Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog

In collaborazione con le Redazioni - NotizieWeb 24/24; DangerNews; The Curious MagazineWeb

07 Nov

L'utilizzo del thè... (cucina e non solo)

Pubblicato da Shyala Riggurt  - Tags:  #Mybeuty

Il tè è ricavato da una pianta legnosa chiamata Camelia Sinensis, originaria delle zone tropicali dell'Asia. Attualmente la sola specie coltivata è quella che comprende due varietà principali: Cina, Assam, e pochi altri ibridi. Allo stato selvaggio, una pianta di tè cinese, molto robusta, arriva a due o tre metri di altezza e vive per oltre cent'anni. Una pianta dell'Assam può arrivare invece fino a venti metri, sebbene non viva più di cinquant'anni. Per rendere più facile la raccolta, le piante coltivate vengono portate sempre ad un'altezza compresa tra un metro e un metro e cinquanta.


Nella Sinensis le foglie sono lunghe tra i 2 e gli 8 centimetri, mentre nell'Assamica raggiungono i 20 centimetri. La nervatura centrale della foglia è forte, sporgente nella parte interna, mentre le nervature laterali curvano verso i bordi, suddividendosi in ulteriori nervature che danno alla foglia un aspetto retiforme a maglie larghe.

 

Le piante di tè sono arbusti a foglie perenni, di un verde brillante sul lato superiore, più opaco e chiaro su quello inferiore, dentellate e di forma appuntita verso la sommità. I loro fiori sono piccoli, bianchi, con pistilli dorati. La fioritura avviene all'inizio dell'autunno, sebbene il periodo esatto dipenda dal clima del luogo. La riproduzione della pianta avviene in maniera naturale per inseminazione, anche se si utilizzano spesso sistemi di clonazione a talea, ovvero piantando direttamente le foglie con un po' di gambo.


I giovani germogli e le gemme sono coperti da una fine lanugine bianca che in cinese viene chiamata Pakho. Avendo bisogno di grandi quantità d'acqua per crescere, le piante di tè vengono coltivate nelle regioni calde e e soprattutto umide, dove l'elevata frequenza delle piogge ne assicura almeno due metri ogni anno; il terreno più adatto per il suo sviluppo è quello acido, permeabile e privo di ristagni d'acqua.
Le coltivazioni sono situate dal livello del mare ai 2500 metri d'altitudine, a seconda del Paese. Normalmente, i tè di alta quota sono ritenuti i più pregiati, in quanto il clima rigido rallenta la crescita delle piante contribuendo allo sviluppo ottimale dell'aroma e del gusto delle foglie. La temperatura ideale a cui generalmente si coltivano le piante di tè oscilla tra i 10° e i 30°.

 

Una delle prime domande che personalmente mi sono posta, quando ho cominciato a muovere i primi passi verso questo mondo, è stata questa: le diverse tipologie di tè si classificano per colore, odore, sapore, forma delle foglie, metodo di raccolta, processo di lavorazione? (prezzo?!) Presto ho capito che molte di queste ipotesi vanno realmente ad intrecciarsi, e spesso il differente colore attribuito al tè è una indicazione del processo di lavorazione. Premetto che il tè, qualsiasi tè, si ottiene dalla lavorazione delle foglie della Camellia Sinensis, originaria della Cina, o della Camellia Assamica, originaria dell'India settentrionale. Tè verde, bianco, nero, rosso, semifermentato (o oolong), aromatizzato, postfermentato (o puerh).
Prima di iniziare l'interessante rassegna però, è utile spiegare il significato della parola fermentazione, perché è un concetto che ritroverete spesso se sceglierete di bere del tè in foglia sfusa.


La fermentazione non è altro che quel processo chimico da cui dipendono il colore, l’aroma e il sapore dell’infusione; si ottiene esponendo le foglie a un’atmosfera satura d’umidità (90% almeno) dopo averle distese su grandi lastre di cemento, vetro o alluminio. La temperatura dell’aria deve essere accuratamente mantenuta tra i 22 e i 28°C in modo da scaldare inizialmente la foglia e poi lasciare che si raffreddi. Per intenderci, una fermentazione troppo breve toglierebbe forza
all’infuso, mentre una fermentazione troppo lunga lo priverebbe di profumo.

 

Ora direi che siamo pronti. Il primo, il tè verde, è quasi certamente quello più conosciuto e commercializzato, anche per il suo frequente utilizzo negli ultimi tempi in ambito cosmetico. È un tè non fermentato e proprio in virtù di questo le sue foglie conservano il loro colore verde. Tutti i tè verdi sono diffusi a foglie intere: piatte, attorcigliate, arrotolate in lunghezza o appallottolate; unica eccezione, il Matcha, polverizzato del Giappone.

 

Il tè bianco è uno dei tè cinesi più preziosi e rari ( e costosissimi aggiungerei io); si distingue da tutti gli altri perché non subisce alcuna trasformazione: una volta raccolto, viene semplicemente essiccato. E' considerato dalla dinastia Song la bevanda dell'immortalità.

 

Mentre il Pai Mu Tan resta piuttosto abbordabile, lo Yin Zhen, prodotto in quantità estremamente limitata, è uno dei tè più cari al mondo (pensate, la sua raccolta avviene soltanto due giorni all’anno e può essere vanificata se si solleva il vento o cade la pioggia). Le sue foglie argentee ne fanno un infuso molto cristallino e delicato. Il nostro palato occidentale,
abituato a sapori tannici, potrebbe essere deluso da questo tè perché potrebbe non coglierne le sottigliezze. Il tè nero, fermentato, deve invece la sua fortuna all’Occidente che lo introdusse in India, a Ceylon e in Africa, dove ancora oggi gode della preferenza delle popolazioni locali. In pratica, è il tè che fino ad oggi tutti abbiamo usato più comunemente come bevanda (soprattutto in bustine).

 I colori bruni e dorati di questo infuso sono probabilmente più idonei a sedurre il gusto di noi europei, abituati al rosso e al ruggine dei vini e alle sfumature ocra delle birre. Ma al di là di questi
dati generali la personalità dei tè neri è molto diversa da un paese all’altro. Il tè semifermentato (o oolong) trae il suo nome dall'inglesizzazione del termine cinese Wu Long ("drago nero"); è sottoposto solo a un inizio di fermentazione e coniuga il gusto dei tè neri alla delicatezza dei tè verdi: più soave dei primi, ma dal sapore meno vegetale dei secondi, ha un
leggero aroma di bosco, un gusto dolce.

 

Gli oolong sono prodotti principalmente nel Fujian (Fukien) e a Taiwan e li si riconosce dall’aspetto delle loro foglie voluminose e mai arrotolate (le foglie del tè semifermentato assumono un’infinità di forme stravaganti e gli esegeti cinesi si sono divertiti a descriverle). L’oolong più consumato dai cinesi è il Ti Kuan Yin, "dea in ferro della
Misericordia", un classico molto legnoso. La parte più divertente arriva con i tè aromatizzati. Aggiungendo alle foglie petali o boccioli di fiori, pezzi di frutti, spezie o oli essenziali si possono ottenere le miscele più disparate. Tra le essenze più usate ad oggi ci sono il gelsomino, il crisantemo dolce, il loto, i petali di rose e le scorze d’arancia. L’infatuazione per i tè aromatizzati è nata in alcuni paesi europei, come Francia e Germania, e risale solo agli anni Settanta.
In ultimo il tè postfermentato (o puerh). Il nome deriva dalla città dove veniva commerciato ed è postfermentato perché subisce una lavorazione molto particolare che gli conferisce un sapore che ricorda per l'appunto la terra bagnata. Lo vendono in vari formati: a foglie sciolte, a palline e panetti ed è senza dubbio l’unico tè che può essere conservato molto a lungo grazie al suo processo di preparazione (alcuni tipi sono addirittura lasciati affinare in cantina per anni).

 

Fuori dalla cucina

 

Il thè può essere utilizzato per ravvivare il colore del legno dei mobili:

 

Far bollire in una pentola di acqua circa 6 bustine di thè, una volta che l'acqua avrà assorbito la fragranza lasciare intiepidire, prendere un panno morbido e innumidirlo con quell'acqua, passarlo sulla superficie del mobile e asciugare con un panno di lana, le proprietà del thè ravviveranno il colorito del legno donandogli una piacevole fragranza.

 

Bellezza

 

Con il thè possiamo creare dei nutrienti impacchi per i capelli, basta solo una bustina per impacco, inzupparne un asciugamano e avvolgerlo nei capelli, prenderanno nutrimento e lucentezza da questa cura, e non neceessita di risciacquo.

Sul blog

In collaborazione con le Redazioni - NotizieWeb 24/24; DangerNews; The Curious MagazineWeb