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16 Sep

Al riparo dagli incubi

Pubblicato da Irene Colucci per DonnaD  - Tags:  #BLOG

Sonni agitati

Sonni agitati

Anche se spesso al risveglio non ricordiamo l’oggetto dei nostri sogni è provato che sognare è un’attività quotidiana. Fortunatamente non accade lo stesso con gli incubi, tuttavia il 25% della popolazione dichiara di fare un incubo almeno una volta al mese. L’incubo dura in media 2-3 minuti, ma la percezione di paura che suscita lascia tracce anche una volta svegli e molto spesso chi fa un brutto sogno fatica a riaddormentarsi e a riposare bene durante il resto della notte.

 

Sudorazione abbondante, panico, senso di pericolo imminente, addirittura ansia: la “sintomatologia” di chi è vittima di un incubo è sempre la stessa ma diverse possono essere le cause di questo disagio. L’incubo altro non è che un messaggio che la nostra mente ci invia come sfogo, come spia d’allarme per una situazione che è percepita come disturbante. Possono essere molto diverse le “cause” degli incubi, a seconda dell’età, del tipo di vita che si conduce e del passato recente, ma esistono dei sistemi per cercare di tenere sotto controllo questo disturbo.

 

Mamma, ho fatto un brutto sogno

È comune nei bambini sognare mostri e situazioni fantasiose ma tremende. Per prima cosa cercate di fare piazza pulita di tutte quelle cattive abitudini che possono potenzialmente portare a un incubo. Quindi evitate che il bambino mangi snack o merendine prima di coricarsi e anche che guardi film horror o legga libri gialli in orario serale, in modo che non vada a letto con un ricordo recente di queste trame così spaventevoli. Ma gli incubi possono essere causati anche da una preoccupazione scolastica, o essere conseguenza di qualche trauma.

 

Indipendentemente dalla causa, la terapia più efficace risulta quella di esaminare la situazione durante il giorno. Chiedete a vostro figlio di raccontarvi esattamente l’incubo: affrontare le proprie paure alla luce del sole e raccontarle a voce alta, con accanto una persona fidata è spesso già sufficiente a calmare il piccolo e fargli percepire come ridicolo quello che ha “visto” durante la notte. Potete anche disegnare insieme il sogno, ad esempio facendo una caricatura del mostro protagonista degli incubi: è un ottimo sistema di esorcizzare la paura e sdrammatizzare il problema.

 

Incubi post traumatici

Incubi post traumatici

Aver subìto un forte trauma come un lutto, un incidente o un’aggressione sono tutti fattori che possono scatenare incubi notturni, anche negli adulti. Si tratta di un disturbo post-traumatico da stress, identificato anche con l’acronimo DPTS. In questi casi la mente non è ancora riuscita a elaborare il dolore o lo choc e quindi lascia ri-affiorare la paura attraverso questi incubi, spesso ricorrenti e se non “curati” addirittura cronici. È evidente che in questo caso va individuato il fattore psicologico che ha indotto il sogno e anche se durante il giorno questo trauma pare non causare più alcun fastidio, bisogna affrontarlo opportunamente e non sottovalutarlo.

 

Esistono poi incubi che si presentano con una certa frequenza sempre uguali, proponendo una situazione simile e facendo diventare il soggetto iper-sensibile a una determinata situazione. Se ad esempio una persona ha spesso un incubo popolato di serpenti, alcuni specialisti propongono una terapia di “desensibilizzazione” che consiste nel mostrare il reale oggetto della paura, durante il giorno e “dal vivo”.

 

Vita spericolata

In moltissimi casi tuttavia un sonno disturbato da incubi altro non è che lo specchio di una vita diurna popolata di cattive abitudini, o abitudini inesistenti. Lo stress, di qualsiasi origine sia, causa spesso difficoltà nel ritmo sonno-veglia e la comparsa di incubi può essere una conseguenza di questa irregolarità. Un buon rimedio per ritrovare un equilibrio durante il giorno, e di riflesso anche durante la notte, potrebbe essere quello di praticare yoga, o discipline che prevedano esercizi di meditazione. In un momento di particolare sensibilità alcol e caffeina possono disturbare il sonno, anche in un soggetto che normalmente li ha sempre tollerati senza problemi, è bene quindi non consumarne nelle ore serali.

 

Prestate attenzione a quando sono iniziati i primi incubi notturni: se la loro comparsa dovesse coincidere con l’assunzione di un nuovo farmaco leggete subito le indicazione terapeutiche. Alcuni medicinali, soprattutto gli antidepressivi, possono favorire l’insorgenza di incubi. In questo caso contattate il medico per capire se sia possibile una terapia alternativa.

 

 

 

 

Irene Colucci

per DonnaD

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