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In collaborazione con le Redazioni - NotizieWeb 24/24; DangerNews; The Curious MagazineWeb

16 May

Rinnovabili elettriche, il parere dell'AEEG sui decreti

Pubblicato da Mauro Reppetto per Casa&Clima  - Tags:  #DANGER NEWS

Secondo l'Autorità per l'energia è necessario aggiornare il PAN puntando di più sulle rinnovabili termiche e l'efficienza


eolico_sottoattaccoPer il conseguimento degli obiettivi di sostenibilità al 2020, tenuto conto dei costi dei diversi strumenti, è conveniente privilegiare, nell’ordine ed entro i limiti del potenziale disponibile, le fonti rinnovabili per la produzione di energia termica, l’efficienza energetica e, solo successivamente, le fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica. Quest’ultima scelta è di gran lunga la più costosa, tanto più se attuata tramite impianti fotovoltaici con attuale tecnologia”.

Ad evidenziare la necessità di puntare di più sulle rinnovabili termiche e l'efficienza energetica è l'Autorità per l'energia elettrica e il gas, che ha pubblicato il suo parere sullo schema di decreto sugli incentivi alle rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico.

 

 

Occorre ridefinire le modalità di raggiungimento degli obiettivi 2020

Nel parere, contenuto nell'allegato A alla delibera n. 182/2012/I/efr dell'8 maggio 2012, l'Autorità ritiene necessario e urgente un intervento dei Ministri competenti finalizzato a ridefinire le modalità di raggiungimento degli obiettivi al 2020, aggiornando prima di tutto il PAN. Gli schemi di decreto sulle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche e sul Quinto Conto energia “continuano a riguardare la sola produzione elettrica da fonti rinnovabili e sono stati proposti in totale assenza di una revisione degli obiettivi complessivi e delle relative strategie per il loro raggiungimento”.

 

 

I costi sulle bollette elettriche

L'Autorità per l'energia, pur plaudendo al freno che i decreti introducono alla crescita della componente A3, avverte che l'innalzamento dell'obiettivo 2020 sulle rinnovabili elettriche – dal 26% al 32-35% -comporterà, in capo alla collettività tramite le bollette elettriche, costi maggiori rispetto a quelli strettamente necessari ai fini del raggiungimento degli obiettivi imposti a livello europeo. L’attuazione degli schemi di decreto determinerà costi aggiuntivi rispetto a quelli derivanti dall’applicazione degli strumenti incentivanti già esistenti. In particolare, a regime (e quindi al 2016), a fronte di un valore complessivo delle incentivazioni dirette pari a circa 12 miliardi di euro all’anno, i costi aggiuntivi, definiti dai presenti schemi di decreto, si attestano a: circa 1 miliardo di euro all’anno per le fonti rinnovabili diverse da quella solare; circa 0,5 miliardi di euro all’anno per gli impianti fotovoltaici”.

Tali incrementi – precisa l'Authority - contribuiscono alla determinazione di un ammontare complessivo di incentivo pari a circa 12 miliardi di euro all’anno (di cui 5,5 attribuibili all’insieme delle fonti rinnovabili diverse da quella solare)”.

 

 

Allineare i valori degli incentivi alla media Ue

L'Autorità ritiene che i valori unitari delle tariffe incentivanti “debbano essere allineati a quelli vigenti nei Paesi europei caratterizzati dalla maggiore diffusione di impianti alimentati da fonti rinnovabili”. Pertanto, nel caso delle rinnovabili diverse dal fotovoltaico, secondo l'Aeeg, i valori possono avvicinarsi alla UE “solo grazie al buon esito di procedure concorsuali ben disegnate, che portino a riduzioni significative rispetto al valore base d’asta di partenza”. Per il fotovoltaico i valori unitari proposti per le tariffe incentivanti sono ancora più elevati rispetto a quelli mediamente diffusi negli altri Paesi europei e “potrebbero essere conseguentemente ridotti”.

 

 

Le proposte di modifica

Nel parere l'Autorità avanza alcune proposte di modifica al decreto. Essi riguardano: le modalità di accesso ai registri, al fine di semplificarne l’accesso e promuoverne l’ordinato funzionamento; semplificazioni nella trasmissione delle informazioni necessarie al GSE; disposizioni finalizzate all’introduzione di un sistema di tracciabilità degli incentivi complessivamente percepiti da un medesimo soggetto; correttivi da apportare agli incentivi al fine di consentire di stabilizzare i prezzi dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, e di renderne più efficiente la gestione, prevedendo semplificazioni e consentendo anche l’incentivazione, a parità di risorse economiche complessive, dell’energia elettrica prodotta e contestualmente consumata in sito. E poi ancora: correttivi da apportare alle procedure concorsuali, al fine di promuoverne l’ordinato ed efficiente funzionamento; disposizioni relative agli impianti che attualmente beneficiano dei certificati verdi, al fine di promuoverne la sostenibilità nelle bollette elettriche; disposizioni relative alla copertura degli oneri di gestione, verifica e controllo in capo al GSE.

Da segnalare, in particolare, la proposta di sostituire in parte il posticipo dei pagamenti dei certificati verdi con una dilazione dei pagamenti degli incentivi ai grandi impianti fotovoltaici per i mesi di maggio e giugno 2012.

 

 

Disposizioni relative al ritiro, nel 2012, dei CV invenduti

L’articolo 20, comma 3, dello schema di decreto sulle rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico prevede che, su richiesta del detentore, il GSE ritira i certificati verdi relativi alle produzioni del 2011 entro il 2012 e assicura ai medesimi detentori il pagamento del 25% degli importi spettanti entro il mese di giugno 2012, del 25% degli importi spettanti entro il mese di settembre 2012 e del rimanente 50% entro il mese di dicembre 2012. Ciò per evitare rilevanti aggravi della componente tariffaria A3 entro il mese di giugno 2012. “Anche alla luce delle osservazioni presentate da varie associazioni di categoria, che hanno evidenziato forti criticità derivanti dall’implementazione di quanto sopra riportato (e in particolare il fatto che entro giugno 2012 il GSE effettui pagamenti riferiti solo al 25% dei CV complessivamente ritirati) e poiché il rilevante aumento del valore unitario della componente tariffaria A3 riscontrato negli ultimi mesi è anche (e soprattutto) attribuibile agli impianti fotovoltaici”, secondo l'Aeeg “a parità di risorse, si potrebbe prevedere che: entro giugno 2012, il GSE effettui pagamenti riferiti al 50% dei CV complessivamente ritirati; il conseguente maggiore onere sostenuto dal GSE entro giugno sia interamente compensato, in termini finanziari, da una dilazione (di almeno 4-6 mesi) nelle tempistiche di pagamento degli incentivi previsti per l’energia elettrica prodotta nei mesi di maggio e giugno 2012 dagli impianti fotovoltaici di taglia maggiore (ad esempio sopra 100 kW)”.

 

 

 

 

Mauro Reppetto

per Casa&Clima

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