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In collaborazione con le Redazioni - NotizieWeb 24/24; DangerNews; The Curious MagazineWeb

22 Aug

"Rapimenti Alieni"

Pubblicato da Giulia D'Ambrosio / David Parcerisa  - Tags:  #Enigmi

Non è pensabile rappresentare la vita e il lavoro di Derrel Sims nella stesso modo con cui si possono presentare altri ricercatori con una vita di ricerca organizzata e lineare in un qualsiasi campo. Non ci si aspetti perciò una presentazione classica.
L'attività di ricercatore nel campo ufologico di Derrel Sims pare essere stata fortemente intrecciata con la sua stessa vita e le esperienze, e con la sua attitudine a non fermarsi a un campo specifico, o a una corrente di pensiero. Conscio del fatto che la "questione aliena" sia una sorta di campo minato, nel quale biochimica, teorie della mente, prove concrete, professionalità nel campo della psiche, strategie politico-militari e antropologia, religione e capacità di ascoltare e trattare le persone - qualsiasi persona - si correlano fra loro, si pone con la mente aperta a ogni domanda, anche la più scettica, e si impegna a trovare le più diverse strade per raggiungere una risposta, studiando e confrontandosi con chi si avvicina a lui, in uno spirito di rispetto reciproco che, probabilmente, molto ha a che fare con la sua natura di Nativo americano.
Derrel Sims è diventato molto conosciuto negli Stati Uniti per aver partecipato più di una volta alla nota trasmissione radiofonica di Art Bell "Coast to coast", che durava - appunto dalla costa est a quella ovest degli States - moltissime ore durante il crepuscolo e la notte. Nella trasmissione andata in onda nel gennaio del 1998 venivano ribadite alcune delle qualità del lavoro di Sims, tra cui il fatto di collaborare con Ron Regehr nello scoprire le evidenze dei rapimenti usando i dati del sistema satellitare per verificare la posizione degli Ufo correlata con eventi di rapimento.

Nato ad Weatherford, Texas, nel 1948, Derrel Sims è stato per tre anni Ufficiale di Polizia Militare e, per un anno, Ufficiale della Polizia Coreana, all'interno di un contingente di forze stanziato in Corea. Volontario per breve tempo durante la guerra in Vietnam, fu poi preso dal Corpo Militare statunitense e piazzato nella CIA per due anni. Ha fatto parte di un contingente di guardie del corpo e scorta di due direttori della CIA. I punti di osservazione che ha potuto sperimentare lo conducono pertanto a ritenere di avere una prospettiva pressoché unica della continua copertura che viene effettuata riguardo il modo di agire e di pensare alieno. Sims riferisce quello che può, avendo cura di non violare il giuramento prestato per la sicurezza nazionale. Derrel Sims ha studiato e sperimentato i campi più controversi di quello che appare come il "mistero" ufologico, con un'attenzione particolare ai rapimenti. Da tempo si dedica a trovare il modo migliore per estrarre oggetti misteriosi (di natura non biologica e perciò definiti "impianti") dal corpo delle persone. Molti di questi interventi non sono stati resi pubblici. Meritano menzione due casi: nel primo fu rinvenuta una fila di otto marcature in una gamba e uno degli impianti più inusuali nell'altra gamba. Nel secondo caso, si trattava di un impianto bizzarro in un piede. Buona parte, se non tutti, di questi impianti sembrano assomigliare alla struttura di un raro meteorite, detto "Widmanstatten".


La domanda che Sims si pone è se questi impianti provengano da operazioni di "intelligence", quindi correlati ai servizi segreti, o se si tratti di tecnologia informatica. Ne ha collezionati di provenienti dal naso di bambini come dal sistema respiratorio (non sono mancati oggetti che non erano affatto impianti!). Le ricerche di Sims e i suoi interessi spaziano dagli studi sull'alterazione dei neurotrasmettitori, agli studi sulle tracce fluorescenti che si possono rilevare sulla cute dei rapiti; dalla connessione fra persone frutto di incrocio genetico tra Irlandesi e Nativi americani, agli effetti di alterazioni genetiche vere e proprie, presenti anche nelle piante; dalle associazioni che sembrano esistere tra alcuni fenomeni che coinvolgono presunti ET ai nostri giorni, a reperti antropologici datati di qualche migliaio di anni. Ustioni, marcature, vuoti di memoria corrispondenti a un tempo mancante nella vita delle persone, "contatti" ma, nelle sue ricerche e nella sua vita, l'interferenza governativa nelle questioni che riguardano il rapporto tra eventuali ET e i terrestri assume una particolare importanza, e assorbe la maggior parte della sua attenzione.


Studioso di testi sacri e antichi, ritiene che fatti storici riportati nella Bibbia, negli scritti sumerici, nella storia tedesca del 15° secolo e in quella americana del 19° secolo possano offrire una direzione nell'affrontare il problema. A tutt'oggi, Sims non ha mai rivelato a nessuno qual è il vero scopo per cui esistono questi impianti. Tutto ciò che dichiara è: "Non sono ciò che pensate e non hanno una tecnologia come noi la intendiamo e non assomigliano neppure agli impianti che si usano nella comunità medico/scientifica.".
Il sogno di Derrel Sims è stato quello di realizzare un accorpamento di persone - che lui denomina appunto "Dream Team" - tra cui si annoverano medici, chirurghi, professionisti della salute mentale e scienziati specializzati in vari campi. L'idea è di realizzare un sistema di revisione dei casi e dei dati "alla pari", in modo che le procedure e i protocolli di ogni affiliato impediscano la diffusione di atti o notizie non valutate completamente, salvaguardando la segretezza del lavoro di ognuno. In questa ottica va vista l'affiliazione dello stesso Derrel Sims al Parsec - il gruppo di psicoterapeuti italiani che si occupano di incontri ravvicinati utilizzando un preciso protocollo di intervento - e l'affiliazione al suo Saber Enterprises di alcuni terapeuti e scienziati italiani.


"Non è sempre facile trovare chi non vuole essere trovato. Ma se gli alieni stanno interagendo con la razza umana, allora devono esserci prove fisiche di questa esperienza. Seguo quelle tracce, dovunque possano portare. Ma c'è un obbiettivo che mi interessa di più che catturare la mia preda, ed è il benessere delle vittime. La maggior parte di queste persone sono comuni, quotidiane, e sorprendentemente sane; gente nella quale strani incontri hanno lasciato cicatrici fisiche e/o emotive. Medici tradizionali e psichiatri - che semplicemente non hanno la struttura o la cognizione necessaria per trattarli - li hanno respinti. Sento una compassione speciale per queste persone, perché io stesso ho dovuto sopportare di essere rapito. So come ci si sente a essere marchiato per sempre per aver testimoniato qualcosa cui gli altri non sono stati presenti, per aver udito cose di cui gli altri non sono a conoscenza, e decidere di dire una verità che viene dal profondo del cuore. Non faccio segreto del fatto che vedo la presenza aliena come ostile (non sto parlando dei bravi ragazzi, come le presenze angeliche e così via). Qualsiasi essere che possa causare trauma fisico e mentale alle sue vittime, e operi nell'impunità, non è amico dell'umanità, a dispetto dei messaggi apparentemente benevoli che alcuni di coloro che fanno queste esperienze ricevono.
Così dovrei dire che la meta finale del Saber Enterprises è di ostacolare e sconfiggere questo piano alieno apparentemente malevolo, qualunque esso sia. E' la mia speranza - e la mia preghiera - che nel recupero finale dei ricordi e nelle analisi delle evidenze fisiche, le persone che fanno queste esperienze possano essere credute. Se un alieno è là fuori, lo troverò per voi, per me, per i bambini che non si possono proteggere. E' la mia decisione.
 

Derrel Sims e gli impianti


Tu sei il ricercatore più famoso che sia collegato alla ricerca sui cosiddetti "Impianti". A che indizi fai attenzione quando decidi di cercare un impianto dentro una persona, quanti impianti hai trovato nella tua ricerca sui soggetti IR4, e qual è lo "stato dell'arte" circa la questione degli impianti - secondo te - all'interno della ricerca ufologica di tutto il mondo?

Verso la fine degli anni '80 ho cominciato a studiare i cosiddetti impianti che venivano dai clienti che avevo aiutato a causa di eventi traumatici. Gli interventi chirurgici effettuati a quel tempo non furono rivelati al pubblico. I soggetti erano ansiosi all'idea di vedere quegli oggetti fuori dai loro corpi. Alcuni di loro, terrorizzati, se li erano tirati via da soli e me li avevano mandati per analizzarli. Cominciai allora a formare un gruppo variegato di scienziati e di medici provenienti da molte parti del mondo perché mi aiutassero in questo lavoro. Immaginando la probabile reazione della comunità medica se le scoperte fossero state esposte prima del tempo adatto, compilai i dati e rimasi in silenzio, mentre le prove fisiche aumentavano e si scavava nei vari generi di ricordi degli IR4 delle persone.
Il 18 febbraio del 1994, mentre parlavo a una conferenza patrocinata dalla Associazione Medica Americana, presso il John Muir Medical Centre, dissi delle cose nuove. Queste prime "predizioni" erano:

  1. Se gli oggetti che si trovavano dentro i miei abdotti fossero stati veramente di origine aliena, non si sarebbero trovati segni di una risposta infiammatoria, né acuta né cronica. Fu un po' scioccante crederci, per i medici e per i podologi. Mi chiamarono cinque giorni dopo l'intervento del 19 agosto 1995 per dirmi che il referto anatomopatologico non mostrava segni di risposta infiammatoria, né cronica né acuta;
  2. L'oggetto, se di origine aliena, avrebbe dovuto essere circondato da cellule nervose non originarie di quella parte del corpo;
  3. In un tempo successivo avremmo dovuto trovare altri tipi di oggetti, che sarebbero stati di natura biologica. Avrebbero dovuto avere cellule nervose all'interno. In effetti avrebbero dovuto funzionare come "mini-cervelli" (abbastanza scioccante il fatto che nel 1996 trovai proprio un oggetto simile in una donna operata da un nostro medico);
  4. Se i dispositivi fossero di origine aliena, non avremmo trovato una tecnologia comprensibile. E niente è stato scoperto finora.

Abbiamo eseguito 23 interventi chirurgici a tutt'oggi. Il fatto è che nessuno ha stabilito un'idea di base riguardo a cosa sia un impianto "alieno". Nessuno ha ancora stabilito cosa siano un alieno o un Ufo. Speriamo che il libro che sto per pubblicare, e che espone e spiega il reale fenomeno degli impianti in senso storico, metterà a riposo alcuni aspetti marginali di questo lavoro. La maggior parte di quello che facciamo al Saber ha poco a che vedere con gli impianti, se comparato con altre prove fisiche di cui siamo in possesso e che continuiamo a cercare. Attualmente stiamo studiando gli effetti degli oggetti in situ (cioè dentro il corpo).
Se mi devo basare sulle dichiarazioni stravaganti che ho ascoltato da certa gente non ho nessuna fretta di convalidare certe dichiarazioni. Siamo i soli ricercatori che hanno stilato una classificazione degli impianti e che hanno un ingegere che possiede un migliaio di tracce di materiale lasciate da un incontro con un Ufo. Ci occupiamo di prove fisiche. Evitiamo le montature. Ecco un piccolo elenco di come dividiamo per categorie gli impianti, così come verrà pubblicato sul libro.

PRECURSORI - Molte di queste informazioni sono ancora classificate e non saranno discusse fino a quando non siano terminate prove supplementari e fino all'uscita del mio libro.
Impianti a bozzolo costruiti con ingegneria di ordine biologico
Impianti incassati di materiale simile a ceramica o simile a plastica
Impianti non incassati e oggetti inclusi

IMPIANTI TENUTI IN INCUBAZIONE

IMPIANTI PROVENIENTI DA SITUAZIONI DI RAPIMENTI AD OPERA DI MILITARI - Oggetti impiantati che sono di progettazione umana. Si pensa che i servizi segreti abbiano a che fare con questi impianti, e che quindi non siano per nulla di pertinenza aliena.


Ci sono altri ricercatori, che tu sappia, che dedicano i loro studi e le loro attenzione chirurgiche agli impianti?

A parte noi, nessuno - che io sappia - fa questo genere di lavoro a tempo pieno. E non chiediamo soldi agli abdotti. Non ne ho mai ricevuti e non ne voglio.

C'è un ufologo, il signor Roger Leir, che dichiara esserci un dispositivo speciale che individua la frequenza d'onda degli impianti. A me sembra una dichiarazione un po' "forte".

Per rispondere alle dichiarazioni campate in aria ed esotiche di Leir ho scritto una serie di articoli, riportando ciò che abbiamo scoperto e ciò che non abbiamo trovato. C'è una disparità.
Se qualcuno vuole saperne di più, ho scritto un articolo su ciò che un contatore di induzione magnetica può trovare o no -- THE USEFULNESS OF THE GAUSS METER IN THE LOCATION OF IMPLANTS.

Abbiamo sempre cercato gli impianti usando le radiografie o la risonanza magnetica nucleare. In passato c'è stato un tentativo, in un caso italiano diretto dal dottor Colaminè, di scoprire se un impianto può dare un segnale attraverso un elettrodo cardiaco. In quel caso, l'impianto sembrava emettere effettivamente uno strano segnale. Cosa ne pensi?

Ovviamente non posso parlare delle scoperte degli altri. Posso basarmi solo sulle nostre. Fino a oggi non abbiamo scoperto segnali di emissione provenienti dai cosiddetti impianti alieni o dagli oggetti inclusi. Ciò può suggerirci che non siano dei riceventi. Penso che nessuno sappia quale sia il reale scopo per cui esistono questi oggetti. Non ho mai espresso il mio personale punto di vista su questo né sul perché gli oggetti siano installati in quelle poche persone in cui li ritroviamo. E ho i miei motivi per non farlo.

Che genere di laboratorio è necessario per analizzare gli impianti, e come hai trovato questi laboratori?

E' necessario un laboratorio che possa fare le analisi quantitative e qualitative di base, esami relativi alla durezza, analisi chimiche, che sappiano andare a cercare i composti aggiunti che "non dovrebbero" essere presenti. Se è necessario, vanno eseguiti test per valutare le percentuali isotopiche presenti sui materiali, che sono una sorta di firma sulla possibile provenienza del materiale, se terrestre o no. E poi sono necessarie delle procedure speciali per non distruggere gli oggetti mentre li si studia!
Per quel che mi riguarda, utilizzo una catena di laboratori, laboratori privati, quelli dell'Università di York, alcuni lavori vengono eseguiti attraverso l'Università di Stanford, ho tre scienziati privati che si occupano di alta tecnologia (che non desiderano far apparire il loro nome) e tre scienziati della Nasa.

Hai mai aperto uno di questi impianti, e cosa hai scoperto?

Abbiamo aperto alcuni degli impianti Milab e abbiamo trovato tecnologia umana riconoscibile. Ciò è congruo con quanto pensavo sarebbe successo se avessimo mai trovato impianti che si possono "mascherare" come se fossero alieni. E' stata una scoperta disturbante.
Leir, senza il mio permesso, né quello di alcuno dei miei scienziati o medici, si è preso su uno dei miei impianti e lo ha segato a metà, e poi in seguito l'ha sottoposto a radiazioni, distruggendo sia l'oggetto sia la possibilità di capire quale fosse il suo uso.
Come ho detto prima, una delle mie previsioni era che se i dispositivi fossero stati di origine aliena, non avremmo trovato una tecnologia comprensibile. Nulla è stato trovato finora. E se veramente troviamo della tecnologia, allora è a livello di quella dei servizi segreti umani.

 

Storie di rapimenti alieni, paralisi notturne e OBE legate a quete esperienze

Oggi ho deciso di tradurre una video intervista dove la protagonista è una giovane donna che afferma di essere stata rapita più volte in questi ultimi anni da entità aliene. Mi trovavo a curiosare su YouTube quando passando da un canale all’altro mi sono ritrovato questo video, e mi sono detto: perché non tradurlo? Chissà magari qualcuno apprezzerà..

Caren Gonzales è una ragazza messicana che vive questa esperienza da circa un anno e mezzo e decide di raccontare la sua esperienza traumatica che riguarda il fenomeno abduction, che noi traduciamo in “rapimenti alieni”. Traumatica perché per Caren non si tratta di una bella esperienza poiché afferma di essere stata traumatizzata sia a livello fisico che psicologico.

Inizio intervista (troverete il link del video in castigliano a fine intervista):

Caren quando è avvenuto il tuo primo contatto con queste entità che ti stanno sconvolgendo la vita?

In realtà questa storia va avanti da un po’ di tempo ma in maniera differente, non ricordo di avere mai avuto contatti fisici come quelli recenti. Quindi, la mia prima volta, ovvero quella che la mia coscienza mi ha fatto apparire, credere di essere reale, avvenne un giorno mentre stavo dormendo nella mia camera con mia nonna (dividevo la stanza con lei, ed era presente anche il mio cagnolino). Ad un certo punto mi alzai per andare a pendere un bicchiere d’acqua, e al mio ritorno vidi il riflesso di una piccola, ma intensa luce in una zona della casa e sentii un rumore molto strano, non era umano perché non sono riuscita ad associarlo a nessuno dei rumori conosciuti.

Questo mi trasmise un senso di paura e d’istinto chiusi gli occhi, e pensavo come fosse possibile che nessun vicino di casa mi bussasse alla porta per chiedermi cosa stesse succedendo con quello strano rumore che proveniva dall’alto, da sopra la casa. Poco dopo aprii la finestra per cercare di capire di cosa si stesse trattando e vidi una luce molto intensa, e ricordo di aver sentito un rumore simile ad una trombetta e questo mi spaventò. Ma mi spaventai ancora di più quando mi resi conto di non riuscire ad associare quel rumore a nulla che io conoscessi, e fu in quel momento che decisi di correre in camera, rimettermi a letto e coprirmi completamente fin sopra la testa (questa è una mia abitudine), e penso di essermi addormentata visto che non ricordo più nulla.

Dopo circa una settimana da quella strana esperienza cominciai a ricevere visite da parte di questi esseri.

Suppongo che per te sia difficile parlare di questo argomento..

Sto tremando..

Appunto, e credo che di questa esperienza ne avrai parlato solo con le persone più intime..

Si, solo adesso sto cominciando ad aprirmi con dei miei amici perché so che mi capiscono, ma ho tenuto dentro di me queste esperienze per tanto tempo senza parlarne.

…potresti condividere l’esperienza che mi hai raccontato privatamente prima di questa intervista riguardo tua madre?

Si. Questo accadde quando presi coscienza di ciò che stava accadendo. Purtroppo non ho memorizzato perfettamente le date, sono ricordi a volte confusi ma posso dirti più meno che sarà accaduto nell’arco di una settimana dopo quella strana notte. Devi sapere che anche prima di questa presa di coscienza da parte mia, stavo comunque passando un periodo difficile forse dovuto da questi avvenimenti che però non ricordavo, e non sapevo a livello conscio. Dico questo perché soffrivo di depressione e ho anche cercato di togliermi la vita, dentro di me sentivo che stava accadendo qualcosa e pensavo che stessi diventando pazza.

Questo perché non riuscivi a focalizzare quello che ti stava accadendo?

Esatto. Questo genere di esperienze sembrano fatte a posta perché noi umani non riusciamo a comprenderle, proviamo delle strane sensazioni ma è tutto nuovo è molto strano per noi. Sapevo che mi stava accadendo qualcosa ma non riuscivo a mettere a fuoco.

Puoi descrivere la prima volta che hai visto questi esseri?

Si. Nei fine settimana viene sempre a trovarmi mia madre e la casa in cui vivo con mia nonna è molto piccola però la mia stanza è abbastanza grande quindi ci eravamo sistemate in questo modo: mi nonna dormiva nel suo letto, mentre io dormivo con la mia sorellina, e mia madre con l’altra mia sorella. Quel giorno, mentre ero a letto provavo una stana sensazione come se sentivo che stesse per accadere qualcosa, cercai quindi di aprire gli occhi e mi resi conto di essere immobilizzata e questo mi spaventò parecchio. Dovevano essere circa le 3:00 di notte, e per quel poco che riuscivo ad osservare vidi mia nonna che stava dormendo e anche mia sorella che mi stava accanto. Quando però guardai il letto dove dormiva mia madre e l’altra mia sorella notai che il posto di mia madre era vuoto, e notai che si muoveva qualcosa nell’oscurità. Li vicino c’era un mobiletto dove io abitualmente depositavo i miei anelli, collane etc, e notai la presenza di due piccoli esseri (non saprei come definirli) che stavano analizzando le mie cose come se lo stessero facendo per curiosità.

In quel momento mi domandai a cosa stavo assistendo, non riuscivo a capire, pochi secondi dopo, non so come ma nella mia testa ho sentito uno dei due che diceva: “Lei si sta svegliando”, è incredibile come questi esseri riescono ad entrarti nella testa. Dico questo perché non ricordo di aver sentito pronunciare ad alta voce delle parole, forse un suono, ma non ne sono sicura. Quello che so, è che erano nella mia testa.

Io non avrei mai creduto possibile che una cosa del genere fosse reale..

Chiaro, si, devo specificare che Caren non si è mai interessata a questo fenomeno prima di allora come molte altre persone che non hanno alcun interesse nel ricercare questo genere di informazioni.

Esatto, io non ho mai creduto a questo genere di cose, ero totalmente scettica. Si ho sentito parlare alcune volte della possibilità che altri esseri possano vivere in altri pianeti ma mai avrei immaginato una cosa del genere. Per farti capire la mia posizione, io non ho mai amato leggere libri e quei pochi che leggevo dovevano contenere immagini perché diversamente mi annoiavano, quindi questo genere di cose non hanno mai attirato il mio interesse.

Quando mi resi conto di avere davanti questi esseri, cercai di osservarli ed erano di un colore simile al grigio, una testa abbastanza grande e molto piccoli di statura. Erano come la mia sorellina più piccola, li vedevo fragili e per quel poco che riuscivo ad intravedere (parlo della mia esperienza) avevano due occhi grandi e non sono riuscita ad intravedere una bocca, due piccoli fori al posto delle narici, ma niente bocca. I loro occhi mia hanno spaventata, erano grandi e neri.

Mia madre ha vissuto sicuramente delle brutte esperienze, lei era l’unica che mancava nella stanza e solo quando arrivò un terzo essere uguale agli altri due, capii che lui aveva preso mia madre.

In base alla mia esperienza posso dire che questi esseri non provano nulla perché in un altro episodio dove mi disperavo supplicandoli di lasciarmi stare, loro si sono mostrati indifferenti e continuavano come se nulla fosse.

Mi sono sentita la protagonista di un film di orrore, vedevo mia madre che veniva portata via e non potevo far niente ero bloccata e impreparata ad una situazione del genere, mia madre non si lamentava e mi è sembrato che se la portassero in un’altra stanza della casa. Ricordo che stringevo i pugni chiedendo aiuto a Dio.

Nella vita siamo abituati a cresce con certe idee di ciò che è reale e possibile, questa situazione per me è del tutto irreale e se non l’avessi provata sulla mia pelle, mai più avrei pensato che potesse essere possibile e forse è per questo che mi è capitato proprio a me. Ho sempre preso in giro le persone che raccontavano certe (per me) assurde esperienze, le deridevo, dicevo che erano dei poveri pazzi. Questa è stata per me una specie di lezione.

Ti capisco Caren, io ho parlato con molte persone che hanno vissuto esperienze simili alla tua e sono consapevole del fatto che in giro c’è troppa gente che si prende gioco di persone come te. E bene, a queste persone vorrei solo suggerire di prendere seriamente questa faccenda perché si tratta di una realtà vissuta da molte più persone di quel che si pensa, e ovviamente non auguro a nessuno di voi burloni un’esperienza del genere ma purtroppo sono situazioni talmente “estreme, allucinanti” che per capirle bisogna viverle sulla propria pelle.

Caren, spero che tu riesca a tranquillizzarti un po’…

Sto tremando..

Lo so che stai passando un momento difficile ma credo che valga la pena parlarne e condividerlo con altre persone. Quindi Carmen, mi stai dicendo che la tua prima volta, che hai preso coscienza della situazione, risale a circa un anno e mezzo fa. Se hai qualcosa da aggiungere prima di iniziare a parlare di quell’esperienza più recente che mi dicevi, qualcosa che è avvenuto nell’arco di quell’anno e mezzo?

Guarda, ho passato dei momenti veramente difficili perché all’inizio pensavo di perdere la ragione, per me era inaccettabile una situazione del genere, non poteva essere vero. Vedere quegli strani esseri, per me orrendi, non riuscivo ad accettarlo e come ho già detto sono entrata in depressione. Fin quando un giorno decisi che per sentirmi meglio dovevo accettare questa realtà, perché ci tengo a dirlo, è importante riuscire ad accettare che stia accadendo davvero e che non si tratta di un problema mentale. Non riuscivo più a dormire e volevo andarmene via da quella casa, ero disperata.

Un giorno tornavo a casa da lavoro e c’era la mia nonnina che guardava la TV da sola, a parte il mio cagnolino, e pensai ingenuamente che se mi mettevo a letto a quell’ora (erano circa le 19:00) non mi sarebbe successo niente, ma mi sbagliavo.

Mi sentivo terrorizzata solo a mettere piede nella mia camera. Ma entrai e mi sdraiai per cercare di riposare, e poco dopo mi sentii paralizzata. Accanto al mio letto usavo tenere delle cordine (pezzi di stoffa, tendine, lei dice cortinas e non so dirvi a cosa si riferisca di preciso) e mi resi conto che due di questi esseri erano in quello stesso lato del letto e mi osservavano come se aspettassero il momento giusto, e si erano mimetizzati con queste cordine.

Non so per quale ragione ma notai che tutte le volte che vedevo questi esseri mi si paralizzava il corpo, in particolare il braccio sinistro era l’ultima parte che si bloccava.

Ma questi esseri come si muovevano, erano agili, lenti?

Ti posso solo dire che sembrava non camminassero, era come se fluttuavano, so che sembra strano ma vedevo questo, ed ero terrorizzata. Cercavo di sbattere per quel che potevo il braccio sinistro per attirare l’attenzione di mia nonna o del mio cane pensando che se sarebbero entrati forse sarebbero cambiate le cose, mi avrebbero lasciata in pace. Cercai anche di trascinarmi per farmi cadere dal letto per fare rumore ma era come se questi due piccoli esserini controllavano il mio corpo, nonostante non sentivo il loro tatto sul mio corpo, in qualche modo riuscivano a bloccarmi perché sentivo come se avessi un peso addosso.

Non so come facciano ma sono anche in grado di passare attraverso le cose, uno di loro in un’occasione passò attraverso il mio letto dalla parte della testiera per poi tenermi bloccata la testa, tirandomi su dal mento mentre l’altro mi teneva le gambe. Uno dei due ad un certo punto tirò fuori uno strano oggetto di color metallo abbastanza grande e me lo introdusse in bocca facendolo scendere per la gola. In quel momento sentii una strana sensazione e poi persi coscienza.

Ti ricordi com’era più o meno questo oggetto, grande, piccolo?

Era simile ad un tubo da cui usciva un liquido che mi introducevano dentro la gola, non era piccolo. In altre situazioni ho visto oggetti molto piccoli che utilizzavano per introdurre qualcosa nelle mie braccia, ma questo era più grande. Non sono in grado di dare dettagli riuscivo a mala pena a vedere cosa mi stavano facendo e quando sentii quella cosa nella mia gola provai un dolore così grande che persi i sensi.

Io ti posso solo dire che tutte le volte che mi fanno dei controlli o non so cos’altro, mi sveglio con dolori in varie parti del corpo e questo mi fa sentire depressa e abbattuta. Non sono mai riuscita a trovare qualche segno vistoso sul mio corpo, qualcuno mi ha chiesto se noto qualche ematoma, ma esternamente non ci sono tracce visibili, non so cosa mi fanno.

[Faccio presente che la ragazza da quando ha cominciato a raccontare la sua storia ha la voce abbastanza tremolante e piange, questo dimostra che solo a parlarne si sente male]

E’ curioso che non si presenta alcun segno sul tuo corpo, ma non provi dolori simili a punture o bruciature?

No però in quella situazione ho provato un dolore abbastanza fastidioso alla gola, simile ad un’influenza, e mi è durato per parecchi giorni.

Invece in altre occasioni sono riuscita a vedere che mi iniettavano un liquido fluorescente nel braccio, e in quel caso mi rimaneva nel braccio come un piccolo segno di una puntura.

Carmen, mi dicevi che ti introdussero un liquido nella trachea e che questo ti ha fatto così male da farti perdere i sensi e sono convinto che hai passato momenti difficili. Vorresti esternare ancora qualcosa che riguarda questa esperienza?

Questa esperienza mi ha cambiata perché come ho già detto io facevo parte di quel gruppo di scettici che non cedono a nulla, se qualcuno mi avesse mai raccontato una storia del genere avrei pensato senza alcun dubbio che si fosse trattato di un’assurda bugia.

Esistono persone nella nostra società che credono senza fede, e io le invidio, poi ce n’è altre che decidono di credere solo a ciò che gli fa comodo, altre ancora credono a tutto quello che ci viene mostrato e insegnato fin da piccoli a scuola, ma sono convinta che non c’è cosa peggiore di essere costretti a credere a qualcosa di spaventoso di cui mai avresti ritenuto possibile solo lontanamente l’esistenza. Questo è quello che è accaduto a me. Sono stata obbligata a vedere con i miei occhi e a crederci.

Mi sono sempre reputata una ragazza come tutte le altre, mi piace guardare le telenovele, e tutte quelle altre cose forse poco serie che piacciono alla maggior parte delle donne. Come dicevo, non mi sono mai interessata alla cultura in generale, non amo leggere libri, non ho di questi interessi ed è per questo che penso di essere stata “obbligata” a ricredermi, è stata come una punizione.

Credo che la ragazza sbaglia nel dire che è stata punita perché non credeva in questo fenomeno. Se così fosse mezzo mondo e forse più, dovrebbe essere punito ma questo non accade perché non è logico. Nel senso che, sarà una povera sfortunata o forse ha qualcosa nella sua genetica che fa comodo a questi esseri, forse per ibridare altri esseri, non lo so, ma sicuramente non è una punizione voluta da Dio, creatore o qualsiasi altro nome vigliate dargli.

E’ questo quello che intendo quando dico di fare occhio a non farvi suggestionare perché potremmo attirare questi esseri. Mi sento di dire che il fattore paura gioca a loro favore, più una persona ha paura è più se n’è approfittano. Non a caso da quel che raccontano alcuni contattisti, investigatori, ricercatori, ex militari etc. Ci sono alcune razze aliene che sembra si nutrono della paura dell’essere umano. La paura influisce così tanto con il fenomeno abduction che si pensa ci sia qualcuno (governo ombra, gruppi alieni, etc.) che volontariamente fa in modo di trasmettere questo sentimento tramite tecnologia all’intera popolazione terrestre (anche se noi non ce n’è accorgiamo). Al contrario il coraggio trasmette sicurezza e tiene sicuramente lontani certi esseri che preferiscono avere la strada spianata. Approfittano subito del più debole o comunque della persona che mostra più insicurezza.

Questo è quello che deduco dalle varie interviste o dichiarazioni che ho letto sull’argomento, ma potrei anche sbagliarmi infondo l’uomo è nato per commettere errori così da poterne trarre beneficio e migliorarsi sempre di più. Infatti Carmen continua l’intervista dicendo:

Le cose normali per noi sono il calcio, lo shopping, le telenovele, etc. Passiamo tanto tempo dietro le cose superficiali, ed io facevo parte di questo grande gruppo. E dopo aver provato e vissuto queste esperienze trovo molto più piacevole leggere un buon libro. Questa cosa mi ha fatta cambiare, vedo la vita sotto un altro aspetto.

Probabilmente questa faccenda ti ha fatto aprire uno spiraglio nuovo nella tua coscienza, ti sei liberata delle banalità e adesso puoi apprendere o preoccuparti di quelle cose che prima reputavi insignificanti.

Esatto. Ciò che reputavo impossibile e frutto di fantasia, adesso non solo lo credo reale ma l’ho provato sulla mia pelle. Per mia esperienza ti posso dire che è qualcosa di traumatico, non è facile da digerire, non è facile aprirti e raccontarlo alle persone.

Prima ti parlavo di quella volta che mi hanno inserito quel liquido in gola. Quando ti capitano queste brutte esperienze pensi di trovarti in un brutto sogno, fai fatica nel credere che sia reale ed è quello che ho vissuto per molto tempo. Finché non ho cominciato a vedere alcuni segni come il piccolo puntino sul braccio o i pezzi di stoffa strappati che si trovavano vicino al mio letto, le cose che lanciavo per cercare di fare rumore anche se si trattava di cose leggere perché non avevo abbastanza forza. Queste tracce mi hanno fatto capire che non stavo impazzendo, che non si trattava di incubi, ma di qualcosa di reale.

Già, tutte quelle piccole prove ti hanno fatto comprendere che non stavi sognando visto che i sogni non lasciano evidenze fisiche.

Esatto, non potevano essere solo degli incubi.

Carmen vuoi raccontarmi qualche altro episodio?

In realtà non ho una sequenza degli avvenimenti memorizzata, ho tanti ricordi che fanno parte di questa mia brutta esperienza. Ho cercato di sopprimere molti di questi ricordi e sono convinta di esserci riuscita in parte, però ne conservo ancora qualcuno.

In un’altra situazione uno di questi esseri mi si è avvicinato assumendo l’aspetto di mia sorella..

Mi stai dicendo che questi esseri sono in grado di cambiare forma? Possono apparire con le sembianze di uno dei nostri cari come nel caso di tua sorella, suppongo si trattava di quella di 16 anni?

Si, loro sono in grado non solo di prendere le sembianze di qualcun altro ma anche di parlare con quella stessa voce.

Credo faccia parte di un tipo di controllo mentale, perché non ho mai sentito parlare di alieni grigi in grado di cambiare aspetto fisico, tuttavia, in questo campo così sconosciuto tutto è possibile.

Mi sono resa conto che non si trattava di mia sorella perché ero bloccata come sempre mi accade in queste situazioni. Non riuscivo ad aprire gli occhi come in molti di questi casi, e mentalmente chiesi chi fosse e mi è stato risposto che si trattava di mia sorella ma io subito ribattei che non era mia sorella. A quel punto quell’essere si mise a lato del mio letto e l’immagine di mia sorella sparì e apparve per l’essere grigio che era.

Mi comunicò mentalmente che era inutile oppormi perché tanto avrei fatto tutto il suo volere. Dopo di che smisi di lottare con il mio unico braccio (sinistro), l’unico che riuscivo ancora a muovere almeno un po’, mi arresi. L’unica cosa che ricordo di avergli chiesto in quella situazione fu se mi avrebbe fatto male e lui mi rispose che non lo avrei ricordato.

Tirò fuori un piccolo oggetto che conteneva quel liquido trasparente di cui parlavo prima, non so se questo oggetto era di vetro però il liquido era completamente visibile e per quello che ricordo, ho capito che fosse liquido solo dopo aver visto che mi veniva iniettato nel braccio.

Comunque non è facile per me darti i dettagli in quei momenti ero preoccupata per molte altre cose, ero terrorizzata e non vai a pensare di ricordarti il colore o le piccole cose.

Fatto sta, che una volta introdotto questo liquido nel mio corpo, perdo la coscienza e quando mi sveglio sono piena di dolori.

Ti sei fatta un’idea del tempo impiegato?

Anche qui mi è difficile risponderti, per me è un’eternità ma probabilmente è questione di pochi minuti.

Prima hai detto che hai anche cercato di attirare l’attenzione di tua nonna o del tuo cane..

Si io ho cercato di attirare la loro attenzione e speravo che il mio cane entrasse nella stanza per morderlo ma non è mai successo. Anche questo fattore ha influito molto sul rifiuto di credere che ciò che mi stava accadendo era reale. Come dicevo prima, se non avrei lasciato quelle piccole tracce di piccoli oggetti lanciati, pezzi di stoffa e quei piccolissimi segni sul braccio, probabilmente ancora oggi avrei pensato di vivere solo dei brutti incubi.

Non siamo animali abbiamo una coscienza e dobbiamo cercare una soluzione, siamo esseri viventi e devono rispettarci. Queste esperienze ti fanno passare la voglia di vivere, ti fanno passare la voglia di svegliarti il giorno dopo. Per me dormire è diventato un lusso e non mostro il mio viso in questa intervista perché viviamo in una società dove questo genere di cose non vengono accettate, le persone che cercano di aprirsi anche per sfogarsi vengono prese per pazze, e questo non è giusto, se non fosse così mostrerei volentieri la mia faccia per farvi vedere i segni che mi porto dietro per non riuscire più a dormire come tutte le persone normali, ho perso la sicurezza di entrare nella mia camera. Sono consapevole del fatto che ogni volta che vado a dormire questi esseri vengono e fanno ciò che vogliono con il mio corpo.

E’ veramente toccante quello che dici, dev’essere molto difficile per te… guarda non so cosa dire…

Ma qualcosa dobbiamo pur dire, e continuando nel tema di questa intervista ti volevo chiedere se avevi voglia di parlare delle tue recenti esperienze che se non ricordo male sono state differenti da quelle che hai appena finito di raccontare.

Sai ho riflettuto a lungo, prima di aprirmi, prima di riuscire a raccontare queste mie esperienze negative. Non ne parlavo con nessuno, tenevo tutto dentro perché quelle poche volte che ho cercato di parlarne mi hanno sempre risposto che dicevo cose senza senso, parlavo di cose inesistenti, che ero pazza. E questa cosa mi ha veramente limitata, ad oggi sono veramente poche le persone che mi aiutano, che mi capiscono. Tuttavia, da quando ho cominciato a parlarne qualcosa è cambiato..

Quello che stai per raccontare a quanto tempo fa risale?

E’ molto recente, circa un mese fa. Purtroppo ho perso anche un po’ la concezione del tempo da quando non dormo più normalmente, questo significa che potrebbe anche trattarsi di due settimane fa, sono comunque sicura che sono passati giorni e non mesi.

Si, credo sia del tutto normale ed è una cosa che sostengono anche i medici. Non è facile, soprattutto quando una persona è sola, riuscire a superare queste esperienze traumatizzanti che sono paragonabili ad una violenza sessuale. In questi casi è utile frequentare persone con gli stessi problemi per potersi aiutare a vicenda, ma sono sicuro che tu sei forte e riuscirai a superare questi momenti difficili soprattutto adesso che ti stai aprendo che ne stai parlando.

Ti posso solo dire che sono una persona normale a cui piace fare cose semplici, come andare al cinema, giocare con il mio cane, sono una persona completamente normale. Chiedo solo alle persone di sforzarsi di essere più empatiche, più comprensive. L’ho detto più volte, solo le persone che vivono questo tipo di esperienza sulla propria pelle capiscono cosa sto provando.

Voglio che sia chiaro, che sono una persona normale e che sto lottando con tutte le mie forze per cercare di superare questa situazione, vi assicuro che è tutto reale non sono immagini prodotte dal mio cervello, non è frutto della mia fantasia. Ormai sono rassegnata a dover convivere con questa cosa. Sto imparando ad accettare di dover convivere con tutto questo.

Sono convinto che ci riuscirai. Tutto questo tuo sforzo potrà sembrarti inutile, potrai sentirti impotente, ma ricorda che la tua lotta e la tua voglia di non arrenderti ti ricompenseranno e vedrai che questa piccola luce si trasformerà in una grande speranza grazie alla quale ne uscirai vincente, ne sono convinto.

Caren, volevo chiederti se questi esseri ti trasmettono una sensazione di familiarità, voglio dire, chissà forse non ti porti dietro questa cosa da un’altra esistenza. Ti dico questo perché parlando con altre persone con il tuo stesso problema, pare che questo fenomeno, alcuni se lo portano dietro da molto tempo.

Quando ti trovi in queste situazioni ti viene quasi normale chiederti se questa cosa ti sta accadendo perché c’è una ragione. Sono tanti i pensieri che ti passano per la testa, e io sono convinta che tutto ha un senso nella nostra vita. Vedi quando era una bambina ricordo che amavo dormire perché di notte riuscivo a sentire delle presenze e la cosa mi affascinava, mi è capitato di essere presa e trascinata per i piedi per poi finire a terra. Tu pensa… come avrei mai potuto raccontare certe cose ai miei, soprattutto a mia madre?

Qui dobbiamo specificare che Caren mi ha raccontato che sua madre ha vissuto esperienze come la sua, e probabilmente questa faccenda è collegabile a lei.

Esatto, la differenza tra me e mia madre è che io sono cosciente di quello che mi capita perché ho potuto mettere a fuoco e ricordarmi alcuni eventi. Al contrario mia madre non si ricorda nulla, ma sa che gli è successo qualcosa e prova dolori fisici.

Infatti molte persone scoprono che si portano dietro queste esperienze da diverso tempo, nella maggior parte dei casi altri componenti della famiglia, possono essere anche nonni o bisnonni, hanno queste esperienze. Sembra quasi un fattore genetico, a tal proposito vorrei chiederti che gruppo sanguigno hai?

Credo O positivo.

La terminologia da noi utilizzata correntemente, cioè gruppo “zero” è in realtà una storpiatura dell’originale “O” dal tedesco “Ohne”, cioè “senza”, utilizzato da Landsteiner quando ha scoperto il sistema AB0 – Infatti Carmen dice O positivo ma per noi è 0 à zero.

Qui si potrebbe aprire un discorso ma andrei fuori tema, accenno solo che molto probabilmente le persone con il gruppo “zero” sono più predisposte nello sviluppare doti psichiche, ma si può benissimo vivere senza rendersene conto. Ad ogni modo, non abbiamo abbastanza prove che lo dimostrano.

Quello che hai appeno detto è interessante perché questo gruppo sanguigno sembra essere legato particolarmente alle abduction e secondo alcuni ricercatori di questo campo le persone con questo gruppo sanguigno hanno meno protezione quindi sono più manipolabili da questi esseri. Questa “potrebbe” essere una spiegazione all’accanimento sulle persone con il tuo stesso gruppo sanguigno. Per questo è importante sapere se tua madre o qualcun altro della tua famiglia appartiene a questo gruppo sanguigno.

Adesso Caren, mi piacerebbe che raccontassi la tua ultima esperienza, quella che hai accennato prima se ti va?

Si. Quella notte stavo dormendo con la mia sorellina. A tal proposito vorrei aggiungere che queste esperienze, se non sono ancora stata chiara, avvengono anche quando si è in compagnia, non è necessario trovarsi da soli. Non ho idea di come riescano a non farsi vedere né sentire dagli altri, però garantisco che la presenza di altre persone non è un loro problema. Loro vengono e fanno ciò che vogliono nonostante riesca a sentire la respirazione di un mio caro che mi sta accanto.

Quella notte mi ero addormentata coprendomi completamente, anche la testa, fin quando ad un certo punto mi sveglio per la solita paralisi e vedo quattro di questi esseri che mi stavano osservando. Ero stanca e mi chiedevo mentalmente perché continuava a ripetersi questa cosa.

Tra l’altro vorrei aggiungere un fatto strano che mi è venuto in mente qualche giorno fa ripensando a questa esperienza. Stranamente questa volta ricordo di aver visto il mio corpo, fuori dal corpo, come se la mia anima fosse uscita, non so come spiegarlo ma ho visto salire la mia anima fuori dal corpo.

Di questo non ti devi preoccupare Caren, si tratta di una proiezione astrale e non c’è nulla di cui aver paura. Come avrai capito non siamo solo carne e ossa, e questo fenomeno è conosciuto un po’ in tutto il mondo con tanto di testimonianze. E’ anche vero che secondo altre testimonianze questi esseri sono in grado di indurre le persone ad entrare in uno stato di OBE (out-of-body experience).

Quindi raccontami Caren, che cosa è successo dopo?

Ho avuto la sensazione che mi stessero strappando l’anima, ci hanno provato più volte ma io ho resistito. Cominciai a maledirli, mi resi conto che non potevo fare altro che difendermi con tutte le mie forze e notai che più mi arrabbiavo urlando di lasciarmi stare e andarsene via e più sembrava che la mia anima rientrava nel mio corpo.

Questa cosa è successa più volte, sembra che si accaniscano cercando di rubarmi l’anima. In un’altra occasione uno di loro mi ha introdotto qualcosa dietro la nuca, mi è sembrato fosse un dito. Nella mia mente sentii: ”Adesso vedrai perché te lo permetterò”, e di colpo ho visto buio fino a quando non ho intravisto un puntino di luce che emanava un colore simile al violetto e pian piano si ingrandiva fino a formare un tunnel, ricordo di essermi trovata in un posto paradisiaco, incredibile, è difficile da spiegare.

Ma quando dici paradisiaco cosa intendi? Hai visto alberi, montagne?

Era un luogo stupendo, ricordo di aver visto una cascata, rocce, ho visto cose fluttuanti che non so spiegare perché non so cosa fossero, mi sentivo in pace con me stessa e non provavo per niente paura.

Insomma da quello che dici mi sembra di capire che sei stata in un altro mondo?

Esattamente, però non ho visto animali, farfalle, nulla. Non ho visto me stessa correre in questo luogo, ciò che ho fatto è semplicemente godere del panorama e delle sensazioni piacevoli che mi venivano trasmesse. Le parole di quell’essere erano chiare, avrei visto perché me lo avrebbe permesso.

Non mi è stato permesso di interagire con niente e nessuno, mi è stato permesso solo di osservare questo luogo. Secondo me era un paradiso, era troppo bello, vedere quell’acqua che scendeva giù dalla cascata e quella sensazione di pace e benessere, ancora adesso mi emoziono quando ci penso.

Caren, e tu come l’hai interpretata questa cosa? Forse ti hanno voluto concedere un regalo?

Io credo che questi esseri non sono per niente buoni, non provano sentimenti, emozioni come noi esseri umani. Credo che loro siano attratti da noi per curiosità, forse per comprendere cos’è l’amore, la pietà, la tristezza, perché sono sicura che loro non conoscono queste cose.

Quindi sono convinta che non mi hanno fatto un regalo, perché se avessero voluto farmi un regalo come hai detto tu, io adesso non sarei qui a piangere raccontando queste mie esperienze.

Quindi come la interpreti questa esperienza?

Penso che quello che mi hanno fatto, sia stata solo una distrazione perché si sono resi conto di aver davanti una persona che lotta con tutte le sue forze e chissà forse hanno mandato la mia anima o la mia coscienza in un altro mondo, in questo modo io sarei rimasta sorpresa e loro avrebbero continuato a svolgere le loro analisi con il mio corpo.

Ti dico questo perché quando ripresi coscienza avevo gli stessi sintomi di sempre, dolori, angoscia, stanchezza, depressione, sento sempre una forte sensazione di vuoto.

A questo punto mi chiedo se non sei stata tu stessa a trasportarti in questo luogo per riuscire forse a sopportare il dolore che ti causano questi esseri? Forse inconsciamente hai chiesto di lasciare il tuo corpo per non dover vedere, né sopportare nulla.

Si, forse è successo questo.

Un’altra cosa che tengo a dirti è che ho chiesto alla mia sorellina di controllare cosa avevo dietro il collo vicino la nuca e lei mi ha risposto che era arrossato e segnato.

Non sei andata dal medico?

No! Ho paura di parlare di queste cose con gli altri..

Caren, io penso che dopo tutto quello che hai passato dovresti sottoporti ad un check up, fallo per te, per la tua salute.

Devo raccontarti una cosa. Ho cercato anche di sottopormi a ipnosi, mi è stato suggerito un contatto di una persona con cui ho parlato telefonicamente ma mi sono resa conto che quando gli chiesi se poteva curarmi da un problema del genere, mi sono sentita prendere in giro. Sono stanca di sentire risate, le persone non mi prendono seriamente, quando pronunci la parola alieno perdi totalmente di credibilità..

Caren, questa è la società in cui viviamo, siamo programmati in questo modo e finché non proviamo certe cose sulla nostra pelle non ci crediamo. Non puoi farci niente.

Già, e lo dici a me? Anche io la pensavo come loro..

Da parte mia ti posso dire che conosco parecchie persone in Messico e se potrò aiutarti da qui lo farò volentieri. Troveremo una persona che potrà aiutarti a cicatrizzare queste tue ferite tramite ipnosi regressiva.

Vorrei ancora aggiungere una cosa per tutte le persone che stanno vivendo la mia stessa esperienza.

Prima di tutto vorrei dire che per la seconda volta sono riuscita a interrompere la paralisi affermando mentalmente “questo è il mio corpo, lo comando io e nessun’altro può farmi del male”, ripetendo queste poche parole comincio a muovere il mignolo di una mano, poi la mano, poi il braccio, e infine tutto il corpo. E fin quando riuscirò a muovere tutto il corpo nessuno potrà farmi del male.

Seconda cosa, vorrei dire che per quanto sia complicato raccontare certe cose, aprirsi agli altri aiuta molto a tirare avanti. So che non è facile accettare sentirsi chiamare pazzi, ma credo che i pazzi sono loro che non ti credono e continuano a vivere tenendo gli occhi chiusi.

Nel mondo in cui viviamo ognuno la pensa a modo suo, ma non importa, noi dobbiamo continuare a combattere, e se qualcuno sta vivendo la mia stessa situazione spero che ascolti i miei consigli.

Che si prepari mentalmente a riscattare il proprio corpo quando uno di questi esseri viene a trovarvi, si può fare, possiamo riuscirci, fategli presente che è vostro e non hanno il diritto di fare ciò che vogliono.

Bene Caren, io ti ringrazio per aver deciso di lasciarti intervistare e per i tuoi consigli. Ti auguro di riuscire a superare questa situazione, e ti mando un abbraccio dalla Spagna.

Intervista di David Parcerisa

 

Communion – Una Storia Vera

Questa è la storia del tentativo di un uomo di affrontare uno sconvolgente assalto dall’ignoto. È una storia vera, tanto vera che sono in grado di raccontarla nei minimi particolari. Secondo tutte le apparenze ho avuto un complesso incontro personale con esseri intelligenti non umani. Ma chi sono e da dove sono venuti? Esistono davvero gli oggetti volanti non identificati, gli UFO? E si tratta di folletti maligni, di demoni … o di visitatori alieni?

All’inizio ho creduto di essere sul punto di impazzire. Ma sono stato analizzato da tre psicologi e da tre psichiatri, sottoposto a una batteria di test e a un esame neurologico e tutto ha confermato che rientravo nella norma sotto ogni aspetto. Ho affrontato la macchina della verità con l’aiuto di un tecnico specializzato, con trent’anni di esperienza, e ho superato perfettamente la prova. Ero sempre rimasto estraneo all’intera faccenda degli UFO e degli extraterrestri; li avevo considerati un falso ignoto, facilmente spiegabile in termini di percezioni erronee o di allucinazioni. Che dovevo pensare allora?

I visitatori piombarono senza un attimo di esitazione nel bel mezzo della vita di uno scettico indifferente. In seguito scoprii che un gran numero di persone aveva avuto esperienze simili alla mia. La maggior parte di esse era mentalmente stabile. Non appartenevano ad alcun particolare gruppo di popolazione, ma costituivano un campione rappresentativo di tutta la società americana. Ho conosciuto, tra gli altri, uno scienziato, un poliziotto e un agente federale che avevano avuto degli incontri.

Nel mio caso c’erano stati testimoni e conseguenze fisiche difficili da ignorare. Quel che sta accadendo può significare che davvero dei visitatori alieni sono tra noi, oppure che la mente umana riesce a creare qualcosa di incredibilmente simile a una realtà fisica. Di qualunque cosa si tratti la scienza non è attualmente in grado di spiegarlo.

Per quanto mi riguarda, so che cosa si prova e ciò che appare quando si incontrano questi visitatori. Conosco il suono del loro linguaggio e l’aspetto e l’odore dei loro ambienti. So come agiscono e come si presentano. Forse conosco persino, almeno in parte, il motivo per cui sono qui e cosa vogliono da noi.

Pretesi incontri con esseri non umani non sono una novità; la loro storia risale a migliaia di anni fa. Ciò che vi è di nuovo, in quest’ultimo scorcio del XX secolo, è che gli incontri hanno assunto una frequenza mai sperimentata prima dal genere umano.

Quel che mi è accaduto è stato terrificante. Sembrava assolutamente reale. È rimasto nitido nella memoria come un normale ricordo. E quasi tutto era già nella mia mente prima ancora di sottopormi all’ipnosi per poter meglio ricostruire. Le persone rapite dai visitatori sono state spesso oggetto di derisione. Si è erroneamente affermato che i loro ricordi non sono altro che un effetto collaterale dell’ipnosi. Non è vero. Nella maggior parte dei casi tutto era cominciato con il racconto di quel che ricordavano e l’ipnosi aveva avuto luogo successivamente, nel tentativo di ampliare questi ricordi.

Deriderle è ripugnante quanto schernire le vittime di violenza carnale. Non sappiamo quel che accade a queste persone, ma di qualunque cosa si tratti provoca in loro la stessa reazione di un grosso trauma personale. E la società le respinge, guidata da vociferami «ridimensionatori» di professione, le cui segrete paure sembrano sigillare loro la mente. Altri scienziati, più responsabili, si preoccupano molto legittimamente che la ricerca seria di una risposta all’enigma rappresentato dagli UFO e da possibili visitatori alieni possa trascinare la scienza nello studio di un falso ignoto.

Comunque, per lo meno da un punto di vista comportamentale, tutto questo non può essere considerato più a lungo un falso ignoto. Qualcosa sta accadendo e chi è dotato di una buona preparazione intellettuale non deve rifuggirne. Piuttosto, l’ignoto può essere affrontato con uno schietto, aperto desiderio di conoscenza. In questo caso accade qualcosa di strano: l’ignoto si trasforma. L’enigmatica presenza della mente umana ci ammicca di rimando dal buio ed è un piccolo passo verso la vera comprensione.

Ho sofferto di questa esperienza. Altri ne hanno sofferto e ne stanno soffrendo ancora. È essenziale che si arrivi a offrire un aiuto concreto a coloro che l’hanno subita. La derisione deve finire. Mi vergogno di dire che io stesso ne sono stato colpevole in passato, per lo meno col pensiero. Fino a quando non arrivarono gli UFO, stavo dalla parte degli scettici.

Rapimenti alieni (abduction)

Whitley Strieber è uno scrittore di romanzi thriller e horror, che denuncia una esperienza autobiografica nel mondo dei rapimenti alieni. L’uomo avrebbe avuto numerosi contatti ed episodi di abduction da parte di entità extraterrestri. Nel suo celebre libro dal titolo Communion – Una storia vera, racconta quanto gli accadde il 27 dicembre del 1985 mentre si trovava con la famiglia nel suo cottage isolato nel bosco in una zona settentrionale di New York.

Ciò che ricorda l’uomo, prima di sottoporsi ad ipnosi, è che durante la notte sente degli strani rumori in casa (tra l’altro dotata di antifurto) che lo incuriosiscono, nonostante rimanga sul suo letto seduto. Dopo qualche minuto vedrà la sagoma di un essere alto poco più di un metro, si sentirà come ipnotizzato per cui non riuscirà a reagire, nonostante sia cosciente, subito dopo si troverà nudo all’interno di una piccola stanza circolare dove gli faranno visita altri esseri. L’uomo ricorda di aver vissuto attimi di terrore, questi strani esseri hanno grossomodo le fattezze degli alieni Grigi, con piccole differenze, hanno i soliti occhioni scuri a mandorla, una bocca appena visibile e la testa allungata.

Whitley ha avuto come l’impressione che in mezzo a queste creature ce ne fosse almeno una di sesso femminile. Ad ogni modo, questi alieni avevano il pieno controllo su di lui, gli permettevano di osservare l’ambiente circostante, ma non riusciva a mettere a fuoco le immagini dei volti di questi ultimi. Ricorda di aver urlato, e che questi comunicavano con lui. Quel che gli fecero fu scioccante; dapprima gli mostrarono una sorta di scatola metallica con all’interno un ago finissimo di colore nero il quale poi introdussero nella sua testa, poi gli venne mostrato uno strano oggetto triangolare che gli fu inserito nel retto come per prelevare qualcosa dal suo interno, inoltre, uno di loro gli fece un’incisione sul dito indice. Grossomodo questi sono i particolari che gli sono rimasti in memoria, ricordi che affiorano definitivamente solo dopo qualche giorno.

Al risveglio racconta di aver provato una strana sensazione di disagio e di aver impressa l’immagine di una civetta che lo fissava attraverso la finestra (come nel film del 2009 – Il Quarto Tipo). Sperava di aver visto davvero una civetta, ma sentiva che qualcosa non quadrava, qualcos’altro doveva essere accaduto quella notte. Lo raccontò anche alla moglie, ma la storia della civetta sembrava non reggere perché non trovarono tracce sulla neve, fuori dalla loro casa.

Nei giorni seguenti il suo comportamento sembra cambiare in peggio, probabilmente per via dei piccoli dolori fisici che gli si presentano; non riesce a stare seduto, nota un’infiammazione sull’indice della mano destra come se si fosse infilata una piccola scheggia (di cui non c’è traccia), sente un piccolo fastidio dietro l’orecchio destro dove noterà la presenza di una piccola crosticina, e un leggero mal di testa. Inizialmente questi sintomi li reputa influenzali, tuttavia grazie a questi ultimi gli torna in mente la strana esperienza vissuta quella notte, riesce a mettere a fuoco, almeno in parte, certi ricordi.

Più avanti, conosce un suo vicino di isolato (Budd Hopkins) grazie al quale comprende di non essere stato l’unico ad aver vissuto un’esperienza tanto strana e assurda.

Hopkins cominciò ad investigare sulle esperienze di tempo mancante e arrivò alla conclusione che questi casi erano dovuti a rapimenti alieni. Alla fine degli anni ottanta, Hopkins era già divenuto uno dei più noti studiosi di ufologia, ottenendo un livello di attenzione che non aveva quasi precedenti in questo campo. Nel 1989 egli ha costituito l’Intruders Foundation, un’organizzazione senza scopo di lucro per pubblicizzare le sue ricerche e fornire supporto alle persone vittime di rapimenti alieni. Ha scritto parecchi libri popolari sui rapimenti alieni, tra cui Missing Time. Nel 1992 il film Intruders fu basato sulle ricerche di Hopking e rappresentò scene di rapimenti alieni. Nel 1996 Hopkins ha pubblicato il libro Witnessed, in cui ha descritto un classico caso di rapimento alieno avvenuto nel 1989 a New York vicino il ponte di Brooklyn.

Sarà lo stesso Hopkins che lo metterà in contatto con il dottor Donald Klein del New York State Psychiatric Institute, che diventerà il suo ipnotista. Ma prima che questo accada, un giorno per caso scopre che anche il suo bimbo è vittima di un rapimento alieno. Il padre lo scopre ponendogli delle domande non troppo dirette, poiché gli viene suggerito (telefonicamente) da Hopkins di provare a farsi raccontare ciò che sognava. Quindi il bambino parlerà di piccoli dottori che lo portano via sopra una barella per visitarlo, e saranno gli stessi a suggerigli di non preoccuparsi perché non avrebbe sentito alcun dolore. Questo episodio se da un lato è preoccupante, dall’altro cancella ogni dubbio da parte del padre, su quanto gli era accaduto. Nel suo libro si legge che ha sofferto parecchio per questa faccenda, pensava di essere diventato pazzo e più volte arrivò a rischiare di suicidarsi, tutto perché non riusciva a credere che quanto gli era successo fosse stato reale/possibile.

Per cui, anche grazie al racconto ingenuo di un bambino, il padre capisce di essere mentalmente sano…

Accadde poi uno strano episodio (dopo la sua esperienza del rapimento alieno, e prima di aver sentito la storia del figlio). Un giorno invita una coppia di amici nel loro cottage in campagna i quali si fermarono a dormire. Quella notte praticamente tutti videro una particolare luce intensa. L’amico dichiara di essere stato svegliato pensando fosse già mattina inoltrata, tanto era potente quella luce, poi però osservando l’ora si rese conto che erano solo le 04:30 quindi riprese a dormire come se nulla fosse. La moglie dell’amico disse di essere stata svegliata da un botto, e di aver sentito dei piccoli rumori simili alle zampette di un gatto. Dalla discussione salta fuori il ricordo di un cristallo e di alcune persone che sono scese da un’astronave, dei visitatori. La storia è al quanto strana, tanto da far supporre a quest’ultima di averlo sognato.

Prima che questo accadesse, non credevo affatto agli UFO. E avrei riso in faccia a chiunque avesse preteso di avere avuto un contatto con loro. Altri tempi.

Non sono un candidato alla conversione a una nuova religione che implichi la fede in benevolenti fratelli spaziali, o negli oggetti volanti non identificati, vascelli di santi – o di peccatori – intergalattici.

Eppure quest’esperienza è capitata a me e, in gran parte, è rimasta impressa non a livello inconscio, ma nella normale memoria. Se ci troviamo di fronte a un nuovo complesso di convinzioni in procinto di venir fissate in dogma religioso, allora, nel mio caso, il modo in cui tale religione si sta manifestando, proprio all’interno di una mente assolutamente priva di qualsiasi devozione per essa, fa pensare che la vera fede potrebbe essere un processo biologico totalmente incompreso, capace di scaturire occasionalmente da qualche straordinaria e insospettata struttura del cervello, assai più concreta dell’inconscio collettivo di Jung.

Perciò, anche se le esperienze di visitatori alieni sono un fenomeno essenzialmente mentale, riderne o respingerle come forma riconosciuta di comportamento abnorme, quando è ovvio che non si tratta di questo, è in effetti un rimanere in silenzio di fronte alla presenza del nuovo.

Se la mia è una reale esperienza di visitatori, si colloca fra le più intense ed estese fin qui riportate e spero sarà utile nel caso che essi tornino a manifestarsi. Se si tratta di una esperienza di qualcos’altro, allora vi avverto: questo «qualcos’altro» è una forza dentro di noi, forse un potere fondamentale dello spirito e faremmo meglio a cercare di capirlo prima che prenda il sopravvento sugli sforzi obiettivi per tenerlo sotto controllo.

Dopo le prime sedute ipnotiche riesce a ricordare qualche dettaglio, come quell’essere femminile che ha una pelle di color marroncino molto simile alla pelle di un divano, testa, e occhi grandi. Questa creatura cerca di distrarlo da quello che gli viene fatto da altri esseri che si trovano intorno a lui. Lo scrittore sostiene che quando parla nota che le sue labbra sono flosce. Non è sicuro di ciò che vede (tramite l’ipnosi) e sostiene che dal modo in cui si muove (estremamente rigido) gli ricorda un insetto.

Grazie alle sedute di ipnosi regressiva che seguiranno, Whitley scoprirà che già nel 1957 mentre si trovava a bordo di un treno con il padre e la sorella, mentre andavano a Madison, nel Wisconsin, per andare a trovare gli zii e i loro figli, accade qualcosa di anomalo. Ricorda di aver visto quello strano essere di sesso femminile che interagiva con tutti loro, e un gruppo di soldati. Vede suo padre terrorizzato e la sorella svenuta, poi ricorda che fu un brutto viaggio perché stettero tutti male. Da quel momento Whitley comprende che l’interazione con questi esseri alieni inizia già dalla sua infanzia, probabilmente a circa 12 anni.

Se veramente i visitatori sono qui, si potrebbe dire che stiano orchestrando con molta cura il nostro prendere coscienza di loro. È quasi come se fossero arrivati qui per la prima volta alla fine degli anni Quaranta, oppure avessero deciso di cominciare allora a manifestarsi alla nostra consapevolezza. Sembra che i rapimenti di persone siano cominciati quasi immediatamente ma, fino alla metà degli anni Sessanta, pochi ricordavano o lo avevano riferito. Forse però, già dall’inizio, il loro coinvolgimento nella nostra vita era stato piuttosto profondo. Molti di coloro che sono stati rapiti hanno raccontato esperienze verificatesi assai presto nell’infanzia: alcune risalivano a periodi che precedevano di molto i primi avvistamenti di dischi volami, dopo la seconda guerra mondiale. In un primo tempo i dischi furono avvistati a distanza, negli anni Quaranta e Cinquanta. Poi cominciarono ad apparire sempre più vicini. All’inizio degli anni Sessanta furono riferiti numerosi incontri con entità e qualche caso di rapimento. Oggi, a metà degli anni Ottanta, io e altre persone – per lo più indipendentemente gli uni dagli altri – abbiamo comincialo a scoprire la loro presenza nella nostra vita.

Anche se non ci sono state prove tangibili dell’esistenza dei visitatori, il modo con cui apparentemente sono affiorati alla nostra coscienza presenta nel complesso, a mio avviso, le caratteristiche proprie di un disegno.

Non c’era nulla di umano in lui, tranne il fatto che aveva due braccia, due gambe e una testa. Data la loro generale riluttanza a manifestarsi in modo aperto e ovvio, si può avanzare l’ipotesi che stiano sperimentando su di noi qualche forma di influenza, o persino di controllo, che presenti però da parte nostra almeno una parvenza di adesione.

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So benissimo che gli appassionati conosceranno, e di sicuro avranno già letto questo libro: Communion – Una storia vera (tra l’altro hanno fatto anche il film “ispirato” a questa storia – 1989), ma so anche che molte persone si avvicinano solo ora al fenomeno e credo che libri come questo possono tornare utili. L’unica nota negativa è che non si trovano facilmente perché sono fuori produzione. Con un po’ di fortuna si può trovare usato.

 

Alejandra rapita dagli alieni quando aveva 6 anni

Alejandra Silvain è una donna argentina che decide di aprirsi raccontando un brutto episodio che ha vissuto quando era solo una bambina di 6 anni. La donna, nonostante sia passato diverso tempo, ricorda molto bene di essere stata vittima di un abduction dove erano presenti alieni Grigi e Rettiliani. Verrà descritta come “brutta esperienza” poiché fu sottoposta ad esperimenti dolorosi. Dopo un lungo silenzio dovuto molto probabilmente dalla vergogna e/o paura di essere derisa come avviene spesso in questi casi, Alejandra decide di rivelare e condividere questa esperienza traumatica con il resto del mondo.

Alejandra non è la prima, né sarà l’ultima a dichiarare di essere stata vittima di un abduction quando era molto piccola. Stranamente quando si è bambini capita di vedere e/o assistere a strani fenomeni paranormali dei quali sul momento non ci si preoccupa molto, il bambino/a reagisce diversamente ad eventi così “allucinanti” (incredibili) per un adulto. Accade poi che crescendo, si sentono delle cose, se ne leggono altre, e si mette a fuoco la strana esperienza vissuta che fino a poco prima era finita quasi nel dimenticatoio. Infatti spesso e volentieri capita che il bambino che assiste ad un’esperienza “paranormale” la tenga per se, non rivelando una sola parola né ai genitori né ad eventuali fratelli o sorelle. Sono certo che molti di voi (anche tu che stai leggendo) sanno di cosa sto parlando, a volte si preferisce dimenticare un’esperienza inspiegabile, e non è detto che debba per forza essere traumatica come l’esempio di Alejandra. Molti bambini sono semplicemente “spettatori” di un episodio “paranormale”, questo perché probabilmente da piccoli (finché non ci avveleniamo con i vari cibi, bevande, medicine, e inquinamento) abbiamo una marcia in più. Sembra che il bambino riesce (ogni tanto) a percepire e/o connettersi con altre dimensioni ed entità, il bambino spesso vede ciò che un adulto non vedrà mai (o almeno non prima di vivere gli ultimi istanti della propria vita). Se avete un bel rapporto con i vostri figli potrebbero raccontarvi alcuni episodi curiosi, non è raro scoprire che anche almeno uno dei genitori ha assistito (da piccolo) ad esperienze simili, a volte potrebbe essere il nonno/nonna.

Adesso passiamo al caso di Alejandra, che come leggerete è molto più preoccupante di quanto ci si possa immaginare..

Alejandra è una donna argentina che ricorda di aver vissuto una brutta esperienza all’età di circa 6 anni. Il fatto accadde in Marindia (Uruguay) nel gennaio del 1969. Alejandra si trovava in vacanza con i genitori in una zona boschiva non molto distante dalla spiaggia in casa di parenti. Una notte, verso le 2:00, la madre entra in camera (dove Alejandra dormiva con il suo fratellino) in uno stato sonnambolico, prende suo fratello in braccio e lei per mano dicendole che deve farle vedere qualcosa, e la porta fuori casa in mezzo al bosco.

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Alejandra ricorda che piangeva perché era molto piccola, aveva sonno, e non voleva assolutamente essere vestita per andare chissà dove. Ad ogni modo, uscendo fuori vide un oggetto volante di forma discoidale sospeso a mezz’aria circondato da piccole luci, e sotto questo disco volante c’era l’intera famiglia, anche loro in uno stato sonnambolico. Ricorda che erano tutti immobili e in silenzio, sembravano dei robot e non riusciva a capire come potessero non reagire a ciò che si trovava davanti i loro occhi, erano come paralizzati. Il disco volante sembrava girare su se stesso, e una parte girava nel senso contrario.

Ciò che racconta la donna sembra parte di un film di fantascienza, in un certo senso mi ricorda “Alien Abduction Rapimenti Alieni” (2014) ispirato alle luci delle Brown Mountain, South Carolina, Stati Uniti. In quel caso la gente spariva in massa nel nulla, per poi tornare anche diversi mesi dopo.

Fatto sta, che Alejandra racconta di aver visto una luce dalla quale fu “risucchiata” all’interno di questo disco volante. L’interno emetteva una luce bluastra, fu posta con la forza sopra una specie di lettino e spogliata, ricorda in particolare la sensazione di freddo a contatto con quello strano lettino. In quella stanza erano presenti delle creature di color grigiastro, delle quali però non provava alcuna paura perché non le aveva mai viste quindi non sapeva cosa stesse accadendo, e soprattutto cosa fossero. Solo con il passare degli anni, grazie all’informazione acquisita capisce che dovevano essere alieni Grigi. Secondo la donna in quel momento ebbe come la sensazione di vivere in un film dove il tempo non esisteva.

Beh, difficile da spiegare, per farla breve Alejandra afferma che in quel momento percepisce un cambio, come se il tempo si fosse fermato.

In questa astronave c’erano altri esseri che ricorda simili a lucertole, avevano anche la coda ed erano molto alti. Percepiva telepaticamente che questi Rettiliani impartivano ordini ai piccoli esseri Grigi, uno di loro in particolare era più grande di statura e sembrava possedere una certa autorità rispetto gli altri. La donna ricorda che da questo lettino (simile a quelli delle sale operatorie) gli veniva puntata una luce intensa dalla quale gli esseri Rettiliani facevano ben attenzione a restarne fuori, come se la evitassero. L’interno dell’astronave le ricorda un acquario per via dei colori piacevoli, anche se non capiva da dove provenissero, erano molto simili ai led che illuminano un’uscita o per esempio quelli che si usano per abbellimento sotto le auto (vedi “Fast and Fourious”).

La testa di questi Rettiliani era più larga della nostra, e non ricorda di aver visto i loro occhi perché rimanevano in penombra. Pare che questi restavano in disparte facendo svolgere il lavoro ai Grigi, questi non sembravano per nulla infastiditi dalla luce. Il colore della pelle squamata (Rettiliani) sembrava avere diverse tonalità di verde ma potrebbe essere stata ingannata dallo sfondo blu, ad ogni modo gli è sembrato di vedere del verde.

Dovete sapere che Alejandra ricordava solo una parte dell’intero episodio, solo dopo essersi sottoposta a diverse sedute di ipnosi regressiva tutto gli è apparso più chiaro.

Cosa le hanno fatto questi esseri?

Le hanno introdotto qualcosa di metallico nell’apparato genitale, e nel frattempo le dicevano mentalmente che avrebbero estratto del materiale genetico (ovuli) da utilizzare, e le dissero anche che avrebbero prelevato qualcosa che si trovava all’altezza dell’ombelico. Alejandra disse che fu talmente doloroso da farle perdere la coscienza, il dolore era troppo intenso, era come se le stessero grattando l’interno. Per l’ombelico utilizzarono un altro oggetto forse più piccolo ma dall’aspetto metallico.

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La donna, ai tempi, una bimba di circa 6 anni (mancavano solo 2 mesi) fu sottoposta a questi mini interventi più volte (durante l’intervista si commuove parlando della triste esperienza, sottolineando che certe cose non si dimenticano).

Una volta sveglia per via del dolore intenso procurato dell’operazione nell’apparato genitale, Alejandra ricorda che due alieni Grigi che si trovavano alle sue spalle gli abbassarono la testa alzandole il mento per introdurre qualcosa per via nasale. In quel momento asserisce di non poter dimenticare quel fastidioso gusto di sangue in bocca. Pare che non solo le introdussero qualcosa su per il naso ma anche dentro la testa, anche se non ricorda il punto preciso.

Parla anche di una creatura femminile che entra nella stanza poco dopo. Questa era molto simile ad una donna dell’antico Egitto con il cranio allungato e le orecchie a punta, aveva un petto prosperoso, era magra, ma era sicuramente rettiliana poiché aveva la coda. Tra l’altro ricorda uno stano rumore che emetteva (simile ad un fruscio) quando camminava, probabilmente per via della lunga coda. Questa “donna” si occupava delle fecondazioni e si trovava lì per ritirare il materiale organico estratto. Alejandra sentiva in qualche modo i pensieri di queste creature anche se nessuno gli parlava esplicitamente. Le dissero che un giorno le avrebbero dato qualcosa in cambio, infatti asserisce di percepire premonizioni e utilizza la scrittura automatica. Queste “doti” si sarebbero sviluppate con il tempo.

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Quando finirono gli esperimenti, due Grigi la presero per mano accompagnandola verso l’uscita (vestita) dicendole telepaticamente che sarebbe tornata a casa, scese da questo tunnel di luce (da sola) trovando altri due Grigi ad aspettarla, i quali la presero per mano accompagnandola al di fuori della luce perché non riusciva a camminare. Alejandra non ha idea di quanto tempo sia trascorso dall’istante che si trovò dentro l’astronave a quando fu accompagnata fuori. Ricorda però, di essersi trovata di nuovo insieme a sua madre (sempre in uno stato sonnambolico) e di aver visto subito dopo apparire altre due astronavi da quello che sembrava un piccolo punto di luce, una era molto simile, come forma, ad un dirigibile, l’altra sembrava più un’astronave madre per via della sua grandezza. Nonostante conservi solo alcuni frammenti di ricordi, Alejandra è convinta di aver visto due oggetti discoidali uscire dall’astronave madre, uno di questi è atterrato mentre l’altro sembra aver inseguito l’astronave in cui era stata portata dai Grigi sotto l’influenza dei Rettiliani.

Se fino a questo punto molti lettori hanno storto il naso per via dell’incredibile storia, ebbene, sappiate che c’è dell’altro..

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Pare che l’equipaggio dell’astronave (disco volante) atterrata si è presentato come facente parte della Confederazione Galattica, e che Grigi e Rettiliani stavano lavorando insieme in maniera “illegale”. In pratica sembra esistano delle leggi probabilmente universali che vietano questo tipo di interazione (ricordo che siamo a fine anni ’60). L’intervento di questi esseri mise in fuga Grigi e Rettiliani che dapprima si trasformarono in un puntino di luce simile ad una stella, per poi scomparire definitivamente.

Da questo disco volante si apre una porta a forma di stella e si vedono scendere due donne e un uomo dai lineamenti molto simili a noi umani terrestri, erano angeli per la loro perfezione, e con una luce che sembrava uscire dai loro corpi. Tant’è che Alejandra li paragona ai santi che vengono ritratti nelle opere religiose, con la differenza che non emettevano solo una luce sopra il capo ma dappertutto. Erano talmente illuminati da impedire quasi la visione precisa dei loro lineamenti. Ricorda il colore dei capelli biondi, e la loro camminata pacata, ma soprattutto ricorda che queste persone chiesero scusa per quanto era accaduto poiché non sarebbe dovuto succedere. Le dissero anche che la razza terrestre discende da loro per cui si preoccupano per noi, come farebbero dei fratelli maggiori.

David Parcerisa (che la sta intervistando) le chiede se non fosse una qualche immagine olografica prodotta dagli stessi Grigi o Rettiliani come scusante. Alejandra sostiene di essere convinta di averli visti fisicamente. Quindi David si domanda perché non intervenire prima, a questo punto?

Alejandra ribatte asserendo che molto probabilmente le abduction avvengono in un’altra dimensione e forse non è così semplice che vengano percepite da altri esseri.

Infine David le domanda se ha un messaggio particolare da trasmettere a tutti gli spettatori, riguardo la sua esperienza.

Alejandra risponde che c’è una guerra la fuori da qualche parte, che va oltre la nostra portata, ed è reale come lo sono entrambi, che in questo momento si trovano seduti a parlare con la sola differenza che tutto avviene in un’altra dimensione. Aggiunge che si è stancata di tenere per se certe informazioni, le stesse (o simili) che probabilmente molte persone portano con se fino alla loro morte. Lei è convinta che sia giusto parlarne perché solo in questo modo molte persone verranno a conoscenza di una realtà apparentemente invisibile, ma della quale tutti noi facciamo parte, un’interazione che avviene in altre dimensioni con questi esseri. Molti di loro (alieni) sono dalla nostra parte e cercano di difenderci da quei gruppi che al contrario stanno boicottando la nostra evoluzione.

Alejandra sente di dover consigliare agli ufologi di non concentrarsi solo su quei pochi casi “importanti” tipo il caso Roswell, perché certi avvenimenti proseguono tutt’oggi, e soprattutto in tutto il mondo, non solo negli Stati Uniti. Secondo lei non è produttivo far “comunella” per poi dedicarsi solo ad alcuni argomenti, sarebbe molto più utile per l’umanità che ogni gruppo investighi per conto suo.

Alejandra crede che sarebbe un buon inizio capire per esempio che tipo di sangue, o cosa contiene il sangue, delle persone che vengono rapite dagli alieni. Lei è convinta che “la chiave” di questi fenomeni sia contenuta nel DNA degli individui. Insomma, la donna sostiene che vengono “scelte” delle persone per un motivo esplicito e non a caso (come qualcuno crede), quindi se riusciamo a capire cosa attira queste creature, allora possiamo cercare di “controllare/prevenire” le abduction.

Potrebbero essere utili degli studi scientifici che riguardano esclusivamente gli addotti, bisogna capire cosa hanno in comune queste persone. Alejandra ha scoperto che, sua madre quando era in dolce attesa (di lei), ricevette delle “visite”, però sembra non volerne parlare.

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Infine Alejandra dichiara che per qualsiasi dubbio sulla veridicità di ciò che ha raccontato, è disposta a sottoporsi ad ipnosi regressiva.

 

 

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