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22 Apr

Articolo 34: La scuola dimentica il diritto allo studio

Pubblicato da The world Company  - Tags:  #ATTUALITA'

La scuola è quindi una Istituzione dove i ragazzi possono apprendere, tal volta anche apprendere dai propri errori durante un compito in classe, un’interrogazione o semplicemente anche dalla quotidianità delle propria vita personale, per essere persone migliori e cittadini di una società in via di sviluppo.

Purtroppo però, ciò non è proprio del tutto possibile in quanto la categoria degli insegnanti si trova a dover affrontare qualcosa non di più grande di loro ma si trova a dover affrontare innanzitutto un giudizio che viene da persone esterne, quali sono per esempio i genitori; si trovano a dover far fronte a delle richieste dove tal volta non è semplice operare e che quindi ci vorrebbe la cosiddetta “buona volontà” da due soggetti ben distinti: l’insegnante, l’alunno e tal volta anche un terzo soggetto, appunto il genitore dove, tal volta per paura, si ritrova a non voler, non tanto accettare la situazione, quanto a non riuscire bene a gestirla e quindi si ritrova a bloccarsi e a chiudersi in se stesso e a recepire il messaggio che tal volta le Istituzioni, mettono a disposizione dell’utenza troppi pochi fondi per far fronte alla situazione del cosiddetto sostegno. Questo è un problema che affligge  gran parte della nostra utenza.

I ragazzi sono il nostro futuro e come tali devono avere il diritto di poter usufruire di una parte dei fondi per poterle spalmare e gestire settimanalmente in ore di sostegno durante tutta la settimana e durante tutto l’anno scolastico. Vi è questa situazione, dove i ragazzi che presentano patologie, disturbi o sono speciali, in alcuni casi viene detto loro di poter usufruire di poche ore settimanali oppure di doversi rivolgere presso altre strutture specializzate. Per fortuna, però, c’è sempre l’altro rovescio della medaglia dove è possibile che questi ragazzi vengano accolti proprio dalle scuole pubbliche che mette loro a disposizione, appunto, le suddette ore per tutto l’arco scolastico.

I ragazzi sono la ricchezza del mondo. La generazione futura di quello che è stato.

Un altro tipo di problema al quale l’utenza e gli insegnanti e tutto il personale scolastico e universitario in genere che si trova ad affrontare è lo spreco di denaro pubblico, per quanto riguardano le varie attrezzature utilizzate per il supporto tecnico ed audiovisivo ma soprattutto tutti i . libri di testo che nel corso degli anni si vanno ad accumulare.

Alcune volte vengono ritrovati libri di testo in giacenza nelle stanze adibite a biblioteca e la gran parte delle volte, vengono ritrovati in condizioni pessime, con pagine ormai consunte dal tempo e dalla non curanza degli allievi che sono venuti prima di altri. I libri possono essere riutilizzati da tutta la categoria docenti.

Altre volte invece vengono ritrovate intere attrezzature audiovisive nei posti più disparati e soprattutto ancora incellofanati.

Vengono inoltre fatti ritrovamenti di sedie o lavagne in giacenza dietro colonne o anche dietro altre lavagne, proprio per coprire il fatto che ci sono questi materiali inutilizzati che per di più, non sono neanche consunti dal tempo ma sono in ottimali condizioni. Anche le amate tesi di laurea vengono purtroppo ritrovate in una condizione di degrado dove il loro utilizzo è quello di fermaporta nelle stagioni calde.

Un’altra situazione di degrado è quella riferita alla zona del soffitto.  Presso scuole e università è possibile anche imbattersi in fili della corrente scollegati e coperti che pendono dal soffitto.  

Per quanto riguardano invece i sanitari e zona annessa, c’è un altro tipo di situazione.  Le porte sono sprovviste di chiavistelli per la chiusura perché vengono rotti di proposito dai ragazzi più ribelli. Alcuni o la maggior parte dei bagni sono sprovvisti di carta igienica e di sapone. Gli allievi devono quindi munirsi loro stessi di pacchetti di fazzoletti, salviettine umidificate o di flaconi da borsetta di sapone profumato.

Ancora più miserevole è la vicenda dell'Istituto Alberghiero

di Condofuri

I ragazzi si vedono trasferiti a destinazione da decidere a meno di un mese dalla fine scolastica; un profondo disagio anche per coloro che si devono preparare all'esame del quinto anno... Una vicenda che vede uno sfondo disinteresse da parte delle istituzioni nel preservare il diritto costituzionale allo studio; diritto che viene strumentalizzato per fini politici e d'interessi economici....

Tutto ha inizio quando il Consiglio della Provincia di Reggio Calabria approva in data 08/01/2013 la delibera n°2, “Razionalizzazione rete scolastica provinciale e della programmazione dell’offerta formativa, anno scolastico 2013/2014 ”. In tale delibera, nell’allegato 1 si legge: “Si comunica che questa Commissione Consiliare, nella seduta del 07/01/2013, ha espresso parere favorevole in ordine al Piano di Dimensionamento Scolastico a.s. 2013/2014 proponendo l’ integrazione delle seguenti proposte:

Aggregazione della sezione associata IPSSAR di Condofuri – alunni 273,

all’IIS “Euclide” di Bova marina – alunni 566”.

L’accorpamento è stato proposto dall’allora Consigliere Provinciale di Bova Marina.  L’istituto comprensivo di Bova Marina “IIS Euclide” ha una popolazione complessiva, nel 2013, di 566 alunni. Il numero minimo per mantenere l’autonomia è di 600 alunni. Quindi viene accorpato l’alberghiero di Condofuri all’ IIS Euclide di Bova Marina, raggiungendo così una popolazione studentesca pari a 839 alunni, più che necessaria a garantire l’autonomia.

Tale accorpamento viene approvato e portato avanti nonostante il parere negativo del dirigente di settore del tempo, dott.ssa Blefari Mariagrazia,

che fa parte della delibera e integralmente riporto: “L’IIS di Bova Marina non può essere aggregato alla Sezione associata IPSSAR di Condofuri poiché all’interno dell’IIS Euclide non risulta costituito un istituto professionale. L’aggregazione cosi come richiesta andrebbe ad assegnare un indirizzo non omogeneo rispetto al Liceo Scientifico e al Tecnico per Geometri già esistenti. Inoltre manca il parere obbligatorio delle istituzioni scolastiche interessate previste dalle linee guida regionali”.

Sempre nell’allegato 1, (tra le motivazioni per l’accorpamento) si legge: “considerato  che tale nuova aggregazione garantisce l’autonomia e la sede di dirigenza ad entrambe le istituzioni scolastiche principali (Locri e Bova Marina) che in tal modo superano ampiamente il numero minimo di 600 alunni”. Accorpando l’istituto Alberghiero di Condofuri, l’allora Consigliere provinciale di Bova Marina regala all’istituto IIS Euclide di Bova Marina l’autonomia e un posto di dirigente scolastico, che sarebbero andati persi se l’IIS Euclide di Bova Marina fosse stato accorpato, per omogeneità di indirizzo, al liceo classico di Melito Porto Salvo che ha già sia l’autonomia sia il dirigente.

 

"...E’ inutile ricordare a tutti quanto sia importante e strategico l’istituto alberghiero di Condofuri e quanto offre in termini di sviluppo e di occupazione e quanto ancor meglio nel futuro deve rappresentare, istituto che ormai è operativo da tanti anni da quando con grande senso di intraprendenza e lungimiranza politica, mi sono reso interprete di questa proposta che poi l’intera amministrazione dell’epoca ha sostenuto e condiviso fino ad arrivare alla istituzione del medesimo istituto ovviamente retto con grande senso di responsabilità dal compianto preside Galasso, che lo ha reso motivo di conquista e orgoglio non solo politico. ..."

(dichiarazione del  Consigliere Comunale Bruno Maisano)

 

Tristemente si prende nota del disinteresse verso quei ragazzi che pretendono di poter studiare senza dover rincorrere i "capricci o dispetti" politici e di coloro che DIMENTICANO l'articolo 34 della costituzione italiana e non solo:

l diritto all’istruzione è, inoltre, garantito anche dall’art. 14 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Così come previsto dalla Costituzione italiana, anche la Carta europea sancisce la gratuità e l’obbligatorietà del diritto qui tutelato, affiancandovi inoltre anche il diritto all’accesso alla formazione professionale e continua che il nostro ordinamento tutela separatamente, all’art. 35.

 

TUTELARE LO STUDIO, IL DIRITTO ALLO STUDIO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE vuol dire

TUTELARE

il futuro dei nostri figli.

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