottare contro forze negative contemporaneamente anche la fattura è magia nera,dove risiede la differenza?? Nell'intenzione!


MA LA STREGA PUO' PROTEGGERSI? La strega ha tutti gli strumenti necessari per prioteggersi,LA PRIMA COSA D'APPRENDERE E DA IMPARARE è non applicarsi a fare incanti senza sapere dove metter mano ma imparare a: MEDITARE-PURIFICARE L'ABIENTE-APRIRE E CHIUDERE IL CERCHIO-SAPER SENTIRE GLI ELEMENTI. e nel prossimo topic e lezione ci avvieremo ad analizzare questi fondmentalissimi caratteri prima di passare poi agli strumenti ed infine agli incant
 

CENNI STORICI
La stregoneria deriva da quella forma di paganesimo nato assieme all’uomo e tramandato
come cultura naturale, legata all’amore verso la Terra e al contatto con gli spiriti che convivono in essa. La stregoneria non è altro che l’utilizzo del potere e della volontà per ringraziare, propiziare e indirizzare le energie verso un buon compimento di quelle che sono le
naturali attività vitali. Dalla fertilità all’abbondanza del raccolto, dalla salute all’equilibrio
psicofisico, la magia è sempre stata la forma di contatto e di richiesta al Divino che ha permesso ai nostri antenati di sopravvivere, cercando la benevolenza degli spiriti e degli dei.
La divinità più conosciuta e adorata dalle sacerdotesse, le progenitrici della strega, era senz’altro la Grande Madre. Ancor oggi le streghe si rifanno al simbolismo della Luna con le
sue fasi, che rappresenta la Dea Madre, facendosi chiamare spesso “figlie della Dea”, per la
connotazione negativa che la parola “strega” ha assunto nel periodo dei roghi. Un’altra figura simbolica altrettanto importante è quella del Sole, che rappresenta la parte maschile, il
dio della caccia, della foresta, degli aspetti maschili che convivono con quelli femminili in
armonia. Ogni cultura pagana ha poi altre numerose divinità, legate agli aspetti della Natura e dell’uomo. La strega si sofferma principalmente sul Sole e sulla Luna, che ogni giorno e
ogni notte, con la loro costante e ciclica presenza, illuminano e interagiscono con noi e
con il nostro organismo, così come con la Terra stessa. Sono il simbolo scelto per rappresentare la costante presenza divina nella nostra vita. Il periodo dell’anno comunemente associato alla figura della strega è il Solstizio d’estate.

 

 


La tradizione italiana è ricca di realtà magiche legate al concetto della stregoneria come utilizzo di erbe e di fiori al fine di guarire, conquistare bellezza, fortuna e amore. Le usanze
riguardanti il Solstizio d’estate, o per meglio dire la notte di San Giovanni, o notte delle
streghe, sono molteplici e hanno profonde radici culturali. In questa notte magica si narra
che le piante siano particolarmente cariche di potere terapeutico ed è un’usanza comune
quella di recarsi a raccogliere verbena, portatrice di prosperità, artemisia, contro il malocchio e soprattutto iperico, comunemente chiamato “erba di San Giovanni”. L’iperico è la
pianta sacra che rappresenta il Solstizio d’estate e un tempo veniva appeso alle porte delle
abitazioni contro gli spiriti malvagi, mentre raccolto a mezzogiorno, in questa ricorrenza,
era capace di guarire molte malattie. Si raccoglievano piante aromatiche come ruta, maggiorana, timo e si bruciavano nei falò solstiziali. Alla rugiada, o “guazza” di san Giovanni,
sono attribuiti grandi poteri: fa ricrescere i capelli, ringiovanisce la pelle e soprattutto propizia la fertilità delle donne che si recano nude nei prati per bagnarsi con quelle portentose
gocce. In realtà, la magia non veniva utilizzata solamente dalle streghe, ma anche dal popolo come protezione, spesso sulla base di superstizioni che ora fanno sorridere.
Una curiosa
credenza, per esempio, diceva di mettere una scopa dietro la porta prima di coricarsi la notte; se una strega si fosse avvicinata, sarebbe stata costretta a contare tutti i fili di saggina
fino all’alba. Si diceva che la strega potesse agire solo nell’oscurità e in questo modo la si sarebbe tenuta occupata fino al giorno successivo. Era convinzione comune, inoltre, ritenere
di poter vedere una strega, recandosi in un crocevia con una forca di fico sotto il mento e
un catino d’acqua sotto i piedi; in questo modo a mezzanotte si sarebbero incontrate streghe urlanti e strepitanti uscite dal loro nascondiglio. Per difendersi da loro, si diceva, era
sufficiente avere con sé qualche erba di San Giovanni. Si credeva, infatti, che le streghe in
questa notte avessero un gran da fare per raccogliere le erbe necessarie a preparare gli unguenti per partecipare al sabba notturno. Ci sono varie teorie sul fenomeno delle streghe e
sui relativi processi. Alcune si rifanno semplicemente all’interpretazione di quel periodo come un’epoca fortemente maschilista, nella quale il fanatismo ha generato dei sentimenti
umani alquanto crudeli e spietati, legati alla repressione sessuale e a questioni politiche.
Del resto liberarsi di un nemico, in modo particolare se si trattava di una donna, era incredibilmente semplice: bastava accusarlo di stregoneria.

Un’altra teoria è quella legata alla magia naturale, oggi conosciuta come erboristeria. Un tempo le donne utilizzavano le erbe come rimedi medicamentosi, assistevano al parto delle vicine di casa, si occupavano di attività mediche che in quell’epoca avrebbero dovuto essere esclusivo appannaggio del sesso.

 

Il Grimorio
Qualche giorno fa’ una giovane strega mi ha chiesto: “Dove posso trovare il Grimorio o libro delle ombre?”

 
Credo che ci sia un po’ di confusione riguardo a questo misterioso oggetto. Per prima cosa ci tengo a precisare una cosa: il termine LIBRO DELLE OMBRE e’ stato introdotto per la prima volta negli anni ’50 da GERALD GARDNER, il fondatore della WICCA per le persone della sua congrega. Affermò che fosse un manuale per riti e incantesimi e che questo libro fosse molto antico e tipico del culto dell’antica religione a cui lui stesso era stato iniziato.
Il termine libro delle ombre e’ stato adottato da molte forme di religione neopagane ma con un significato più generico e diverso rispetto a quello che le viene dato dalla WICCA.
In genere le religioni neopagane non hanno un testo sacro come potrebbe essere la BIBBIA per la religione Cristiana e il libro delle ombre e’ divenuto per alcuni praticanti come testo di riferimento. Generalmente ogni praticante o congrega ha il suo libro delle ombre.
Tornando alla domanda che mi e’ stata fatta,ti rispondo dicendoti che non troverai mai un libro delle ombre dal giornalaio sotto casa o in una cartolibreria. Il libro e’ personale e viene creato nel tempo dalla strega o mago. Il libro delle ombre contiene il percorso spirituale di ogni praticante con il suo cammino, i contenuti sono le vostre esperienze non quelle di qualcun altro.
Attenzione giovani streghe e maghi NON ESISTE nemmeno un libro delle ombre o un Grimorio universale,un libro sacro da cui trarre la conoscenza non esiste per i motivi che vi ho elencato. L’esperienza di ogni strega o mago e’ unica e unico sarà il modo in cui viene scritto il libro delle ombre e solo lei o lui decideranno quando e se passare il libro a qualcuno oppure distruggerlo.
Nelle congreghe il discorso e’ lievemente diverso, alcune di loro può avere un testo di gruppo accessibile solo ai suoi membri e valevole solo per quella congrega.

 
Com’e’ fatto un libro delle ombre?
Come volete voi,può essere un quaderno,un raccoglitore con gli anelli,ci sono in vendita anche dei diari carini con le copertine colorate,di stoffa o ricostruzioni di volumi medioevali. Potete sbizzarrire la vostra fantasia come più vi aggrada,io per esempio ho acquistato un diario con la copertina rigida e le pagine completamente bianche,poi ho preso un pezzo di stoffa sul colore tortora con dei fiori in tono e con pazienza l’ho rivestito tutto sul davanti e con delle perline colorate ho disegnato dei simboli.
Voi se volete potete mettere le vostre iniziali,ricamarci sopra un simbolo… una qualunque cosa va’ bene non esistono regole solo il vostro gusto. Tenete a mente che e’ il vostro libro delle ombre e potete personalizzarlo come volete.


Che scrittura usare?
Quella che volete l’importante e’ che scriviate a mano,non scrivetelo al PC come fosse un libro e poi stamparlo. La tradizione vuole che debba essere scritto manualmente; potete crearvi un alfabeto personale a patto che sappiate poi decifrarlo. Per scrivere potete utilizzare una penna stilografica , una comunissima biro o anche una semplice matita, non ci sono regole o metodi standard.

 

 

 

 

 

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LETTURE CONSIGLIATE
Il libro delle bacchette magiche, Cristiano Tenca, Ed. Il Punto d’Incontro
Il libro delle parole magiche, Cristiano Tenca, Ediz. Il Punto d’Incontro
Magia positiva, Patricia Tedesco, Edizioni Il Punto d’Incontro
L’oracolo dei Druidi, P. e S. CarrGomm, Edizioni Il Punto d’Incontro
Il manuale della strega moderna, Monte Osuna, Macro Edizioni
Magia celtica, Monte Osuna, Macro edizioni
Giovani streghe, Silver RavenWolf, Macro Edizioni
Magie di buona fortuna, Maura Parolini, Sonzogno
Il libro segreto delle Arti Magiche, Ed Fitch, Hera
L’arte della strega, Dorothy Morrison, Armenia
Wicca, Scott Cunnigham, Armenia
Il libro della strega moderna, Ulrike Ascher, Tea Pratica
Strega in amore, Laurie Cabot, Sperling & Kupfer Editori
Gli spiriti della natura, Luisa Chevalier, Armenia
Parola di fata, Claire Nahmad, Edizioni Amrita
Manuale di stregoneria, Antares Giovanna Moia, MEB
Formule magiche, riti e incantesimi, Nicola de Pulford, Crealibri
Una strega a New York, Phyllis Curott, Sonzogno
L’arte della magia, Phyllis Curott, Sonzogno
Feste Pagane, Roberto Fattore, Altaj Edizioni

I guaritori di campagna, Paola Giovetti, Edizioni Mediterranee
Manoscritto dialettale di una guaritrice di campagna, Ed. Terra di Mezzo
Il giudizio della donna, Ada d’Ariès, Edizioni della Terra di Mezzo
Magia degli zingari, Charles G. Leland, Atanòr
Rune, Magdalena Caland, Xenia Edizioni
I principi del druidismo, Emma Restall Orr, Armenia
I segreti della strega, Annuphys, Hermes Edizioni
L’incanto della vita semplice, Sarah Ban Breathnach, Tea
L’uso di profumi, erbe, polveri, filtri, oli e unguenti, Carmen Duo, Orsa
Maggiore Editrice
Le erbe di San Giovanni, Maria Lucia De Nicolò, Mediamix
La frutta del bosco, Orietta Sala, IdeaLibri
Le streghe e l’Inquisizione, P. F. Ferraironi, Cav. A. Dominici Editore.

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