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In collaborazione con le Redazioni - NotizieWeb 24/24; DangerNews; The Curious MagazineWeb

30 May

Pigorare la prima casa?

Pubblicato da Matteo Sances  - Tags:  #DANGER NEWS

Nei giorni scorsi il Governo ha approvato un importante decreto in materia economica,  che contiene oltre 80 nuove misure, ribattezzato Decreto del Fare che, tra i contenuti, introduce alcune novità in merito alla possibile pignorabilità di un immobile.

pignoramento casaQuesta misura, oltre a favorire i cittadini in difficoltà, dovrebbe avere anche una positiva ripercussione sul mercato immobiliare, che oggi è caratterizzato da un eccesso di offerta rispetto alla richiesta.

In particolare si è stabilità l’impignorabilità della prima casa da parte delle Agenzie di riscossione pubblica, per cui il riferimento è stato in particolare ad Equitalia e ai debiti tributari.

Facciamo attenzione, quindi, perchè, a differenza di quanto appare a prima vista dai titoli di giornali e televisioni, non è stato affatto escluso che la prima casa possa essere pignorata da altri soggetti creditori, soprattutto le banche ma anche i privati.

Infatti la procedura di pignoramento, piuttosto complessa, viene messa in atto dagli istituti di credito soprattutto quando sono dovute somme piuttosto ingenti, in particolare in caso di insolvenza di mutui ipotecari.
Nel caso, invece, di debiti con il fisco, si è assistito in passato a casi drammatici in cui si è arrivati al pignoramento di un immobile anche per somme di entità inferiore a 10.000 euro, ed è in questo senso che il Governo ha voluto varare un provvedimento in favore di molti cittadini in difficoltà per la crisi economica.

Quindi, come detto, non è stata esclusa del tutto la possibilità che la prima casa possa essere pignorata, ma di fatto solo in alcuni casi.
L’obiettivo, per venire davvero incontro ai contribuenti, invece, dovrebbe essere quello di introdurre nella nostra legislazione un principio simile alle homestead exemptions in vigore negli Stati Uniti e in Canada, secondo il quale la casa può essere pignorata solo in caso di iscrizione volontaria ad ipoteca e se supera un determinato valore di mercato.

In quali casi la casa non sarà più pignorabile

Affinchè, quindi, un’abitazione non possa  essere pignorata e quindi messa successivamente all’asta, è necessario che si verifichino determinate condizioni.

Innanzitutto l’immobile deve essere, per il contribuente l'unico immobile di sua proprietà ed essere adibito ad  abitazione principale, quindi deve abitarci ed avere effettivamente la residenza.
Di fatto, quindi, se il contribuente possiede un immobile ma vive in un'altra casa in locazione, la sua proprietà dovrebbe continuare ad essere pignorabile.

impignorabilità prima casaPoi è necessario che non si tratti di una casa di lusso, o di un immobile di pregio che ricade nelle categorie catastali A/8 e A/9, cioè ville, castelli e dimore storiche.

Nel caso in cui l’immobile pignorato sia diverso dalla prima casa o da capannoni industriali, l’esproprio potrà essere avviato solo se il  debito con l’Erario è superiore a 120.000 euro, mentre in precedenza era sufficiente che fosse superiore a 20.000 euro, quindi la soglia è stata innalzata di 6 volte.

Il decreto legge prescrive anche che l’esecuzione dell’esproprio non può avvenire prima di 6 mesi dall’iscrizione dell’ipoteca, mentre il termine precedente era di 4 mesi.

Il tempo per pagare il debito al fisco sarà di 10 anni. Il decreto stabilisce inoltre che il debitore che abbia pattuito con l'agente di riscossione una rateizzazione, potrà continuare a beneficiarne anche se avrà saltato fino a 8 rate, mentre prima se ne potevano mancare soltanto 2 prima che partisse il pignoramento.
Inoltre il debito potrà essere dilazionato fino a 120 rate, mentre in precedenza il limite era di 72 rate.

Nessuna tutela per i “vecchi” pignoramenti di Equitalia sulle prime case.

Il chiarimento arriva nei giorni scorsi direttamente dal Ministero Dell’Economia e comporta sostanzialmente la validità dei pignoramenti  sulle prime case dei contribuenti effettuate da Equitalia prima dell’entrata in vigore del decreto cd. “DEL FARE” (DL n.69/2013), ossia fino al 22 giugno 2013.

 

Tale posizione ha di fatto sconfessato l’orientamento degli stessi vertici di Equitalia che all’indomani del decreto legge, attraverso una nota del 1° luglio 2013 (nota liberamente visibile sul sito www.studiolegalesances.it – sezione Documenti), avevano sospeso tutte le azioni esecutive effettuate sulle prime case.

Se la situazione non dovesse cambiare, dunque, potrebbe accadere che due contribuenti aventi lo stesso debito nei confronti dell’Erario potrebbero subire trattamenti radicalmente opposti, in quanto uno sarà destinato a perdere la prima casa – solo perché Equitalia ha agito prima del 22/06/2013 –  mentre l’altro no.

Per chiarezza, è bene far presente che questo provvedimento ha inibito a Equitalia di procedere all’espropriazione se l’immobile è l’unico di proprietà del debitore e a condizione che sia adibito ad uso abitativo e vi risieda anagraficamente e non si tratti di abitazione di lusso rientrante nelle categorie catastali A/8 e A/9 (ville).

Infine, si ricorda che lo stesso divieto vale anche per gli ulteriori  immobili eventualmente in possesso del contribuente (seconda casa) anche se in questo caso la legge ha previsto un limite di debito di 120.000,00 euro oltre il quale il concessionario può comunque agire.

AUTORE: Avv. Matteo Sances

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