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In collaborazione con le Redazioni - NotizieWeb 24/24; DangerNews; The Curious MagazineWeb

29 Mar

Il gusto sottile dell'abbandono

Pubblicato da MG Bevacqua  - Tags:  #Diario Del Poeta

 

Abbandonati all'acqua come si abbandona al sonno,
Abbandonati al vento, come se non avesse nulla da portarti via,
Abbandonati alla felicità, come ci si abbandona alle lacrime.
Abbandonati alla luce, come se nons i conoscesse il buio,
Abbandonati, incurante dell'orizzonte, passeggero dei sogni.
Ababndonati, come un messaggio abbandonato nell'oceano,
Nell'attesa che qualcuno lo raccolga e lo legga...

Io non so cosa la mia penna sta sera abbia deciso di scrivere. E' la prima volta che accade, involontariamente, quasi sorvolando prati fertili di carta bianca, dove per sbaglio osno scivolati semi di parole. E' sempre stato così; in questo universo di carta e inchiostro ho gettato parole che le labbra non avrebbero mai avuto il coraggio di pronunciare, parole che vengono fuori solo attraverso lo scrivere... Questa sera non basta più...

Questa sera il mio cuore mi chiede di far altro, un piccolo passo, seppur piccolo, sempre un passo. Un passeggio senza meta, seguo il ritmo del mio cuore: or lento e a tratti più veloce. Mi guardo indietro, scopro orme fragili e confuse, lo sguardo verso l'orizzonte, così lontano da sembrare irraggingibile, misterioso ed evanescente.

Decido di colpo di abbassare los guardo sulel orme che i miei pasi lasciano sulla sabbia, scopro una bottiglia. Decidendo di raccoglierla, scopro al suo interno un messaggio:

"...Nell'abbandono confidente sta la vostra forza..."

Abbandonare..un verbo amaro, fragile, egoista e incompreso, si finisce per odiare ciò che non si comprende a fondo, ed io ho sempre odiato quel verbo. Abbandonare vuol dire perdere il controllo, smettere di gestirsi, smettere di frenare i pensieri nascosti da una quotidianità di nebbia e di falsità, intrinsa di fetido odore d'ingiustizia.

Abbandonare vuol dire tagliare i fili che obbligano i nostri passi, scoprire che sulla schiena abbiamo sempre avuto un paio di ali, e per questo non riusciamo a dormire comodi sulla subdula fragilità di quelle certezze così poco certe, guardare il cielo assente, con la rabbia e l'amarezza di saperlo li, a pochi battidi d'ali. Abbandonare canoni e paure, abbandonare fatiche senza ricompense.

Abbandonarsi a qualcosa di più pulito, cedere alla tentazione di gestirsi in un campo seminato, di raccogliere fiori e di sentire l'umido della madre terra sotto di noi. Tendere los guardo veso il cielo e sentirsi sfiorati dal vento, bagnati dalla pioggia , asciugati dal sole che ci eravamo negati. Solo allora, con gli occhi lucidi, il cuore che non ha più coraggio di battere per non interrompere un silenzio, mi abbandono e non ho paura.

Mi abbandono come si abbandona un messaggio in una picocla bottiglia di vetro, nell'immenso oceano. Mi abbandono come il vento al mare, nell'attesa che qualcuno lo raccolga, un'insolito messaggio....



MG  Bevacqua



 

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