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In collaborazione con le Redazioni - NotizieWeb 24/24; DangerNews; The Curious MagazineWeb

14 Dec

Profezia dei "Libri Sibillini"

Pubblicato da Euranie Cryzz; Vitaly Simon;  - Tags:  #Enigmi

Libri sibillini

I Libri sibillini erano una raccolta di responsi oracolari scritti in lingua greca e conservati nel tempio di Giove Capitolino sul Campidoglio.

La storia della religione romana tramanda di come la Sibilla Cumana avesse offerto libri, che erano in numero di nove, al re romano Tarquinio il Superbo, il quale però considerò il prezzo di quest'ultimi troppo esoso. La Sibilla allora bruciò tre di questi libri e offrì di nuovo i sei rimasti al re. Il re Tarquinio rifiutò ancora, quindi la sibilla ne brucio altri tre. Riformulò quindi la proposta a Tarquinio, che questa volta accettò, però al prezzo iniziale dei nove volumi.

I libri sibillini furono quindi affidati alla custodia di due membri Patrizi (duumviri sacris faciundis), che in seguito furono aumentanti fino ad un numero di quindici, comprendendo fra essi anche cinque rappresentanti del popolo. Il loro ruolo consisteva nel consultare gli oracoli su richiesta del Senato (i lectisternia), per evitare di contrariare gli dèi con nuove imprese. I libri venivano conservati in una camera scavata sotto il tempio di Giove Capitolino.

I libri bruciarono in un incendio nel 83 a.C. e si tentò di ricostruirli cercandone i testi presso altri templi e santuari. Queste nuove raccolte furono ricollocate nel tempio di Apollo sul Palatino grazie all'interessamento dell'imperatore Augusto. Qui rimasero fino al V secolo, dopo di che se ne persero le tracce. Rutilio Namaziano nel suo poema De Reditu suo accusa aspramente il generale Stilicone di averli bruciati nel 408.

Sibilla Cumana

La Sibilla Cumana è la più famosa tra le Sibille, figure profetiche della religione greca e romana: questo titolo era detenuto dalla somma sacerdotessa dell' oracolo di Apollo (divinità solare ellenica) e di Ecate (antica dea lunare pre-ellenica), oracolo situato nella città magnogreca di Cuma, fondata dagli Ausoni. Ella svolgeva la sua attività oracolare nei pressi del Lago d'Averno, in un antro conosciuto come "l'antro della Sibilla" ove la sacerdotessa, ispirata dalla divinità, trascriveva i suoi vaticini in esametri, su foglie di palma. La sua importanza era nel mondo italico pari a quella del celebre oracolo di Apollo di Delfi in Grecia.

Tali Sibille erano giovani vergini (ma spesso figurate come decrepite per l'antichità del lignaggio), che svolgevano attività mantica in uno stato di trance (furor). L'etimologia e l'origine dell'appellativo è sconosciuta.

Alcuni nomi che ci sono rimasti delle Sibille Cumane sono: Amaltea, Demofila ed Appenninica (di cui abbiamo testimonianza in Licofrone e in Eraclito). Nel libro VI dell'Eneide, Virgilio la chiama Deifobe di Glauco. In tale poema la Sibilla Cumana è il personaggio centrale, con la doppia funzione di veggente e di guida di Enea nell'oltretomba. La presentazione dell'Oracolo è accompagnata dal cupo ritratto dei luoghi in cui vive e che formano un tutt'uno a suggerire un'immagine di paura ma allo stesso tempo di mistero.

Ella ha anche una leggenda: "Apollo innamorato di lei le offrì qualsiasi cosa purché ella diventasse la sua sacerdotessa,ed essa gli chiese l'immortalità , ma si dimenticò di chiedere la giovinezza,quindi, invecchiò sempre più finché ,addirittura, piccolo e consumato come quello di una cicala così decisero di metterla in una gabbietta nel tempio di Apollo finché il suo corpo non scomparve e rimasè solo la voce;ma, Apollo le diede una possibilità se lei fosse diventata completamente sua lui le avrebbe dato la giovinezza,ma,lei per non rinunciare alla sua castità decise di rifiutare."

In Ovidio, inoltre, nel libro XIV delle Metamorfosi la Sibilla Cumana racconta ad Enea di aver ottenuto da Apollo mille anni di vita, tanti quanti i granelli di sabbia che aveva stretto nella propria mano. Dimenticandosi, però, di chiedere al dio l'eterna giovinezza, la Sibilla è destinata a diventare sempre più debole e avvizzita col passare del tempo.

Tutt'ora è visibile l'antro della Sibilla Cumana nella frazione Cuma, che è divisa a metà tra il comune di Bacoli e quello di Pozzuoli entrambi in provincia di Napoli.

 

Le profezie delle antiche profetesse greche, sono rimaste custodite come un tesoro, per secoli. Grazie a loro, oggi possiamo vedere i pericoli che minacciano l'umanità e scegliere la strada giusta per un ulteriore sviluppo.

 

 

Questo libro offre un'attenta analisi attraverso alcuni versi contenuti nei "Libri Sibillini" degli eventi che si sono già verificati ed altri stanno aspettando solo noi in futuro.Stiamo parlando di fatti rilevanti per il corso della storia umana: il regno di alcune figure storiche, grandi guerre, la nascita e la vita di Gesù Cristo, la futura venuta dell'Anticristo, l' apocalisse e catastrofi naturali su scala planetaria. L'autore mette a confronto le previsioni delle sibille con l' archeologia, antropologia, paleontologia, e vari documenti storici. Inoltre, nelle profezie dei"Libri Sibillini" sul futuro lontano, si trova molto in comune con le predizioni di Nostradamus e dei ben noti profeti dei tempi moderni.

 

Al centro del libro vi sono i testi dei canti profetici sibillini della profetessa degli antichi greci, che aveva previsto il destino del mondo per diverse migliaia di anni. A differenza dei profeti più noti, tra cui Nostradamus, Sibyl non ha tentato di crittografare i propri messaggi, ma aveva riferito apertamente cosa sarebbe avvenuto tra la gente e sul pianeta in futuro.

Nei singoli capitoli di questo libro il lettore troverà le previsioni:i governanti degli stati antichi, compresi i faraoni egiziani, A. il Macedone, J. Cesare, Cleopatra, Ottaviano, ed altri , sui disastri naturali che si sono verificati nell'antichità e che potranno verificarsi in futuro, di scontri militari nel XXI-XXII secolo, e il destino dei singoli paesi (America, Iraq, Egitto, India, Russia e altri paesi). Vitaly Simon esplora le profezie e le confronta storicamente con le opere degli antichi filosofi greci, ebraici e antichi sapienti russi della letteratura, folklore, dei popoli indigeni del Nord e del Sud America, Amazzonia, India e altri paesi. Perché il libro "Libri Sibillini" che si dovrebbe leggere e' stato tenuto segreto per diverse centinaia di anni,ora e' finalmente disponibile per il lettore comune.

 

Le informazioni contenute nel libro sono state più volte confermato dai fatti della storia, e il lettore troverà molte prove in questo studio di Vitaly Simon. Le Profezie riguardanti il futuro prossimo dell'umanità, da un lato, ci fanno pensare a qual è il nostro contributo per il destino del pianeta, d'altra parte, indicano il percorso di speranza e di salvezza.

 

APPROFONDIMENTO:

http://www.lett.units.it/ichco/Documenti%20condivisi/scrittura%20sibillina.%20I%20libri%20fatales%20della%20storia%20romana.pdf

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