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In collaborazione con le Redazioni - NotizieWeb 24/24; DangerNews; The Curious MagazineWeb

18 Apr

V° Edizione premio "Salieri"

Pubblicato da Talamh Abhainn  - Tags:  #DANGER NEWS

Teatro Antonio Salieri

Legnago, 13 aprile 2014

Testo pubblicato da Talamh Abhainn


 

 


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“Un bambino di 5 anni, ma già maturo, che si è già liberato dei panni di bambino, per affrontare il cammino da adulto”. Con queste parole, abbastanza retoriche, l'Assessore alla Cultura della Provincia di Verona, Marco Ambrosini, ha aperto quella che, nelle intenzioni dell'organizzazione, doveva essere una celebrazione della musica e dei suoi giovani talenti. Peccato che l'intento sia riuscito in modo molto parziale e che il bambino di 5 anni, cresciuto troppo in fretta, si sia dimostrato un po' troppo presuntuoso.

 

 

Le note dolenti sono iniziate già all'entrata nel teatro, dove la mancanza di una scaletta esecutiva ha subito creato un certo scompiglio e sconcerto, sia tra gli addetti ai lavori (primi fra tutti gli stessi musicisti), sia tra il pubblico, il quale si è ritrovato immerso in una nebulosità indegna di tale pomposa organizzazione. Meglio non è andata nell'entrata in sala, dove notevole è stata la confusione nell'assegnazione dei posti, dal momento che parte degli stessi era riservata ad associazioni varie e alle autorità, fra cui diversi esponenti politici, che non hanno naturalmente perso l'occasione per fare squallida propaganda in vista delle elezioni alla carica di Sindaco di Legnago, previste per il mese di maggio. Pur con gentilezza e solerzia, il personale addetto alla gestione della sala, ha trovato notevoli difficoltà, causando imbarazzo e notevole confusione negli stessi componenti dello staff. Molte persone, tra il pubblico eterogeneo, rimpiangevano la precedente edizione, svoltasi nell'altro teatro di Legnago, il Piccolo Salieri, dove la qualità dell'organizzazione era stata molto apprezzata.

Quando poi, si sono accese le luci della ribalta, ossia è iniziato lo spettacolo, le cose non sono migliorate molto; tremendo l'esordio, dove una gentile signora, membro della Scuola di strumenti ad Arco “Antonio Salieri” (organizzatrice dell'evento), ha iniziato un monologo di più di mezz'ora, fatto di ringraziamenti e lodi sperticate a tutto l'elenco telefonico di Verona e provincia (senza tralasciare anche altre città), menzionando musicisti di cui nemmeno gli stessi parenti conoscono l'esistenza, sponsor cacciasoldi, i soliti politici dalle grandi chiacchiere e promesse, e via dicendo, in una litania che rischiava seriamente di svuotare il teatro ancora prima che iniziassero le esibizioni. Ciliegina sulla torta, la lettura di una lettera inviata dal principe Emanuele Filiberto di Savoia (patetica piaggeria, onorarlo in sala con il titolo di Sua Altezza Reale.....alla signora al microfono, nessuno ha detto che siamo in una Repubblica, più o meno?) e la presenza in sala, dell'etoile Carla Fracci, con consorte: indubbiamente un altro tentativo di dare più lustro a un evento che, se fosse organizzato in modo più professionale, darebbe sicuramente frutti migliori.

Finalmente, con tre quarti d'ora di ritardo, le esibizioni sono iniziate. In un ambiente estremamente minimalista, come richiesto dalla levatura dell'evento, i partecipanti al Concorso, provenienti da vari Paesi del mondo, hanno dato prova della loro maestria, confermando che il livello artistico dell'evento è inattaccabile. Tra tutti i partecipanti, sicuramente grande entusiasmo hanno suscitato due esibizioni: di una virtuosa violinista dodicenne e di una energica violoncellista slovena, le quali hanno proposto brani in grado di dare al pubblico ciò che desiderava, ossia emozioni.

 

 

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Gli altri interpreti, pur bravissimi, hanno commesso un errore tipico di queste manifestazioni, ossia la scelta di brani sconosciuti al grosso pubblico, spesso addirittura incomprensibili o fuori luogo in un contesto simile, con il risultato di ripetuti mugugni, se non addirittura di insofferenza, da parte delle persone presenti in sala.

Ultima annotazione è che, onestamente, quando si parla di giovani musicisti, ci si aspetta di trovare degli esordienti o, comunque, dei giovani talenti con grandi capacità e che lo scopo di tali concorsi sia quello di aprire loro la strada vero la carriera musicale: peccato che tutti i partecipanti a questo concorso siano già artisti con all'attivo numerosi premi, molti dei quali già facenti parte a pieno diritto del mondo musicale.

In conclusione, si può dire che se le intenzioni erano buone, il risultato è stato molto insoddisfacente, soprattutto per chi, alla fine, conta veramente, cioè il pubblico. C'è da augurarsi che, nella prossima edizione, l'organizzazione si riveli più efficiente e decida di dare al pubblico, quelle emozioni (positive), per cui è nata la musica.

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