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In collaborazione con le Redazioni - NotizieWeb 24/24; DangerNews; The Curious MagazineWeb

25 Aug

Rune e conchiglie per le divinazioni

Pubblicato da Carina Spurio  - Tags:  #Enigmi

Le Rune: il linguaggio segreto del mondo, la storia ed il loro utilizzo

 

Non mi aspettavo niente di particolare in quel tardo pomeriggio, neppure di trovare l’ispirazione. Mossi le mani sulla tastiera e scelsi un carattere enorme, tanto per non sforzare gli occhi. Allungai un’occhiata al fuoco e dentro le fiamme che volteggiavano mi apparve il volto di una donna.

Le fiamme del fuoco continuarono a danzare mentre un potere sconosciuto mi sposta in un altro tempo. Inizio a vagare. Troppo tardi per fuggire, troppo tardi per avere paura, di quella paura che ormai non riuscivo più a provare. La scena muta all’improvviso. Il volto della donna assume contorni decisi, fluttua nella stanza, poco prima di iniziare a muoversi nell’aria insieme a me. Il volto della donna, che sembra il punto focale del volo, mentre riscendo dall’alto diventa sempre più nitido. La sua figura è incredibilmente bella. Il suo vestito è essenziale e in netto contrasto con i gioielli pesanti ed elaborati che le ornano il collo. Sembra una figura antichissima prossima ai cento anni, eppure il suo aspetto è quello di una persona senza età.

Solleva lo sguardo al cielo che si sta allontanando come in attesa di un segnale e proprio mentre formulo questo pensiero, lei guarda verso di me. Mi abbasso ulteriormente verso terra, le sfioro i capelli, tra le sue mani stringe delle pietre.

Dentro la testa sento le seguenti parole:Queste pietre provengono da un passato molto remoto. Furono usate dai maestri runici dalla metà del III secolo d.C. come mezzo per interpretare gli oracoli degli dei pagani del nord Europa, soprattutto quelli di Odino (il Mercurio nordico).

L’alfabeto runico è una forma antica di scrittura germanica usata in tutto il nord Europa, compresa l’Inghilterra anglosassone e la Scandinavia. Le Rune hanno sempre avuto un posto di riguardo dentro la varie forme di magia a causa del loro forte potere divinatorio.

La parola Runa significa “segreto”, “sussurrare”. Come vi avevo già accennato, la leggenda tramandata ai giorni nostri dai maestri runici, associa le Rune ad Odino, signore della morte e della rinascita. Tra le varie personificazioni del dio, c’è quella di uno sciamano o saggio errante. Il mito ce lo regala avviluppato in un mantello, con un cappello dall’ampia tesa, con un solo occhio e con in mano il bastone di prugnolo. Una simpatica leggenda narra che egli fosse rimasto appeso “all’albero del mondo” (Yggdrasil) a testa in giù per nove giorni e nove notti, fino a quando non vide a terra alcune pietre runiche. Dopo molti sforzi le afferra e fu così che la potenza della loro magia lo libera.

In quel tempo, i maestri runici, sia gli uomini che le donne, erano figure dotate di autorità e potere, perché eseguivano incantesimi per portare il bel tempo, per consolidare le storie d’amore e per portare fortuna o sfortuna alla gente. I santoni runici preparavano da sé le rune, ricavandole dalla roccia, dal legno o dal cuoio. Quando volevano prevedere il futuro, disseminavano le rune al suolo e poi facevano previsioni solo su quelle che erano cadute con la scritta verso l’alto. Ai giorni nostri il significato originale di ogni Runa è andato perduto.

L’esperto più famoso in materia l’antropologo e linguista americano Ralph Blum, nel suo “Libro delle rune”, dichiara che il significato di ogni lettera è puramente personale. Egli stesso rifletteva a lungo su ciascuna Runa fino ad arrivare a sentire ciò che essa gli trasmetteva. Oggi le Rune si possono tranquillamente acquistare nei negozi di articoli esoterici, ma è anche possibile prepararle personalmente raccogliendo una serie di pietre schiacciate e levigate, tutte di grandezza simile prima di imprimerci i ventiquattro simboli tramandati.

Molti intenditori di Rune affermano che le Rune preparate dalla persona che intende usarle sono quelle che danno i responsi più precisi. Le Rune hanno nomi sia in inglese che in tedesco antico sono ventiquattro, più una Runa priva di simboli chiamata Wyrd o destino. La lunga e affascinante storia delle Rune si ricollega agli anni più bui del medioevo, in particolare quelli in cui il cristianesimo si diffondeva verso l’Europa del Nord, sostituendo le religioni celtiche e germaniche.

Probabilmente è per questo che il loro impiego inizialmente sacrale, funerario e magico è stato molto spesso associato ad atmosfere misteriose e mistiche. Come per tanti altri mezzi divinatori per una semplice risposta bisogna scegliere dieci Rune. La disposizione runica molto usata è quella che riunisce dieci rune, come nel primo disegno. Per una risposta più completa si possono disporre le dieci Rune in cerchio, come nel secondo disegno.

Come si conservano?
Le Rune si conservano in un sacchetto di cotone di colore nero o rosso.
Le Rune sono energeticamente potenti. Oltre che per la divinazione è possibile indossarle come talismani disegnando il simbolo che ci attrae su un piccolo pezzo di legno o su una pietra con un colore affine al significato del talismano che vogliamo realizzare.

 

Come si usano?

Un metodo semplice lascia un numero di Rune corrispondente al numero delle lettere del proprio nome.

Una sola Runa
Per avere una idea di come sarà la giornata che vi aspetta, estraete una sola Runa dopo aver chiesto: “cosa accadrà oggi ?”.

 

 

Tre Rune
Per avere risposta ad una domanda specifica – con un si o no – si estraggono tre Rune e si leggono in sequenza. La prima da l’idea della situazione reale, la seconda cosa si deve fare, la terza, ci dice come si evolverà.

Cinque Rune
La prima Runa è il passato. La seconda Runa è il presente. La quarta Runa ci indica l’aiuto (da amici, da se stessi, oppure da forze esterne), mentre la quinta ci dice quale aspetto del problema deve essere accettato e non si può modificare. La terza Runa è il risultato finale: entro tre mesi accadrà quanto rivelato.

Sette Rune
Con sette rune si vedono gli avvenimenti accaduti nel passato e ciò che avverrà nel futuro e vanno interpretate in questo modo: la prima e seconda indicano il problema o questione, la terza e quarta sono i disturbi o residui del passato che ne sono la causa. La quinta e la sesta, sono rune che consigliano come modificare le cose sulle quali si deve intervenire. La settima Runa è il risultato.

 

Qual è l’origine delle rune e dell’alfabeto cirillico?

Le rune (dal nordico antico runar, “scrittura segreta”) sono i 24 caratteri grafici particolari del mondo germanico. Raggiunsero la massima diffusione tra il 400 e il 1100, poi cedettero...

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Le rune (dal nordico antico runar, “scrittura segreta”) sono i 24 caratteri grafici particolari del mondo germanico. Raggiunsero la massima diffusione tra il 400 e il 1100, poi cedettero all’avanzata del cristianesimo e dei caratteri latini. Gli ultimi a usarle, molto modificate e sino alla fine dell’Ottocento, furono gli abitanti di un piccolo villaggio svedese.
Le iscrizioni runiche più antiche (100 a. C. - 200 d. C.) dovevano probabilmente essere su legno, perché non ne resta documentazione. I primi documenti runici databili (circa IV secolo d. C.) provengono dalle regioni meridionali scandinave e sono iscrizioni su armi, ornamenti e altri oggetti.
A differenza dell’alfabeto greco e latino, che prendono il nome dalle prime due lettere, alfa e beta, ‘a’ e ‘b’, la serie delle rune germaniche è chiamata “futhark” dai primi sei dei 24 segni (che si associano a gruppi di otto: f, u, th, a, r, k, g, w - h, n, i, j, p, e, r, s - t, b, e, m, l, ng, d, o).


Ma deriva dal latino. Ogni runa può avere valore ideografico, cioè rappresenta anche un concetto. Per esempio, la runa ‘m’ significa uomo. Infatti, in gotico, tedesco e inglese la parola uomo inizia con la lettera ‘m’: “manna”, “mann”, “man”. L’origine delle rune non è ancora certa. In passato fu messa in relazione con l’alfabeto greco (che ha 24 segni), ma questa possibilità è stata poi scartata. Più accreditata è l’origine latina.
L’alfabeto cirillico prende il nome da San Cirillo, a cui è tradizionalmente attribuito. Adottato dagli slavi ortodossi, deriva dall’alfabeto greco maiuscolo.

 

La divinazione con le conchiglie: un’antica pratica giunta sino ai nostri giorni

 

La conchiglia viene usata sia nelle arti figurative che in quelle architettoniche sin dai tempi più antichi. Si associa da sempre all’elemento acqua per un simbolismo che interessa l’acqua e la vita, causa il collegamento tra il ciclo riproduttivo dei molluschi e il plenilunio.

Presso alcuni popoli primitivi, la ciprea ha assunto il valore di moneta, nelle antiche tombe egizie e di altri antichi popoli, dai maya ai cinesi, questo guscio iridescente, associato alla Luna, ha simboleggiato la Grande Madre che accoglie nel grembo l’anima del defunto.

Per il Cristianesimo la conchiglia è il simbolo di rinascita e di purificazione, per questo molte fonti battesimali hanno spesso la forma di una conchiglia.

Nell’antica Grecia, per via della sua struttura simbolica, la conchiglia ricorda i genitali femminili. Ed è proprio per questo motivo che diventa grembo per Venere la dea della bellezza e dell’amore in una prima testimonianza pittorica che si trova a Pompei, in un affresco del primo secolo avanti Cristo.

L’affascinante conchiglia viene consacrata e resa immortale dal Botticelli che la raffigura nella “Nascita di Venere” 1444-1510, in seguito, dal Caravaggio, nel dipinto “La cena in Emmaus” 1571-1610, appesa sul petto di uno dei commensali. Immersa nei suoi più profondi e molteplici significati tra passato e futuro, la conchiglia richiama la sua accezione esoterica, ed apre la porta all’arte divinatoria.

L’atto della divinazione obbedisce come un automatismo ad una delle primitive esigenze umane, affinché placare l’ansia del futuro e percepire l’ignoto. La credenza di massa è la convinzione che il responso bramato sia posseduto da qualche entità e che questa, attraverso simboli, segni e supporti, possa trasferircela in maniera del tutto naturale.

Secondo questa teoria, nascono anche altre arti del predire: la caffeomanzia, la teomanzia, l’oracolo con le foglie, l’oracolo con l’inchiostro, l’agomanzia e la spillomanzia e l’oracolo con le conchiglie. La divinazione con le conchiglie è un tipo di mantica proveniente dal continente africano.

I maghi primitivi dell’Africa e gli orixiscià brasiliani conservano sessantacinque conchiglie dentro consunte sacche in pelle. Prima di lanciare in aria le conchiglie, compiono determinati gesti, sussurrando formule in uno stato di semitrance carico di suspense e di fascino.

In Anatolia si ritrova lo stesso numero di conchiglie (sessantacinque), sostituite con trentuno fave dagli zingari in Turchia, in questo caso unite ad un anello di stagno, un pezzetto di zucchero e del pane. La divinazione si svolge per terra e si invoca Iflù, lo spirito dei nomadi. Gli zingari arredano esageratamente l’atto divinatorio e oltre a sostituire le conchiglie con le fave, aggiungono due grosse perle in ceramica o di vetro di colore azzurro che servono a simboleggiare gli occhi di Allah.

Prediligono le ore del mezzogiorno, perché secondo le loro convinzioni sono più adatte per ricevere responsi sul futuro, mentre per allontanare gli spiriti delle passioni (i demonietti rossi), le ore del tramonto. Il tramonto è rosso, e in Oriente il rosso è visto come il colore degli spiriti seduttori. Su questo colore concordano anche gli orixscià brasiliani, attribuendo il rosso a Boumbagira, la regina del male.

In Turchia, non trascurano nessun particolare e per proteggersi e non inimicarsi il diavolo, realizzano il contenitore della fave magiche con una stoffa rosso scuro, cinto da un lungo cordone nero.

Ma torniamo alle conchiglie e a ciò che serve per divinare correttamente. Dunque: si sceglie la spiaggia durante la settimana del plenilunio, proprio quando l’alta marea lascia a riva molte conchiglie, bianche rossastre.

Si raccolgono 31 conchiglie possibilmente tutte della stessa grandezza che andranno contrassegnate con simboli neri. Spesso sulla spiaggia si trovano anche vetri logorati dal mare: se ne aggiungono due, verdi o azzurri, per indicare il cielo.

Dopo aver raccolto le conchiglie e impresso nel loro interno il simbolo, si aggiungono: una zolletta di zucchero, un pezzo di sughero, una vecchia moneta di rame, il pane e un anello di nichel (in alternativa in stagno o argento).

La borsa magica va realizzata personalmente dopo il tramonto di un giovedì di numero dispari, con un tessuto usato.

 

 

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