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In collaborazione con le Redazioni - NotizieWeb 24/24; DangerNews; The Curious MagazineWeb

03 Apr

Allergie stagionali, Cause e Cure

Pubblicato da Gentilin Maria Cristina  - Tags:  #Mybeuty

Informazioni base sulle allergie in particolare quelle stagionali, con link ai migliori siti tematici che forniscono spunti e consigli su come come prevenirle e curarle...

 

Nella terminologia corrente per allergia s’intende una reazione del sistema immunitario verso agenti (detti allergèni) ordinariamente innocui per l’organismo ma che, in soggetti geneticamente predisposti, produce una reazione infiammatoria coinvolgente diversi organi e apparati e, dunque, scatenante sintomi diversi (rinite, congiuntivite, asma, orticaria, prurito, edemi, fino allo shock anafilattico).

CAUSE
Nel corso di un processo chiamato sensibilizzazione, il sistema immunitario individua erroneamente una sostanza innocua come un qualcosa di nocivo, ed inizia così a produrre anticorpi che provocano allergie. Ogni volta che si viene a contatto con quella stessa sostanza, per esempio il polline delle graminacee, questi anticorpi la riconoscono e segnalano al sistema immunitario di rilasciare sostanze chimiche come l’istamina nella circolazione sanguigna. Queste sostanze chimiche del sistema immunitario causano una reazione che determina i segni ed i sintomi fastidiosi nel caso specifico della febbre da fieno.

Gli allergeni sono normalmente presenti nell’ambiente in cui viviamo e possono essere introdotti nell’organismo attraverso le vie respiratorie (allergeni inalanti: pollini, acari della polvere, peli e forfore di animali), per ingestione (allergeni alimentari, farmaci), attraverso la cute (allergeni da contatto, come ad esempio il nichel) o per via iniettiva (farmaci, insetti).
Questi possono essere classificati come:


- Perenni tra cui ricordiamo

  • Gli acari
  • Gli allergeni animali
  • Gli scarafaggi
  • Le spore di funghi in ambienti chiusi o all’aperto e le muffa

- Stagionali come ad esempio

  • Polline d’alberi, comune in primavera;
  • Pollini di graminacee, comune nella tarda primavera e in estate;
  • Polline di erba, comune in autunno;
  • Le spore di funghi e muffe, che possono peggiorare durante i mesi caldi;

In Italia, secondo studi statistici sulla popolazione, il numero degli allergici è di oltre 10 milioni.

I pollini costituiscono percentualmente la più cospicua tra le cause di allergie ad inalanti.
In Italia i pollini che rivestono maggiore importanza clinica sono quelli di piante erbacee (Graminacee, Urticacee, Composite) e di alcune piante arboree (Cupressacee, Oleacee, Betulacee).

CURE E RIMEDI
Per evitare reazioni allergiche si possono prevenire i sintomi dell’allergia evitando i fattori scatenanti o procedere ad Immunoterapia o terapia di desensibilizzazione specifica che consiste in trattamenti più o meno prolungati di iniezioni contenenti estratti di allergeni purificati, in modo da desinsibilizzare i soggetti e ridurre i segni, i sintomi e di conseguenza il bisogno di farmaci per la cura della sintomologia, tra cui ricordiamo i Corticosteroidi, Antistaminici, Decongestionanti.
Di seguito troverete i siti specializzati e gli articoli più interessanti che abbiamo reperito in rete inerenti l'argomento.

 

 La rete POLLnet è la rete di monitoraggio aerobiologico istituzionale del Sistema delle Agenzie Ambientali. Per conoscere gli aggiornamenti e le previsioni sulle concentrazioni polliniche nell'aria è possibile consultare i bollettini emessi dalla Rete Italiana di Monitoraggio Aerobiologico. Il rilevamento dei pollini e delle spore aerodiffusi viene effettuato in numerosi centri distribuiti sull'intero territorio nazionale: per ogni regione sono disponibili il bollettino sempre aggiornato e i livelli di concentrazione relativi alla singola stazione di monitoraggio.
 
: Sito italiano che tratta argomenti di allergologia, aerobiologia, pneumologia, asma e asmologia, congressi, foto e disegni di acari, pollini e piante allergizzanti, muffe e miceti, batteri. Ampie sezioni dedicate a farmaci, medicine, terapia, vaccini antiallergici, diagnosi e tecniche diagnostiche. Pagine su argomenti di pediatria, geriatria, orl otorinolaringoiatria, infezioni respiratorie, problemi della donna.
 

nella vita quotidiana, confermato anche da statistiche nazionali che mettono le allergie al terzo posto tra le patologie croniche più frequenti, con un trend di crescita in continuo aumento.

 

Nell’allergia il sistema immunitario reagisce in modo “esasperato” di fronte ad un “qualcosa” con il quale si è venuti a contatto (attraverso l’aria che respiriamo, il cibo che mangiamo, le sostanze e gli oggetti con cui la nostra cute viene a contatto….); il fatto sconcertante è che questo “qualcosa”, chiamato allergene, è assolutamente innocuo per i più ma, inspiegabilmente, risulta essere dannoso per l’allergico.

 

Ciò che è importante chiarire è che l’allergia, qualunque sia l’allergene, ovunque sia il suo sito d’ingresso nell’organismo (bocca, naso, cute…) e qualunque sia l’organo o il tessuto sul quale la reazione esasperata si manifesta, non è mai una problematica localizzata ma è sempre una problematica sistemica, coinvolgente perciò l’intero organismo.

 

Diversi studi hanno infatti dimostrato che, sebbene si evidenzi con sintomi localizzati (congiuntivite allergica, dermatite atopica, rinite, asma, ecc.) apparentemente scollegati tra loro, l’allergia ha sempre e comunque un’origine sistemica, che sta alla base di tutte le sue manifestazioni.

 

Questa è la chiave per comprendere il perché, ad esempio, un bambino con dermatite atopica nella primissima infanzia (a comparsa entro il primo anno di vita nel 60-70% dei casi) può in seguito, solitamente intorno ai 4-5 anni, iniziare a manifestare sintomi d’asma, proprio nel momento in cui l’iper-reattività cutanea sembra essere ormai risolta.
Inoltre, comprendere la base sistemica dell’allergia è fondamentale per capire che, come una forma eritematosa cutanea può essere innescata sia dal contatto con un allergene ambientale sia con un alimento, allo stesso modo anche i sintomi dell’asma, della rinite e della congiuntivite possono essere legati non solo alla sensibilizzazione verso allergeni inalanti ma anche verso allergeni che vengono a contatto con l’organismo in sedi che nulla hanno a che fare con la mucosa respiratoria. Questa reattività che potremmo definire “crociata” fonda le sue basi sull’essere l’allergia una problematica sistemica.

 

Alla base di tutto: il disequilibrio della “bilancia” immunitaria.

 

Gli allergeni inducono il sistema immunitario a produrre una particolare classe di anticorpi: le immunoglobuline di tipo E (IgE). L’ipersensibilità IgE-mediata è infatti una caratteristica di tutte le problematiche allergiche.
Alla base di questo comportamento immunitario vi è un disequilibrio nella differenziazione delle cellule che funzionano come i “registri” della risposta difensiva, i linfociti T helper. I T helper (Th) sono suddivisi in due sottogruppi con funzioni specifiche, i Th1 e i Th2, tra loro antagonisti. Il cardine dell’efficienza immunitaria, e quindi della salute, dell’individuo ha le sue basi nell’equilibrio tra Th1 e Th2.

 

Per svariati fattori (mancato o scarso allattamento al seno, vaccinazioni, uso di farmaci, soprattutto antibiotici, alimentazione ricca di zuccheri e proteine animali, ecc.), questo equilibrio può venire a mancare, privilegiando un orientamento immunitario, oppure l’altro. Lo sbilanciamento immunitario verso Th2 è una caratteristica che predispone l’individuo all’allergia. I Th2 sono infatti legati all’attivazione e alla differenziazione dei linfociti B, produttori di IgE, gli anticorpi dell’allergia.

 

La “marcia” dell’allergico

 

I quadri clinici dell’allergia tendono spesso a presentarsi con una progressione cronologica caratteristica. I primi sintomi di allergia sono rappresentati di solito da lesioni cutanee a carattere eritematoso (la classica dermatite atopica), che compaiono nei bambini molto piccoli, spesso sin dai primi mesi di vita.

 

Oltre a queste forme, altre manifestazioni precoci di allergia possono essere alcuni sintomi gastroenterici, come diarrea, vomito e dolori addominali; i sintomi respiratori sono invece solitamente a comparsa più tardiva, anche se la rinite e il “respiro sibilante”, prime evidenze del coinvolgimento della mucosa respiratoria, possono comparire anche nei bambini molto piccoli.

 

La dermatite atopica è comunque solitamente il primo, in ordine cronologico, della sequenza di eventi clinici che possono condurre all’espressione, ad esempio, dell’asma bronchiale; la dermatite atopica sembra quindi costituire il fattore di rischio principale per questo tipo di evoluzione. Infatti, in circa l’80% dei bambini che ne sono affetti si assiste in seguito alla comparsa di manifestazioni allergiche respiratorie, l’asma bronchiale in particolare; inoltre, a conferma di questa predisposizione, livelli elevati di IgE totali nel sangue (PRIST test) e Skin PRICK test positivi per allergeni inalanti (oltre che alimentari) possono essere dimostrati nell’80-90% dei soggetti con dermatite atopica.
Queste ed altre evidenze cliniche portano a ritenere che è come se l’allergia si “muovesse” all’interno dell’organismo, spostando la reattività verso tessuti più profondi, come in una sorta di marcia…

 

Questa progressione, ampiamente dimostrata e riconosciuta, è stata perciò definita “la marcia dell’allergico”. Per “marcia allergica” si intende appunto lo sviluppo in successione, quasi a tappe, di diverse manifestazioni allergiche nei primi anni di vita che vanno di pari passo con la progressiva sensibilizzazione dei diversi organi e tessuti (cute, mucosa intestinale, congiuntiva, mucosa respiratoria e bronchiale).

 

Il trattamento delle allergie con la medicina convenzionale

 

L’incremento della casistica delle allergie è stato accompagnato da un aumento del numero di individui sottoposti a cura farmacologica. Purtroppo, uno dei maggiori “difetti” della medicina moderna è la costante presenza nei farmaci di effetti collaterali secondari, più o meno fastidiosi e, addirittura, più o meno pericolosi per la salute stessa di chi li assume. In particolare, nelle patologie croniche, quali le affezioni allergiche, le conseguenze di un’assunzione continuativa possono essere pesantissime per la salute generale dell’individuo.

 

Inoltre l’approccio ufficiale si occupa di contenere i sintomi senza  trattare invece le cause che hanno portato all’iper-reattività allergica dell’individuo: ciò porta alla non risoluzione della problematica e all’utilizzo di molti farmaci per curare i tanti sintomi che si manifestano…con la conseguenza di molteplici effetti collaterali!

 

Le classi di farmaci maggiormente utilizzate in tal senso sono gli antistaminici, gli stabilizzatori di membrana, i β2 stimolanti/adrenergici, i cortisonici e gli antileucotrienici. Gli antistaminici, sia di prima che di seconda generazione, presentano numerosi effetti collaterali: la sedazione, che limita fortemente la qualità di vita del paziente, è uno di questi, l’effetto “rimbalzo”, all’interruzione del farmaco, è un altro, molto comune.

 

Altri effetti collaterali sono: dolori gastrici, secchezza delle fauci, delle mucose nasali e della gola, vertigini, nervosismo, irrequietezza ed aumento di peso, per non parlare del rischio di una forma di aritmia che può evolvere in quella che viene chiamata “torsione di punta”, un’aritmia potenzialmente letale.

 

Ricchi di effetti collaterali sono anche gli stabilizzatori di membrana: broncospasmo, tosse, affanno, edema laringeo, tumefazione e dolori articolari, angioedema, mal di testa, rushes cutanei, nausea, sapore cattivo in bocca, oltre al fatto che risultano insufficienti per contenere i sintomi se utilizzati da soli e necessitano perciò dell’associazione con i cortisonici e/o gli antistaminici.

 

Gli effetti avversi dei β2 stimolanti/adrenergici sono tali e tanti che si dovrebbe veramente utilizzarli in extremis, solo nei casi di effettivo bisogno del paziente. Tra i maggiori effetti collaterali di tali farmaci ricordiamo: euforia, tachicardia, insonnia, nervosismo, agitazione, ansietà a cui si aggiungono, ben più gravi, nausea, vomito, cefalee, aumento della pressione sanguigna, ictus cerebrale e infarto cardiaco (in particolare, questi farmaci devono essere usati con estrema cautela dai cardiopatici).

 

I cortisonici, purtroppo ampiamente utilizzati per la loro efficacia nel “mascherare” i sintomi, danno, ahimè, ritenzione idrica, gonfiore del viso, aumento della peluria, insonnia, aumento dell’appetito.

 

Il protrarsi della cura può portare ad incremento di peso, riduzione della massa muscolare, iperglicemia, osteoporosi, ulcere gastriche, psicosi, cataratte, glaucoma, ritenzione di sodio  e perdita di potassio, ipertensione arteriosa, micosi ed infezioni. Non meno pericolosi sono anche gli antileucotrienici, di recente immissione in commercio, i quali sembrano essere direttamente collegati a cambiamenti comportamentali quali ansia, depressione e, in ultima analisi, tendenza al suicidio (e sono per tale ragione monitorati, dal marzo 2008, da parte della FDA).

 

Una considerazione a parte va fatta per l’Immunoterapia Allergene Specifica (ITS); il principio è quello di somministrare al soggetto allergico dosi sempre crescenti di allergene con lo scopo di indurre tolleranza o di desensibilizzare verso l’allergene stesso. La somministrazione deve essere effettuata per un periodo di tempo molto lungo, dai 3 ai 5 anni!!! L’ITS non elimina tutti i sintomi dell’allergia e anche dopo il termine della procedura, l’allergico continuerà con la terapia farmacologica “a vita”, anche se con dosaggi minori.

 

Ciò, tra l’altro, darebbe maggior credito a recentissime scoperte in campo immunologico secondo le quali ripetuti sbilanciamenti in un unico senso (in questo caso sempre verso Th2) porterebbero il sistema alla cronicità dell’infiammazione (e questo ne spiegherebbe appunto l’inefficacia in termini di risoluzione definitiva).  Recentemente è stata messa a punto un’immunoterapia velocizzata, chiamata RUSH ITS, che richiede solo 15 giorni di somministrazione ma quantitativi di allergene decisamente superiori e perciò più pericolosi (con rischio di shock anafilattico!).

 

La somministrazione in contemporanea dell’omalizumab, farmaco antagonista delle IgE, non si è rivelata sicura come si ipotizzava, anzi aumenta la possibilità di reazioni allergiche; per tale ragione  l’FDA, all’inizio del 2007, ha diramato un warning relativo proprio a questo rischio, più frequente nel primo mese di trattamento, ma possibile anche dopo parecchi mesi di terapia.

 

Con questi presupposti, assume importanza vitale un eventuale approccio alternativo costituito da rimedi naturali e stile di vita, con lo scopo, da una parte di diminuire la reattività dell’organismo e lo stato infiammatorio sistemico cronico (legato allo squilibrio verso Th2), dall’altra, un’azione diretta locale volta ad evitare i fastidi del processo infiammatorio (innescato dal contatto con l’antigene); tutto ciò, senza controindicazioni ed effetti collaterali.

 

La natura ti aiuta in caso di allergia.
L’approccio naturale ed efficace

 

Dato il forte disequilibrio della bilancia immunitaria, caratteristico dei soggetti allergici, unitamente allo stato infiammatorio generale, la strada percorribile, con un valido approccio naturale, punterà prima di tutto sul riequilibrio del sistema immunitario con un’azione immunomodulante, unitamente al mettere in atto una generalizzata attività antinfiammatoria e un’azione naturale diretta nei confronti dell’eccessiva produzione di istamina, con l’obiettivo di diminuire così la reattività dell’organismo alle sollecitazioni date dal contatto con gli allergeni.

 

Quest’approccio, che possiamo definire “di base”, idoneo in qualsiasi caso di manifestazione allergica, da utilizzare sia in prevenzione, sia in presenza di sintomatologia, sarà poi coadiuvato da funzionali specifici ad uso locale, volti alla remissione dei sintomi, nel caso si presentino i sintomi o avvisaglie degli stessi.

 

La natura può aiutarti con:

 

Biosterine®: con le sue potenti proprietà salutistiche in qualità di immunomodulante, antinfiammatorio, antiallergico rappresenta il punto di partenza dell’approccio.
Per via sistemica, Biosterine® è in grado di guidare l’organismo verso il riequilibrio del sistema immunitario e di esercitare una marcata azione antinfiammatoria; inoltre, abbassa notevolmente la reattività allergica dell’individuo e riduce la flogosi dei tessuti colpiti dalle allergie.
L’associazione di Biosterine® con altri specifici principi naturali consente di raggiungere risultati ancora più significativi e di aiutare l’organismo a ridurre sensibilmente l’iper-reattività nei confronti di allergeni di varia natura.

 

 

 

Quercitina: rimedio di grandissima utilità nelle problematiche allergiche di varia natura. Si può definirla prima di tutto un antistaminico naturale, con in più una spiccata azione antinfiammatoria ed antiossidante. La Quercitina compie sia un’azione immediata (utilissima per alleviare i sintomi allergici acuti innescati dall’intenso effetto irritante provocato dall’istamina), sia a lungo termine,  ostacolando infatti la cronicizzazione dell’allergia. Da sottolineare che l’azione antistaminica della Quercitina non interferisce in alcun modo con i sistemi recettoriali fisiologici per l’istamina (ove invece si legano i farmaci antistaminici di sintesi) ed è perciò priva di effetti collaterali.

 

Rutina: glucoside della Quercitina, rappresenta anch’essa uno straordinario aiuto di fondo per abbassare la reattività dell’organismo nei confronti degli allergeni. Numerosi studi ne hanno evidenziato l’attività sia nella risposta allergica immediata, sia in quella ritardata. La Rutina coadiuva il compito della Quercitina, integrandola e rafforzandone l’efficacia.

 

Ribes nero: l’elevato contenuto in acidi grassi polinsaturi, alfa-linolenico (omega-3) e gamma-linolenico (omega-6), è ritenuto essere tra i principali fattori responsabili della sua azione antinfiammatoria. Gli estratti di Ribes nero sono anche ricchi di antociani e di polifenoli (rutina e isoquercitina), con un ruolo fondamentale nell’inibire la risposta allergica infiammatoria, e di principi attivi di natura steroidea, ritenuti possedere un effetto cortisone-simile, con una conseguente azione antinfiammatoria fisiologica, priva di effetti collaterali.

 

Piantaggine: viene principalmente usata, per via interna, per allergie ed infiammazioni, risultando utile nel trattamento dei processi flogistici in particolare a carico dell’apparato broncorespiratorio. Le sue proprietà antiallergiche sono dovute principalmente alla presenza di un glucoside iridoide, l’aucubina. Il meccanismo con il quale questo principio attivo esplica azione antiallergica sembra essere di tipo antistaminico, come per la Quercitina.
Tali funzionali sono facilmente veicolabili in compresse deglutibili per gli adulti, in formulazione bevibile per i bambini.

 

In entrambi i casi sono utili:
– nelle fasi asintomatiche, per abbassare la reattività allergica dell’individuo, per periodi di 2-3 mesi, ripetendo il ciclo di assunzione più volte all’anno.
– sin dalle prime avvisaglie di sintomi, per evitare l’evoluzione alla forma acuta o ridurne gli effetti. In tal caso è necessaria l’associazione concomitante dei rimedi sintomatici specifici (a seconda che si tratti di rinite, congiuntivite o asma) sino alla remissione dei sintomi.
2. Dare sollievo ai sintomi locali (di asma, rinite o congiuntivite allergica), nel caso in cui questi si manifestino, evitandone il peggioramento.

 

In caso di sintomi d’asma:
– Favorire per via sistemica la fisiologica contrattilità della muscolatura bronchiale: granulato solubile in bustine monodose a base di Magnesio citrato e Coleus forskohlii.
– Favorire per via locale diretta un’azione antinfiammatoria e broncorilassante: soluzione nebulizzabile in fiale pronte all’uso a base di Biosterine®, Coleus forskohlii, Adhatoda vasica e Drosera rotundifolia.
In caso di sintomi di congiuntivite allergica:
– Contrastare i sintomi tipici della congiuntivite allergica: soluzione oculare isotonica sterile a base di Biosterine®, Sodio jaluronato, Capparis spinosa, Nymphaea odorata, Glycyrrhiza glabra (Liquirizia) e Aspalathus linearis (Rooibos).

 

 

 

 

 

 

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