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In collaborazione con le Redazioni - NotizieWeb 24/24; DangerNews; The Curious MagazineWeb

17 Nov

Dossier su Privacy, sicurezza dati, sicurezza informatica

Pubblicato da Arena Lucia

Dossier su Privacy, sicurezza dati, sicurezza informatica

Dossier su Privacy, sicurezza dati, sicurezza informatica

Internet è stata una grandissima invenzione. Vi possiamo trovare qualsiasi tipo di informazione, possiamo comunicare con le persone, possiamo usufruire di tanti servizi che ci permettono di risparmiare tempo, pensiamo agli e-commerce, ai servizi bancari e via discorrendo. Però dietro a tutto questo bel castello dobbiamo anche essere consapevoli di tutti i pericoli più meno nascosti che si celano in questa giungla elettronica. Ecco allora riassunti i principali pericoli di cui dobbiamo essere consapevoli nell’utilizzo di internet.

Navigare in siti pericolosi

Quando si naviga è davvero facile cliccare sul link sbagliato ed aprire un sito che carica sul nostro computer un malware. Per fortuna, se sul PC è installato un antivirus aggiornato, il virus, viene fermato prima che possa arrecare danno.

Un altro pericolo a cui dobbiamo prestare particolare attenzione, a cui gli antivirus non sempre sono efficaci, sono i ransomware il cui scopo è di criptare i file personali per poi successivamente chiedere un riscatto per rilasciare la chiave di decriptazione. Importante, nel riconoscere ed evitare i siti con virus, è anche l'uso di un browser aggiornato all'ultima versione, che sia protetto contro tutti i bug.

Tra i siti più pericolosi che possono contenere malware ci sono sicuramente i siti per adulti, i siti di pirateria di qualsiasi tipo, quasi tutti i siti di torrent (sempre con pirateria), siti di download illegali (come film e musica) e siti di crack.

La privacy

Inevitabile che iscrivendosi a social network, forum, chat, parte della nostra privacy viene compromessa, perché in qualche modo dobbiamo dire al mondo chi siamo, a meno che non si scelga di usare uno pseudonimo che nasconde la nostra vera identità.

Io penso che ciascuno di noi debba fare una scelta e scegliere cosa mantenere riservato e cosa no. È ovvio che informazioni sensibili come le nostre password, numero di carta di credito, telefono, indirizzo sono informazioni che dobbiamo preservare, così come dobbiamo cercare di evitare di raccontare al mondo i fatti nostri come la serata con gli amici, o mettere in rete le foto dei nostri figli. Cominciano col dire un punto fondamentale, internet è pubblico, qualsiasi cosa pubblichiate la vedrà chiunque. Ragion per cui evitiamo di pubblicare informazioni che non desiderate siano viste da persone non autorizzate.

Perché è importante questa puntualizzazione?

Internet è estremamente vasto, si può trovare qualsiasi genere di informazione, è un mezzo utilissimo per comunicare e cercare informazioni. Ma tra le informazioni che si possono cercare ci sono anche quelle personali.
Una volta pubblicata un'informazione questa è immediatamente pubblica, e se questa informazione è di carattere personale, se viene vista dalla persona sbagliata può anche essere usata per fini malevoli.

Quindi, quali linee guida per la pubblicazione sul web?

- Internet è un romanzo non la cronistoria personale. Ricordiamoci che ciò che viene pubblicato su internet non viene solo visto da amici o conoscenti ma anche dagli sconosciuti. Quindi pubblichiamo su internet solo informazioni di carattere pubblico che anche gli sconosciuti possano leggere, non informazioni che vogliamo rendere note solo ad una ristretta nicchia.
È vero che molti social network permettono delle restrizioni sulla privacy, ma non tutti le adottano, quindi se le informazioni non sono di carattere proprio pubblico usiamo altri mezzi per renderle note.

- Facciamo attenzione a quello che pubblichiamo. In passato le uniche informazioni personali che si reperivano sul web erano il proprio numero di telefono o la mail e l'indirizzo, del resto è un po' sempre stato così con gli elenchi telefonici.
Ma oggi grazie ai social network, e alla facilità con cui si possono creare siti web personali, grazie ai vari servizi gratuiti di blogging, possiamo rendere pubbliche una considerevole quantità di informazioni, sul nostro lavoro, sui nostri interessi, la nostra famiglia.
Sono tutte informazioni che in mano ad utenti malintenzionati possono provocare danni anche seri. Non ci rendiamo conto, ma pubblicare su internet è come se facessimo un comizio in piazza del Duomo a Milano.

- Non è sufficiente cancellare. Rendiamoci bene conto di quello che pubblichiamo, perché possiamo si cancellare un post da Facebook o Twitter o rimuovere una pagina dal nostro blog, ma ora che lo rimuoviamo altri utenti potrebbero aver letto l'informazione, e salvato una copia locale della pagina web o foto.
I motori di ricerca potrebbero averla già spyderata e ora che viene cancellata ne passa del tempo. I browser hanno dei maccanismi di caching per velocizzare la navigazione, potrebbe quindi essere che una copia della pagina che abbiamo rimosso sia sul computer dell'utente o peggio ancora nella cache dei motori di ricerca. Infatti i motori di ricerca proprio per velocizzare la ricerca utilizzano anche loro meccanismi di caching.

Insomma, quando dobbiamo pubblicare qualcosa su internet pensiamo bene alle implicazione che essa comporta. Poniamoci la domanda quali potrebbero essere le conseguenze del rendere pubblica questa notizia. I pericoli sono sempre in agguato, e ricordiamoci che maggiori informazioni personali pubblichiamo maggiormente siamo esposti al furto d'identità.

Attenzione ai siti non protetti

Preoccupiamoci che quando per forza di cose dobbiamo fornire dati sensibili, la navigazione sia protetta. E come facciamo a capirlo? Molto semplice, basta fare attenzione che nella barra degli indirizzi del browser l’indirizzo inizi con https e non con http e che sia presente un lucchetto.

Questo significa che la comunicazione fra client, il nostro pc o dispositivo mobile, e il server web su cui risiede il sito che stiamo consultando, è crittografata. Ciò significa che i dati non vengono trasmessi in chiaro, e quindi se qualcuno dovesse intercettare la comunicazione non riesce a leggere cosa viene trasmesso. Nel corso della navigazione web a volte capita che aprendo un sito internet, il browser visualizzi un messaggio del tipo "C'è un problema con il certificato di protezione del sito Web".

A questo punto è nostra facoltà decidere se continuare a visitare il sito oppure passare altrove. Ma qual è il significato di questo messaggio?

Per meglio comprenderne il significato è opportuno vedere brevemente qualche nozione di sicurezza dei siti web, che è importante conoscere per poter riconoscere facilmente quando alzare il livello di attenzione. Quando si naviga in rete capita di usufruire di servizi online in cui è assolutamente necessario che la comunicazione fra client (il nostro browser) e server (il server web presso cui è ospitato il servizio che stiamo consumando) siano crittografate, così che se dovessero essere intercettati i dati trasmessi da chi non ne ha facoltà questi non siano leggibili.

Tipicamente in questa categoria di servizi rientrano banche, negozi online, PayPal, posta elettronica, dove si vanno a memorizzare informazioni estremamente riservate e sensibili. Quando si accede a questa tipologia di siti, si noterà che davanti al suo indirizzo internet, c'è un lucchetto, e che l'URL inizia con https:// invece che con http://. HTTPS (HyperText Transfer Protocol Secure) indica che il sito è protetto da Secure Socket Layer / Transport Layer Security.

In pratica garantisce che i dati che passano tra visitatore e sito siano crittografati e che il sito sia identificato come autentico. Il sito dimostra di essere amministrato e gestito dai suoi veri proprietari tramite un certificato di sicurezza che viene riconosciuto dal browser.

Se si naviga su un sito che richiede iscrizione e registrazione di un account, ma non mostra un certificato di sicurezza e non inizia con HTTPS, allora bisognerebbe prestare molta attenzione perché i dati che si inviano a quel sito vengono trasmessi in chiaro. Ma è anche lampante che non essendo la comunicazione crittografata i dati non sono particolarmente sensibili.

La stessa attenzione va posta nel caso in cui il sito ha l'indirizzo https, ma viene visualizzato un avviso di problema sul certificato di protezione perché quello potrebbe essere un falso o comunque non un sito sicuro. Quando quindi il lucchetto non compare di colore verde, ci si può cliccare sopra per vedere maggiori dettagli.

Il certificato di protezione di un negozio online o di siti con connessione https pagano un ente chiamato Certificate Authority (CA) affinché faccia la verifica di autenticità sulla società e le sue operazioni su internet. I browser guardano gli elenchi delle autorità di certificazione ritenute affidabili e mostrano il certificato di sicurezza dei siti.

Se il certificato non è stato aggiornato (perché la certificazione va rinnovata ogni anno) o se proviene da un'autorità di certificazione non attendibile, compare il messaggio di avvertimento. Può anche darsi che quel sito, per quanto in buona fede, si sia affidato a un'autorità di certificazione gratuita (come CAcert), che non ha gli stessi livelli di riconoscimento e fornisce solo il servizio di cifratura del sito.

Quindi, se viene visualizzato un avviso relativo al certificato di protezione del sito web, prima di tutto cliccare sul pulsante per vedere nei dettagli il motivo del problema. Si potrà poi decidere se continuare o no a visitare il sito che può essere o non essere legittimo e sicuro. Se il certificato di sicurezza fosse stato revocato o non fosse considerato attendibile, significa che il sito non è affidabile o, peggio, che sia un tentativo di phishing .

Se il certificato risultasse scaduto però, prima di dare la colpa al sito, vale la pena verificare la data nell'orologio del computer e assicurarsi che sia giusta. A questo punto dopo la lettura di questo breve articolo avrete le idee più chiare quando si parla di navigazione protetta o di certificati.

Spam

Tutti più meno ne siamo vittime, non passa giorno che non si ricevano mail spazzatura, ma fortunatamente al giorno d’oggi più o meno tutti i servizi di posta elettronica offrono il filtro antispam. È una cosa di cui non si può fare a meno al pari dell’antivirus

Phishing

Ormai è risaputo, che nessun istituto bancario ci chiederà di connetterci per aggiornare i dati o cose similari. Quindi cestinare sempre messaggi in cui ci viene richiesto di fare qualche cosa che comporta il cambio di password o di collegarci a servizi bancari. Nel dubbio, se il messaggio ci può sembrare attendibile, non cliccare sul link presente nella mail, ma usare l’indirizzo che abbiamo salvato nei preferiti.


Il phishing, come tutti ormai sappiamo, è il tentativo fraudolento di carpire le credenziali di accesso ai propri conti on-line mediante e-mail ingannevoli in cui si viene invitati a cambiare le credenziali di accesso, oppure di inserire la password perché il nostro account è stato temporaneamente sospeso o cose similari.

Nessuno dovrebbe più cascarci in quanto è noto e risaputo che nessun istituto bancario invia richieste del genere per posta elettronica. Uno dei segnali, che si è sempre detto, che dovrebbe metterci in allarme sulla falsità di tali mail sono gli errori grammaticali. Purtroppo anche i cyber criminali si sono evoluti e questi messaggi vengono inviati in italiano corretto.

La correttezza dell’italiano e alcune coincidenza hanno fatto sì che ricevessi una mail del genere che sembrava molto veritiera. Qualche mese ho ricevuto una notifica da parte di paypal in cui mi si comunicava dell’accredito sul mio conto di 75€, e alla fine del messaggio mi si invitava a cliccare per verificare il mio estratto conto.

In un primo momento stavo per cestinare il messaggio, ma leggendo bene, vedendo la correttezza dell’italiano, le coincidenze di avere un conto paypal e di ricevere la notifica sulla casella di posta elettronica usata come riferimento per l’accesso al sistema, hanno fatto sì che sembrasse assolutamente veritiera la comunicazione.

Ma guardando a fondo con più attenzione c’erano un paio di indizi che inducevano a dubitare della veridicità della comunicazione. La casella di posta mittente non aveva nulla a che vedere con il dominio paypal, portando il cursore del mouse sopra la scritta in cui mi si invitava a cliccare per verificare l’estratto conto mostrava anche qui un dominio che nulla aveva a che fare con paypal. Quindi, nel dubbio, per verificare la veridicità della comunicazione sono entrato sul mio conto paypal aprendo esplicitamente la finestra del browser e digitando a mano nella barra degli indirizzi l’url che solitamente utilizzo.

Risultato? Provate a immaginare… non c’era alcun accredito di 75€…

Da questo episodio traiamo la conclusione che i cyber criminali si sono evoluti e comunque mai cliccare su link contenuti in messaggi inerenti comunicazioni bancarie. Nel dubbio per verificare la veridicità della comunicazione entriamo nel nostro conto on-line con l’url che usiamo solitamente o che abbiamo salvato nei preferiti.

State certi che se la comunicazione è vera, entrando in questo modo il riscontro l’ho trovate subito.

Ma vediamo brevemente che cos'è e come difenderci.

Il Phishing è il tentativo di carpire agli ignari utenti dati sensibili come numeri di carte di credito, password di accesso ad applicazioni di home banking o informazioni su account personali.
Il Phishing viene perpetrato mediante l'invio di mail proveniente apparente da fonti sicure, ma che in realtà celano le mentite spoglie del truffatore informatico. Solitamente queste mail hanno come mittente la nostra banca, eBay, le poste italiane, ecc…, traendo così in inganno l'ignaro utente.

Il Phishnig ha quindi lo scopo di appropriarsi indebitamente dei nostri dati on-line ed è quindi a tutti gli effetti un crimine informatico.Il nome Phishing deriva dall'inglese e tradotto in italiano significa pesce; la metafora è pescare nel mare del web gli ignari navigatori che abboccano come pesci. Riconoscere un tentativo di phishing non è poi cosa difficile che non richiede di essere degli esperti utenti informatici. Basta guardare l'aspetto della mail.
Generalmente il mittente della mail ha il nome istituzionale di una fonte attendibile, ma guardando bene l'indirizzo mail noteremo che ha un indirizzo che non ha nulla a che fare con la fonte apparentemente attendibile. Solitamente la cosa che balza subito all’occhio nel corpo della mail è un italiano non sempre corretto nella forma che presenta errori di ortografia, anche se ultimamente mi è capitato di ricevere mail sempre meno sgrammaticate.
La cosa a cui dobbiamo fare più attenzione sono i link esterni, che presentano indirizzi strani, visibili portando il puntatore del mouse sopra il testo del link presente nel corpo della mail.
Ma soprattutto dobbiamo fare attenzione agli allegati: mai aprirli!

In generale la regola da adottare è la diffidenza contro mail di cui non siamo sicuri, ma la cosa più importante è che mai ci verranno richiesti dei dati così sensibili tramite mail.


La cattiva informazione

La disinformazione è diventata un vero proprio pericolo della rete a causa di siti che diffondo bufale. Il consiglio è di evitare di condividere tutto ciò che leggiamo ma di fare mente locale spendendo qualche secondo per fare una contro verifica onde evitare di alimentare la cattiva informazione.

Incontri online

Ne sono vittima in particolare i più giovani, ma anche i meno giovani dovrebbero prestare attenzione. Quando si conoscono delle persone su internet e si inizia a chattare con loro evitiamo di dare troppe informazioni personali o di raccontare fatti propri, non si sa mai chi ci sta dietro. Del resto voi raccontereste di voi al primo che passa per la strada?

Carte e Virus

Certamente avremo sentito parlare di numeri di carte di credito rubati e virus informatici dannosi. Forse ne siamo stati vittima noi stessi. Una delle migliori difese contro queste minacce, è essere consapevoli dei rischi, conoscere la terminologia base, e che cosa possiamo fare per proteggerci.

Cos'è la sicurezza informatica?

Sembra che ora tutte le attività quotidiane ruotino intorno a computer e Internet: la comunicazione (email, cellulari), l'intrattenimento (film digitali, mp3), il trasporto (sistemi elettronici dell'automobile, i sistemi GPS), acquisti (negozi on-line, carte di credito), medicina (attrezzature e documentazione medica) e la lista va oltre. Quanto della nostra vita quotidiana si affida alla tecnologia? Quanto delle nostre informazioni personali sono memorizzate sul proprio computer o sul sistema di qualcuno altro?

La sicurezza informatica ha il compito di proteggere le informazioni evitando, rilevando e rispondendo agli attacchi.

Quali i rischi?

Ci sono molti rischi, più o meno gravi. Fra questi i più pericolosi sono i virus, che possono compromettere l'intero disco rigido del nostro pc, alterare i nostri files, permettere a qualcun'altro di usare il nostro computer per attaccarne altri, o rubare le informazioni sul nostro conto bancario o della nostra carta di credito. Purtroppo, non vi è garanzia al 100%, neppure adottando le migliori precauzioni, che non si possa diventare vittima di un attacco, ma ci sono alcune misure che si possano prendere per minimizzare le probabilità.

Come fare per proteggersi?

In primo luogo per proteggersi è importante riconoscere i rischi e avere un minimo di conoscenza della terminologia connessa:

• Codice cattivo. Questa categoria include virus, worms, e Trojan horses. Anche se di solito sono termini usati scambievolmente, essi hanno caratteristiche uniche.
• Virus. Questo tipo di codice cattivo richiede un'azione dell'utente per infettare il nostro computer. Questa può avvenire aprendo un allegato di una mail o visitando una particolare pagina Web.
• Worms. I Worms si propagano senza intervento dell'utente. La loro caratteristica è quella di saper sfruttare una vulnerabilità del software per infettare il computer e di propagarsi poi via e-mail o in rete. L'autopropagazione automatica li distingue dai virus.
• Trojan horses. Un programma Trojan Horse, o cavallo di Troia, è un software che sostiene essere una cosa mentre in effetti fa qualcos’altro di diverso alle spalle, come del resto ha fatto il vero cavallo di Troia della storia. Per esempio, un programma che reclami di rendere più veloce il nostro computer ma che in realtà apre un canale di trasmissione che permette l'intrusione di un malintenzionato.

Hacker, attacker, o intruder. Questi termini sono attribuiti a persone che cercano di sfruttare le debolezze del software e dei sistemi di elaborazione per proprio interesse. Anche se le loro intenzioni sono nella stragrande maggioranza dei casi benigne e motivate solo dalla curiosità, dalla semplice sfida di essere in grado di violare un sistema informatico, le loro azioni sono tipicamente violazioni ai sistemi che sfruttano.La rottura di un dispositivo o un malfunzionamento qualsiasi, l’intrusione di virus o malware, possono compromettere gravemente il futuro utilizzo dei nostri dati. Ecco perché è importante avere sempre una copia aggiornata di backup dei nostri dati indipendentemente dalla loro sensibilità perché la perdita di dati è sempre una scocciatura. In particolare in ambito professionale questo è un aspetto che non va assolutamente trascurato, pena la serie compromissione della prosecuzione dell’attività.

Il ransomware è un fenomeno alquanto preoccupante che in quest’ultimo periodo si è particolarmente diffuso: si tratta di un tipo di malware che inibisce all’utente l’accesso ai dati del computer, con lo scopo di richiedere del denaro per riavere l’accesso agli stessi. Il meccanismo tipico con cui questo fenomeno preoccupante avviene consiste nel criptare i dati della vittima, in modo tale da costringerlo a pagare: cosa comunque sconsigliata perché, tra l’altro, non dà alcuna effettiva garanzia di poter riavere il pieno accesso ai dati.

Virus come cryptolocker sono particolarmente pericolosi proprio per questa ragione: criptano i file del computer dell’utente e rendendo impossibile la loro lettura o modifica. Per capire cosa può combinare un cryptolocker potremmo citare il caso in cui tutti i file sul pc sono illeggibili ed assumono un’estensione unica ad eccezione di uno solo, in chiaro, in cui ci viene raccontato come tutti i file del nostro computer siano stati criptati (documenti, video, foto ed eventuali backup residenti sul disco fisso). Molto spesso è piuttosto complesso risalire alle origini dell’infezione (file aperti inavvertitamente via email, o altre trappole più o meno subdole), ma poco importa in effetti: una volta che il danno è fatto, è molto difficile riuscire a risolvere il problema. I file cifrati sono infatti illeggibile perché protetti da una password casuale molto difficile da indovinare, allo scopo esistano dei tool che si può provare ad utilizzare per togliere la protezione. L’unica opportunità è, nella maggioranza dei casi, quella di ripristinare un backup, che possibilmente è opportuno mantenere sconnesso dalla rete internet. Nel caso in cui non si abbia a disposizione un backup, possiamo cercare di reperire la chiave di accesso all’hard disk che, come è facile immaginare purtroppo, cambia in continuazione ed il suo recupero è un processo piuttosto lungo e, spesso le probabilità di successo sono estremamente basse.

Per recuperare la password imposta forzosamente sui nostri file, sono necessarie tempistiche piuttosto lunghe: per capirci, procedendo per tentativi di forza bruta, è possibile decifrare la password segreta a 128 bit, supponendo di disporre di una capacità di calcolo molto elevata, anche in diversi anni. Non è possibile dedurre la password da altri mezzi perché, molto probabilmente, l’attacco informatico subito prevedeva a priori una generazione casuale della password, che sono quindi molto difficili, o impossibili, da reperire. Si sconsiglia ovviamente di pagare il riscatto o di prendere contatti con gli estorsori, perché questo potrebbe non garantire affatto la restituzione dell’accesso ai dati e della annessa password, senza contare che i dati sono stati comunque rubati e non c’è modo, come nel caso dello snappening, di avere la certezza che siano stati cancellati. Altra possibile soluzione è appoggiarsi a un sito come decryptcryptolocker.com, che comunque permette, almeno nominalmente di recuperare i dati criptati inviandoli direttamente agli sviluppatori, che dovrebbero fornire la copia decriptata originale senza ricevere alcun pagamento. L’unico suggerimento che posso dare prima che succeda il danno, comunque, è quello di fare attenzione a quello che si fa in internet e soprattutto di cestinare le mail sospette e di non lesinare sui sistemi di backup perché sono la sicurezza dei nostri dati al pari del sistema di allarme.

 

Il concetto di Internet è cambiato molto negli ultimi anni. Prima navigare online significava usare i motori di ricerca, trovare contenuti specifici o leggere i propri siti web di attualità preferiti.
Oggi i social network, i video online e i servizi di messaggistica istantanea rappresentano la principale esperienza online degli utenti, soprattutto per le generazioni più giovani.

In effetti, se è vero che la comodità di interagire con amici e conoscenti non ha prezzo, questo nuovo trend ha prodotto un insieme di nuovi rischi che possono compromettere la sicurezza della navigazione. In occasione del Mese della Sicurezza Informatica ESET, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell'Unione Europea, prosegue nell’iniziativa di sensibilizzazione sulle minacce legate alla navigazione online condividendo le regole base per proteggere i profili social e di messaggistica online:

1. Aggiornate tutti i vostri software e proteggete i vostri dispositivi

Aggiornate sempre il vostro sistema operativo, come anche tutti i vostri software (in particolare i browser) e le applicazioni. Inoltre, per difendervi dai cyber criminali, utilizzate una soluzione di sicurezza affidabile e costantemente aggiornata sia sul vostro computer che sul dispositivo mobile.

2. Usate password complesse
Si tratta di un suggerimento che non è destinato ai soli social network, ma che dovrebbe essere usato per tutto ciò che riguarda la vostra realtà informatica. Assicuratevi quindi che le vostre password siano lunghe, non le riutilizzate, usate caratteri maiuscoli e minuscoli, come anche simboli speciali e numeri. Se vi risulta troppo complicato o avete paura che la memoria giochi brutti scherzi, potete decidere di usare un password manager o le passphrase.

3. Verificate le vostre impostazioni sulla privacy

La vostra priorità, quando create un nuovo profilo, è controllare e configurare le impostazioni sulla privacy. Assicuratevi quindi che i vostri post siano visibili solo agli amici stretti, o ai gruppi a cui sono destinati. Se aggiungete dettagli al vostro profilo, impedite agli sconosciuti e ai malintenzionati di visualizzarli, così che non possano usarli impropriamente per ottenere le vostre password o nel peggiore dei casi rubarvi l’identità. Ricontrollate periodicamente le vostre impostazioni sulla privacy, poiché i fornitori di questi servizi tendono a cambiarle di tanto in tanto.

4. Prima di pubblicare un post pensateci bene

Persino configurando le impostazioni sulla privacy nel migliore dei modi, le immagini del vostro profilo o i vostri messaggi possono finire online se vi fidate delle persone sbagliate. Quindi è sempre meglio pensarci due volte prima di scrivere o pubblicare qualcosa – che sia un’immagine, un’opinione, un messaggio o un video. Perché una volta che una cosa è online, ormai è troppo tardi.

5. Siate scettici

Ricordatevi sempre che se qualcosa sembra troppo buona per essere vera, probabilmente non lo è. Per cui se qualcuno vi offre una nuova auto, un computer o uno smartphone in cambio di informazioni riservate, come il vostro luogo di nascita, la data del vostro compleanno o il numero della vostra carta d’identità, si tratta quasi sicuramente di una trappola. Tenete riservati i vostri dati personali, e prima di fornirli a qualcuno cercate di verificare l’autenticità di queste offerte.

6. Evitate gli sconosciuti

Un bel ragazzo o una bella ragazza vi ha appena inviato un messaggio via messenger? Lo/la conosci, o è qualcuno che non avete mai visto prima nella vita reale? In caso contrario state molto attenti. Nel cyber spazio ci sono molti malintenzionati che grazie all’anonimato e a tecniche di “camuffamento” manipolano le proprie vittime fino a fargli compiere azioni che normalmente non farebbero. Per stare al sicuro, limitate il numero di persone che possono contattarvi e se possibile interagite soltanto con quelle che conoscete personalmente.

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